Creazioni al ‘Colosseo Quadrato’

Al Palazzo della Civiltà Italiana dell’EUR, riferimento nella capitale di Fendi, esposizione delle realizzazioni e dei progetti di Arnaldo Pomodoro

 

Annuncio: la Fondazione Arnaldo Pomodoro e Fendi hanno avviato una partnership pluriennale con un obiettivo ben preciso, che riguarda la conoscenza e l’esaltazione dell’arte nel rispetto della storia, della sostenibilità e anche dell’innovazione. La rinnovata intesa, estesa nella capitale, è la naturale evoluzione del rapporto fra la Fondazione e la maison che risale al 2013 quando Fendi ha trovato a Milano, in via Solari, l’opera ambientale ‘Ingresso nel labirinto’, una delle più significative e rappresentative del percorso artistico di Arnaldo Pomodoro. Era anche il riferimento espositivo, al civico numero 35, della Fondazione. L’allegata collaborazione è stata concretizzata e celebrata con una suggestiva esposizione, ‘Arnaldo Pomodoro. Il Grande Teatro delle Civiltà’, allestita a Roma nel Palazzo di Quadrato della Concordia, all’EUR.
Una trentina di realizzazioni, anche estremamente voluminose, arricchiscono un paio di sale al piano terra del Palazzo della Civiltà Italiana, dal 2015 base romana di Fendi. Gli spazi ‘riflessi’, ‘specchiati’, come fossero le lenti degli occhiali, uniti, per sostenere i naselli continuando nel raffronto, da un corridoio utile per ospitare ventuno quadrilateri attaccati, in un tris di file verticali, ‘Calcografie in tre versioni’, bianco, nero e ruggine, del 1998, ‘Tracce I-VII’ e vedere all’esterno, ma al coperto, la ‘Rotativa di Babilonia’, del 1991, in fiberglass. La posizione dell’allestimento, il novantaseienne di Morciano di Romagna, con le radici ramificate nelle Marche, l’ha paragonata, invece, a una rappresentazione teatrale in due atti, come le sale e l’intermezzo è il passaggio di raccordo.
All’ingresso il visitatore è accolto da un paio di realizzazioni per il teatro: il ‘Costume di Didone’ e il ‘Costume di Creonte’, rispettivamente in scena a Gibellina nel 1986 e a Siena nel 1988. Arti sceniche, visive, progetti, proposte, idee, documenti, disegni. È un campionario straordinario da ammirare e approfondire quello esposto al cosiddetto ‘Colosseo Quadrato’.
I quattro angoli del percorso sono riservati alle ‘Forme del mito’ con ‘Il potere-Agamennone’, ‘L’ambizione-Clitennestra’, ‘La macchina-Egisto’ e ‘La profezia-Cassadra’. Gli ambienti sono caratterizzati da alcune realizzazioni vistose, fra cui la ‘Grande tavola della memoria’, composta fra il 1959 e il 1965 in bronzo, legno, piombo e stagno, dalle misure extra, centimetri 225xcentimetri 325xcentimetri 60 e ‘Continuum’, un grandioso rilievo del 2010 interamente occupato dai segni caratteristici delle prime opere, una specie di ‘tracciato’ con i ‘codici’ e l”inventario’ della sua ‘scrittura’. Appare nella seconda sala del tour. In bronzo. Misure, centimetri 187xcentimetri 430.
La ‘mostra nella mostra’ comprende pannelli informativi, rastrelliere, cassettiere di comoda estrazione orizzontali da una parte e verticali dall’altra e piani espositivi protetti da vetri trasparenti dove sono stati posti, suddivisi per argomenti e categorie, le evoluzioni delle idee di Arnaldo Pomodoro, alcune volte anche “visionarie”. Oltre che nel nostro Paese con la famosa ‘Sfera’, uno dei più importanti scultori, orafi e incisori, è stato protagonista anche al di là dei confini, fra cui in Danimarca; negli Stati Uniti, Michigan e in Francia, Parigi, per il Parco Saint-Cloude.
Realizzazioni, costruzioni, assemblaggi, opere per società arcaiche, antiche, moderne e anche fantasiose, ma, comunque, portano il pensiero all’attualità, in quanto è catalizzato nello sguardo attento, forse solo passeggero del visitatore. Una sezione è dedicata al periodo ‘geometrico’ e dei ‘solidi’, del ‘rilievo’ e della forma ‘tridimensionale’. E, poi, la ricerca dei ‘segni’ e delle ‘parole’ e dello ‘spazio-tempo’. Fotografie e bozzetti le testimonianze. Al terzo piano del Palazzo ‘Osso di seppia’, presente anche a Milano, dove Fendi opera dal 2013.
La mostra, affiancata dal catalogo stampato da Skira con gli scritti dei curatori Lorenzo Respi e Andrea Viliani, può essere visitata gratuitamente fino al primo giorno di ottobre al Palazzo della Civiltà Italiana dell’EUR tutti i giorni dalle ore 10 alle 20.

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