Il Museo a Casa Goethe

‘Viaggio in Italia XXI-Lo sguardo sull’altro’ è il riferimento della mostra allestita in via del Corso dove ha abitato quando è stato a Roma

 

Quel girovagare per la nostra penisola è passato alla storia. Indelebile e indimenticato. Johann Wolfgang von Goethe era partito da Karlsbad nei primi giorni di settembre del 1786 quando aveva poco meno di quarant’anni, essendo nato a Francoforte sul Meno il 28 agosto del 1749. A Bolzano aveva messo piede il 9 settembre sempre del 1786. Da quel giorno è iniziato il tour durante il quale ha visitato numerosi centri del nostro Paese, fra cui Venezia, Bologna, Firenze, Perugia, Assisi, Roma e l’hinterland dei Castelli Romani e Tivoli, Napoli, la Sicilia per risalire fino a Como il 28 maggio del 1788. Un percorso esteso e articolato, che nel Terzo Millennio è stato trasformato in una esposizione, ‘Viaggio in Italia XXI-Lo sguardo sull’altro’, proposta a Roma negli spazi della centralissima via del Corso, nel Museo ‘Casa di Goethe’.
Otto i protagonisti italiani e tedeschi con frequentazioni nei due paesi, che, praticamente, hanno soddisfatto artisticamente al quesito posto dal curatore Ludovico Pratesi: “Come ti relazioni con l’altro?”. Oltre trenta opere per una risposta offerta in modo variegato attraverso tecniche, materiali e stili originali. “Punti di vista differenti, linguaggi espressivi che vanno dalla pittura al video, dalla scultura alla fotografia”, ha rilevato Pratesi. La mostra, che ha avuto il sostegno dell’Accademia Tedesca di Roma, ospita l’impegno di un tris di italiani, del pugliese Francesco Arena e dei siciliani Silvia Giambrone e Alessandro Piangiamore; dei tedeschi Johanna Diehl, Benedikt Hipp e Christian Jankowski e dei nativi ad Ankara e Istanbul Esra Ersen e Guido Casaretto, con età compresa fra i 41 e i 54 anni.
Caratteristiche interattive, diverse per rappresentare il rispettivo messaggio. Francesco Arena ha adoperato il linguaggio della scrittura trasportata con una incisione; Johanna Diehl ha utilizzato le immagini delle foto; Benedikt Hipp ha usato la pittura; Christian Jankowski ha proposto un casting filmografico; Alessandro Piangiamore è affascinato dalle vibrazioni della materia e dall’infinito movimento della natura; Silvia Giambrone ha puntato sulle violenze alle donne in un Paese “ancora a matrice maschilista come l’Italia”; Guido Casaretto ha rielaborato maschere sarde su un lago salato visto anche l’interesse di Goethe soprattutto per quelle del Carnevale Romano tanto da essere inserite nella più nota delle opere, il ‘Faust’, parte seconda e Esra Ersen ha indagato sulla dimensione della migrazione riflettendo sul disagio sociale e sulla questione dei rifiuti a Roma.
“La mostra prende spunto dalla visita in Italia di Goethe e pone la questione del significato del ‘viaggio’ nel nostro presente”, ha ricordato Gregor Lersch, direttore del Museo dallo scorso aprile. “Le sale della ‘Casa’ sono state trasformate in un luogo di dialogo sul rapporto fra l’arte italiana e quella tedesca sotto il segno di un personaggio come Goethe”, ha ribadito Ludovico Pratesi.
Le 34 realizzazioni, oltre al Museo di via del Corso, possono essere ammirate fino al 9 aprile del 2023. Porte aperte al numero civico 18 di via del Corso dal martedì alla domenica fra le 10 e le 18. Dal prossimo gennaio sarà disponibile il catalogo che affianca l’esposizione come alcune iniziative in programma nel primo trimestre del nuovo anno.
In quell’appartamento a due passi da piazza del Popolo, inaugurato come Museo nel 1997, Goethe aveva soggiornato con l’amico Heinrich Wilhelm Tischbein quando è transitato nella capitale, dal 29 ottobre del 1786 al 22 febbraio del 1787 all’andata e dal 6 giugno del 1787 al 24 aprile del 1788 nella risalita della nostra penisola. La ‘Casa di Goethe’, abbellita e arricchita da una straordinaria biblioteca, è una istituzione dell’AsKI, l’Arbeitskreis Selbstandiger Kultur-Institute e V. di Bonn, l’Associazione tedesca degli Istituti Culturali indipendenti ed è sostenuta dal Governo Federale e dai Media. Nel 2020 è stata visitata da quasi duemila persone. Lo scrittore, poeta, drammaturgo, scienziato, pittore e critico d’arte e musicale è scomparso il 22 marzo del 1832 a Weimar, all’età di 84 anni.

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