Il turismo del rugby

Da uno studio di ItaliaCamp e Federazione è emerso che lo scorso anno le tre sfide del ‘Sei Nazioni’ all”Olimpico’ hanno generato un vantaggio economico di oltre 37 milioni di euro per l’intera area. 123 mila gli appassionati coinvolti

Francia, Galles, Inghilterra, Irlanda, Italia e Scozia sono le iscritte al ‘Sei Nazioni’ di rugby, un vero e proprio campionato europeo. L’annuale torneo più prestigioso e competitivo. La nazionale azzurra è stata inserita nel gotha continentale della palla ovale nel 2000. L’esordio è stato bagnato con il gratificante successo, il 5 febbraio, allo stadio ‘Flaminio’ di Roma, sull’allora nazionale campione in carica, la Scozia. Il positivo esito si è ripetuto nell’ultima sfida in programma in Italia nel 2024, ma allo stadio ‘Olimpico’, sempre contro la Scozia, per 31 a 29. L’impianto del Parco del Foro Italico nell’occasione era completamente stracolmo di appassionati. Sold out con 69.869 presenze complessive arricchite da quasi quindicimila scozzesi.
Al di là del valore sportivo, che in questa occasione ha visto la nazionale italiana sfiorare i prestigiosi risultati anche contro l’Inghilterra e soprattutto in Francia, il ‘Sei Nazioni’ ha un notevole impatto sul settore turistico che facilita una impennata nel commercio e nell’economia, soprattutto nell’accoglienza, nella ristorazione e nel turismo. A questo proposito la Federazione Italiana Rugby ha sollecitato “ItaliaCamp’ di valutare l’impatto generato dal ‘Sei Nazioni’ del 2023 nei match ospitati nel nostro Paese contro Francia, Irlanda e Galles”. L’analisi ha valorizzato l’attrattvità dell’evento, gli effetti economici generati dalla realizzazione dall’incontro e dalla capacità di coinvolgere sia la comunità che i tifosi.
Lo studio è stato illustrato e analizzato nella Sala ‘Tevere’ della Regione Lazio dal ministro del Turismo Daniela Santanchè; dal presidente dell’amministrazione di via Cristoforo Colombo Francesco Rocca; dall’assessore ai Grandi Eventi, allo Sport, alla Moda e al Turismo del Comune di Roma Alessandro Onorato; dal vertice della Federazione Italiana Rugby Marzio Innocenti e dall’amministratore delegato di ItaliaCamp Fabrizio Sammsrco. Dalla ricerca è emerso che il ‘Sei Nazioni’ ha generato un turismo sportivo e destagionalizzato da 37 milioni e 200 mila euro per l’area interessata, in particolare riguardo all’accoglienza, alla ristorazione e ai trasporti per gli oltre 123 mila appassionati e tifosi attivati da tutta la nostra penisola e dall’estero. Più di 600 mila euro il gettito fiscale a vantaggio delle casse comunali del Campidoglio. E, inoltre, per lo Stato la quota è stata di un milione e 400 mila euro. L’impatto economico nazionale, fra diretto, indiretto e indotto, è stato calcolato in 5 milioni e 200 mila euro. In pratica, secondo gli esperti, ogni euro investito nel ‘Sei Nazioni’ di rugby ha fruttato almeno il doppio, 2 euro. Non solo, in quanto il ‘Peroni Nastro Azzurro Terzo Tempo Village’, lo spazio destinato alle attività di intrattenimento prima e dopo gli incontri allo stadio ‘Olimpico’, ha favorito un giro d’affari di oltre un milione e 200 mila euro, fra consumi di alimenti e bevande e interesse per il merchandising. E al di fuori delle centomila ore complessivamente passate all’interno del Parco del Foro Italico dagli oltre 120 mila sportivi che hanno visitato il ‘Villaggio’. Gli spettatori che hanno assistito alle partite sugli spalti sono stati 148.756.
L’approfondimento, ‘Effetto •’Sei Nazioni’• Il modello Lazio. Valutazione d’impatto sul turismo e sui territori’, ha rilevato anche altri aspetti, fra cui la percezione della sicurezza avvertita dal 97% degli sportivi sia all’interno che fuori dall’impianto del Parco del Foro Italico. Il 95% ha registrato una elevata qualità nella gestione dell’evento e il 90% dei portatori di handicap ha confermato la positività del servizio dello staff e dei volontari, composto da 7 mila e 200 persone. Un migliaio di operatori hanno offerto la disponibilità professionale per oltre 12 mila ore per un valore economico di 219 mila euro.
Gli incontri di rugby finiti sotto la lente degli osservatori di ItaliaCamp sono stati l’81%. Una occasione per avvicinare gli studenti a una attività sportiva, anche se solo da spettatori. Giovani, che, comunque per il 70% sono stati coinvolti nelle iniziative di inclusione e di promozione sociale. La maggioranza, 52%, ha gradito la disponibilità food&beverage e il 90% ha mostrato soddisfazione per l’attenzione verso l’ambiente nella gestione generale. Le virtuose scelte della FedeRugby hanno portato alla conferma anche nel 2023 della certificazione ISO, l’lnternational Organizzation for Standardization. Riconoscimento come evento ecosostenibile. L’unico fra i sei appuntamenti. Il 90% dei tifosi ha condiviso la partecipazione con amici e parenti.
Oltre il 55% dei sostenitori è arrivato dalle zone del Lazio, dalla Lombardia e dal Veneto e ha fra i 40 e i 60 anni. La stragrande maggioranza è composta da uomini. Quasi la metà dei volontari risiede nel Lazio ed è in possesso , soprattutto, di un diploma di maturità. Maschi dai 40 ai 60 anni nel 70% dei casi. Le scuole coinvolte sono essenzialmente del Lazio, in particolare della capitale. I giovani testimoni, di età compresa fra gli 11 e i 13 anni. Le società sportive interessate, invece, riguardano la Toscana e, poi, anche il Lazio, la Lombardia, il Piemonte e l’Emilia-Romagna. Il 64% dei club ha partecipato con oltre venti rappresentanti, fra dirigenti ed atleti alle sfide del prestigioso ‘Sei Nazioni’.

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