Una donna in cucina

‘Un Velasquez in Galleria’ Borghese. È esposto nella Sala del Sileno accanto ad alcune opere di Caravaggio. Il dipinto è proveniente dalla National Gallery of Ireland di Dublino

È in bellamostra in un’area della Galleria Borghese, ‘Donna in cucina con Cena di Emmaus’, una delle prime opere note di Diego Rodriguez de Silva y Velàzquez, insieme a quelle, fra l’altro, di Michelangelo Merisi, meglio conosciuto come Caravaggio. “Un richiamo”, ha rilevato Francesca Cappelletti, che gestisce e coordina lo spazio espositivo romano. Nella Sala del Sileno, infatti, sono ammirabili anche alcune produzioni del Caravaggio, ‘Autoritratto in veste di Bacco’, ‘David con la testa di Golia’, ‘Madonna dei palafrenieri’ e ‘San Giovanni Battista’, catalogate fra il 1595 e il 1610.
Il dipinto, centimetri 55-per-centimetri 118 e datato fra il 1617 e il 1618, è arrivato dalla collezione della National Gallery of Ireland di Dublino ed è inserito in quel programma che interessa e coinvolge “lo sguardo degli artisti stranieri sulla Città Eterna”. Velàzquez, infatti, ha viaggiato verso Roma in un paio di occasioni, nell’ottobre del 1629 dopo essere passato per Genova, Ferrara, Cento, Bologna e Loreto e nel 1649, quando è stato anche ospite a Venezia dell’allora Ambasciatore di Spagna. L’anno successivo ha esposto quattro ritratti al Pantheon. Nel 1651 da Genova è ripartito per Barcellona per raggiungere Madrid. Nella capitale spagnola è scomparso il 6 agosto del 1660 all’età di 61 anni. Infatti era nato a Siviglia nel giugno del 1599.
“La ‘Donna in cucina con Cena in Emmaus’ ricorda altri due dipinti”, la ‘Vecchia che frigge le uova’ esposto alla National Gallery of Scotland di Edimburgo e ‘Gesù Cristo in casa di Marta e Maria di Betania’, un olio su tela del 1620 presente alla National Gallery di Londra, soprattutto per lo scenario e le azioni domestiche e per una riproposizione e riproduzione di quotidianità familiari. Gli oggetti sono mostrati con realismo e sullo sfondo, come fosse un quadro nel quadro, appare una finestra con l’episodio evangelico della ‘Cena di Emmaus’, che era stato celato da ripitture ed è riemerso da un restauro del 1933″.
La ‘Cena di Emmaus’, olio su tela del 1601-1602 realizzato da Caravaggio e conservato alla National Gallery di Londra, descrive pittoricamente l’incontro di alcuni apostoli con Gesù Cristo risorto. Inizialmente il Messia non è riconosciuto, in quanto appare come un mendicante e che, invitato a cena, è svelato nel momento della benedizione del pane e del vino alludendo proprio al sacramento dell’eucarestia.
Figlio di un avvocato di origine portoghese, Juan Rodriguez de Silva, il futuro artista ha cominciato a frequentare da giovanissimo la bottega del pittore Francisco de Herrera, ‘El Viejo’. Undicenne è diventato allievo di Francisco Pacheco, altro pittore, del quale ha sposato la figlia, Juanita. Nel 1622 è andato per la prima volta a Madrid dove ha incontrato il poeta Luis de Gòngora e, poi, è entrato nella corte reale spagnola anche per realizzare il primo ritratto di Filippo IV. Nel 1628 è riuscito ad incontrare l’artista fiammingo Peter Paul Rubens e nella permanenza a Roma ha soggiornato anche in Vaticano ed è stato ospite a Villa Medici e, in seguito, a Napoli. Al Pantheon, fra l’altro, ha esposto il ‘Ritratto di Juan de Pareja’ e quello di Papa Innocenzo X della Galleria Doria Pamphilj di Roma ed è stato accolto nell’Accademia di San Luca.
Il dipinto può essere ammirato fino al prossimo 23 giugno. Ingresso alla Galleria Borghese dal martedì alla domenica nella fascia oraria compresa fra le 9 e le 19.

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