Il Festival degli archivi

Rinnovato l’appuntamento con l’originale rassegna promossa da AAMOD al cinema ‘Intrastevere’, ma anche all’Accademia di Spagna, all”Alcazar’, al Tempio del Bramante e a vicolo Moroni

È dedicata al riuso creativo delle immagini dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico la rassegna diretta da Alina Marazzi e Marco Bertozzi e con la responsabilità organizzativa anche di Luca Ricciardi. All’iniziativa, presentata All’Accademia di Spagna, ha collaborato anche Giacomo Pavesi. Questa terza stagione, una in meno ufficialmente per la numerazione arretrata a causa dell’esordio considerata ‘sperimentale’, è caratterizzata dallo slogan  ‘Un Cinema che brucia’.
‘UnArchive Found Footage Fest’, un vero e proprio Festival dei filmati d’archivio, che ospiterà, dal 28 maggio al 2 giugno, 116 fra corti e lungometraggi di ventidue paesi. E, poi, installazioni, performance e incontri. Nei sei giorni del Festival sono attesi 65 personaggi del panorama cinematografico, della scrittura, della ricerca e della didattica universitaria, di cui una ventina in arrivo da oltreconfine.
Tre i riconoscimenti da assegnare per il Concorso Internazionale riservato alle realizzazioni audiovisive e per il miglior corto e anche lungometraggio. La giuria è composta dai registi Firouzeh Khosrovani, Bill Morrison e Sara Fgaier. Altri tre premi saranno consegnati dai giovani studenti degli istituti scolastici e dell’università. Questa giuria è gestita dal regista Giovanni Piperno. Estesa e intesa la programmazione dei ‘lavori’ Fuori Concorso. La manifestazione è sostenuta, fra gli altri, dal Ministero della Cultura attraverso la Direzione Generale Cinema e Audiovisivo e dall’Archivio ‘Luce-Cinecittà’, che nel 2024 festeggia il primo secolo di impegno e attività.
Il Festival è articolato in ben cinque riferimenti, ma, comunque, ravvicinati: tre sale del cinema ‘Intrastevere’ per le proiezioni dei film; l’Accademia di Spagna accoglierà i protagonisti dei confronti e degli approfondimenti; il Tempio del Bramante e il vicolo Moroni saranno le aree per le installazioni e le esposizioni artistiche e il locale ‘Live Alcazar’ sarà riservato agli spettacoli. Le sezioni previste riguardano il Concorso Internazionale, le ‘Proiezioni Speciali; i Processi d’archivio-storia, la documentarietà, i film giudiziari, ‘Frontiere’, dove la riflessione coinvolge quelle geografiche ed estetiche; ‘Panorami Italiani’; Carte bianche Philippe-Alain Michaud del Centre ‘Georges Jean Raymond Pompidou’ e il ‘Riuso in classe’. AAMOD ripropone alcune fra le più interessanti performance e offre una selezione del ‘MUTA’, il Festival Internacional de Apropiacion Audiovisual di Lima, in Perù.
“È materiale d’archivio, un patrimonio che non deve essere disperso, ma utilizzato, possibilmente arricchito, tanto da ritornare valore per l’archivio”, hanno sottolineato gli organizzatori. “Materiale della storia, un allargamento delle testimonianze della realtà”, ha ricordato il presidente di AAMOD Vincenzo Vita. Nel 2023 la partecipazione complessiva ha raggiunto quota seimila. Alina Marazzi ha rilevato che i filmati possono riguardare qualunque tema, anche autobiografici utilizzando, dove possibile, le telecamere di sorveglianza e quelle dei telefoni cellulari contemporanee e moderne”.
All”Alcazar’ il comun denominatore sarà l’acqua. Le immagini saranno dell’Archivio ‘Luce-Cinecittà’ le musiche di Theo Teardo dirette da Roland Sejko, le sonorizzazioni sperimentali di Gianfranco Brebbia con il coinvolgimento anche di Gianluca Abbate e di Alessandro D’Alessandro.
All’Accademia di Spagna saranno promossi gli incontri su ‘L’immagine situata. Pensieri e pratiche d’archivio tra femminismo e decolonialità’ e su ‘Poetiche del riuso nel contemporaneo. Forme, pratiche, esperienze a confronto’. Sergei Loznitsa ed Eyal Silvan saranno gli ospiti per approfondire la pratica del riuso. Incontri organizzati rispettivamente con lo IULM, l’Istituto Universitario di Lingue Moderne e con NABA, la Nuova Accademia delle Belle Arti. Il manifesto di ‘Un cinema che brucia ‘ è stato realizzato da Gianluca Abate.

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