Rinnovabili e economia circolare

Verso le Giornate di Trevi. Approfondimento nella capitale su ‘L’Europa e il suo avvenire alla prova della transizione’ energetica, però condizionata dai cambiamenti climatici e dalla geopolitica

Incontro e confronto intermedio, di avvicinamento alle ‘Giornate di Trevi’ in calendario dal 26 al 28 settembre del 2024 quando nell’ottava stagione all’ordine del giorno saranno l”Energia e l’economia circolare’ del prossimo biennio. A Roma è stato promosso da Globe, l’Associazione Nazionale per il Clima e dal World Energy Council, in collaborazione con la LUISS, la Libera Università Internazionale degli Studi Sociali ‘Guido Carli’; AskaNews e l’AICP, l’Associazione italiana Collaboratori Parlamentari. All’approfondimento su ‘L’Europa e il suo avvenire alla prova della transizione. Clima, economia circolare, energia e geopolitica. Per una politica all’altezza delle sfide presenti’, hanno preso parte i rappresentanti delle istituzioni sia italiane che internazionali e quelli delle imprese.
L’autonomia energetica è l’obiettivo primario, in quanto offrirebbe certezze e stabilità necessarie alle produzioni nazionali, in particolare a quelle manifatturiere, un settore in cui l’Italia è fra i leader mondiali. “Sarà complicato raggiungere i limiti decisi dall’Unione Europea per il 2020” e, forse, anche per il 2050. Una transizione, comunque, che dovrà rivolgere l’interesse alle fonti rinnovabili e, soprattutto, al gas per riequilibrare il disimpegno progressivo dalle fossili.
Laura D’Aprile del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e Stefano Conti di ARERA, l’Autorità di Regolazione per l’Energia, Reti e Ambiente, hanno confermato l’attuale realtà e ipotizzato lo scenario futuro, anche prossimo. Intanto sarà fondamentale rafforzare la produzione di energia dall’idroelettrico, dal fotovoltaico e dall’eolico, anche offshore, come ha ricordato Andrea Porchera di Ronexia. “Un settore che ha grande potenzialità, in particolare con gli impianti al largo, quindi lontani da coste e litorali, sfruttando anche il sistema galleggiante”.
Patrizia Toia, vicepresidente della Commissione per l’Industria, la Ricerca e l’Energia, ha risollevato anche la questione relativa al riuso dei materiali superando o circoscrivendo l’importanza dell’industria italiana sul riciclo come la stessa Unione aveva indicato con tanto di quote percentuali da rispettare. L’Italia, naturalmente, sostiene questa opzione, in quanto negli anni è diventata leader nella lavorazione della differenziata e della produzione di materia prima seconda. Le strutture nazionali sono all’avanguardia e la stragrande maggioranza dei settori ha già raggiunto i parametri che erano stati fissati proprio dall’Unione Europea.
Un po’ tutte le società e le aziende hanno rivolto interessi e investimenti verso le rinnovabili e il potenziamento delle infrastrutture. Fabrizio Iaccarino di ENEL ha rivelato “l’impegno per gli interventi sulla rete”. La transizione, prima e la trasformazione, poi, offre opportunità anche occupazionali con la creazione di nuove specializzazioni. Le imprese sono alla continua ricerca di altri profili professionali. Necessaria, quindi, una adeguata formazione proprio nel settore di questi nuovi apparati. Intanto la ricerca prosegue senza sosta anche su altre fonti, fra cui sull’idrogeno e sul nucleare.
Richiesta anche la sospensione degli incentivi per le fonti fossili, semmai da destinare alle rinnovabili, ormai accertato e accettato essere il futuro energetico di riferimento.
Calendarizzati i prossimi appuntamenti in vista dell’ottava edizione dell’appuntamento in provincia di Perugia. Ad aprile, a Torino, su ‘Clima, energia e ambiente’ e nel gennaio del 2025 altro incontro nella capitale su ‘Energia e economia circolare’ all’insegna del’La via della transizione. Italia, Europa, Africa, Stati Uniti nel nuovo assetto globale’.

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