Visioni dal Giappone

Originale esposizione al Museo di Roma di Palazzo Braschi sull’arte dell’Estremo Oriente. ‘Ukiyoe. Il mondo fluttuante’ con quasi 150 opere di una trentina di artisti

‘Ukiyo-e’, ‘pittura della vita che passa dal mondo fluttuante’, un movimento, una tecnica, una esperienza che ha portato alla sostituzione di soggetti tradizionali con le scene e i personaggi dell’allora contemporaneità, della vita quotidiana, degli attori del teatro kambuki e dei quartieri del piacere. In quel periodo sulle opere sono state scoperte ed applicate anche le prospettive, le ombre e, naturalmente, le proporzioni. Disegni, ma anche incisioni soprattutto sul legno e a notevole replica e riproposizione. La testimonianza di quella produzione è in bellamostra a Palazzo Braschi negli spazi del Museo di Roma, in occasione di ‘Ukiyoe. Il mondo fluttuante. Visioni del Giappone’. L’esposizione è promossa dal Campidoglio attraverso l’Assessorato alla Cultura e la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzata anche da MondoMostre con il sostegno di Zétema ed è stata curata da Rossella Menegazzo.
L’allestimento ospita quasi centocinquanta testimonianze della produzione giapponese dell’epoca Edo, racchiusa fra il Seicento e l’Ottocento, di una trentina di artisti, fra cui Keisai Eisen, Hutagawa Hiroshige, Horusai Katsushika, Utagawa Kuniyoshi, Toshusai Sharaku e Kitagawa Utamaro. Nel corso della presentazione dell’esposizione è emersa da parte degli intervenuti, l’assessore Miguel Gotor, la direttrice dei Musei Civici della Sovrintendenza Capitolina Ilaria Miarelli Mariani, l’amministratore delegato di MondoMostre Simone Todorow di San Giorgio e la curatrice Rossella Menegazzo, “la panoramica del lungo periodo di pace con il controllo militare dei Tokugawa contrassegnato da grandi cambiamenti sociali, economici e artistici, chiuso con la disponibilità dell’isola agli scambi con le realtà occidentali a partire dalla metà dell’Ottocento e la restaurazione Meiji, che ha riportato al centro del potere l’Imperatore”. E nel 1868 la denominazione della capitale è modificata, dalla passata Edo all’ancora attuale Tokyo.
La contaminazione ha coinvolto anche il nostro Paese, in particolare con l’incisore ligure della genovese Arenzano Edoardo Chiossone e lo scultore siciliano della palermitana Partanna Vincenzo Ragusa, invitati in Estremo Oriente dall’imperatore Meiji come formatori e specialisti nei primi istituti di grafica e arte. Protagonisti dello sviluppo artistico giapponese insieme a Giovanni Vincenzo Cappelletti per l’architettura e Antonio Fontanesi per la pittura. La lunga permanenza nelle zone dell’Estremo Oriente ha sollecitato anche una forma di collezionismo, soprattutto di Chiossone, visibile al Museo della Civiltà dell’EUR e in quello d’Arte Orientale di Genova, che ha collaborato nell’attrezzare la mostra a Palazzo Braschi. La tecnica dell’ukiyoe, importata dalla Cina, ha aumentato la diffusione di immagini e libri consentendo una numerosa produzione e la susseguente diffusione per la creazione di un vero e proprio mercato anche commerciale.
L’allestimento è articolato in sette sezioni, che facilitano la comprensione dei molteplici aspetti del lungo periodo Edo e riguardano, fra l’altro, la cultura, l’estetica, l’arte, il sociale, la politica e l’economia. Attenzione particolare è rivolta all’aspetto e alla rappresentazione femminile. È possibile ammirare strumenti musicali, ventagli, porta tabacco, pittura di ogni genere e dimensione e visioni anche verticali, oggetti adatti al gioco, allo svago, all’intrattenimento e alla calligrafia. Evidenziato uno spettacolare “soprakimono uchikahe con manica lunga e motivo di due fenici e foglie di paulownia del XIX secolo, di seta, colorato e ricamato con fili d’oro e d’argento.
La proposta ‘Uniyoe. Il mondo fluttuante. Visioni dal Giappone’ può essere visitabile al primo piano del Museo di Roma di Palazzo Braschi, con doppio ingresso da piazza San Pantaleo e da piazza Navona, fino al prossimo 23 giugno, dal martedì alla domenica, nella fascia oraria compresa fra le 10 e le 19. All’iniziativa è associato un catalogo pubblicato da MondoMostre e curato dalla stessa Rossella Menegazzo.

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