Dedicato a Piazzolla

‘Tango. Historias de Astor’. All”Olimpico’ spettacolo di Miguel Angel Zotto con Daiana Guspero per l’indimenticato compositore argentino

 

Un racconto. Esperienze. Vicende di vita, di ‘Tango. Historias de Astor’ Pantaléon Piazzolla, ricostruita e ballata da Miguel Angel Zotto e Daiana Guspero, suonata e cantata. La coppia ritorna a Roma dopo la forzata pausa dovuta al temibile Covid-19 e al Teatro ‘Olimpico’ presenta dal 18 al 21 maggio lo spettacolo scritto, coreografato, diretto e danzato dallo stesso Zotto. “È un omaggio ad Astor Piazzolla”, riconosciuto come protagonista del tango moderno.
Radici nel nostro Paese, in particolare nella pugliese Trani, Piazzolla era nato a Mar del Plata l’11 marzo del 1921 e la conoscenza con Zotto risale al 1989, tramite un comune amico José Pons, quando l’allora trentunenne tanghero argentino era a Parigi con uno spettacolo. Piazzolla, scomparso nella capitale argentina il 4 luglio del 1992 a 71 anni, considerando Zotto come “il più grande rivoluzionario dell’epoca attuale della storia del tango”, valutazione testimoniata da una missiva gelosamente custodita, gli affida le coreografie per l’allestimento di ‘Maria de Buenos Aires’ in cartellone a Broadway. Il libretto dell’opera-tango era di Horacio Ferrer, altra conoscenza del nuovo duo di artisti.
‘Tango. Historias de Astor’ è stata rappresentata per la prima volta proprio a Trani nel 2021 in ricordo dei cento anni dalla nascita di Piazzolla. Sul palcoscenico dell”Olimpico’ andrà in scena una nuova versione, che ha debuttato al Teatro ‘Comunale’ di Bologna lo scorso febbraio con un paio di cantanti, Jessica Lorusso e Carlos Habiague; un poker di musicisti, Antonio Ippolito al bandoneon, lo strumento suonato da Astor Piazzolla, Nicola Ippolito al pianoforte, Alessio Menegolli al contrabbasso e Simone Rossetti Bazzaro al violino e altre quattro coppie danzanti, Francis Aguilar e Sophie Sperling, Ricardo Cabrera e Nayhara Zeugtrager, Diego Escobar e Ludovica Antonietti e Leandro Palou e Maria Tsiatsiani.
Lo spettacolo è inserito nella rassegna ‘La musica da camera dal Barocco al Contemporaneo’ dell’Accademia Filarmonica Romana, sostenuto dalla Regione Lazio e prodotto da Tango Star e dal Festival Internazionale di Tango di Trani, in collaborazione con ‘El Porteno-Gourmet’. Il velo sulle attese serate con protagonisti Miguel Angel Zotto e Daiana Guspero è stato alzato nel caratteristico locale argentino di via dell’Umiltà da Lucia Bocca Montefoschi, amministratore delegato e direttore artistico del Teatro ‘Olimpico’ e da Paolo Baratta, presidente dell’Accademia Filarmonica Romana.
La coppia argentina, che, fra l’altro, ha fondato nel 2012 la Zotto Tango Academy con operatività a Milano e ramificazione anche a Venezia, saranno protagonisti di una esibizione di una ventina di minuti nell’area sotterranea dell’archeometro della linea ‘C’ romana alla stazione-capolinea di ‘San Giovanni’. L’appuntamento, in seguito a una intesa con l’ATAC, è per le ore 11 del prossimo 19 maggio. Miguel Angel Zotto e Daiana Guspero sono una coppia nello spettacolo dal 2007. Zotto, più volte premiato, nel 2000 è stato indicato fra i tre più importanti ballerini di tango del secolo. Nel 2002 è stato nominato ‘Accademico’ dalla National Tango Academy di Buenos Aires. Daiana Guspero, con una formazione dedicata alle danze folkloristiche del paese sudamericano, è anche insegnante di tango ed è chiamata a intervenire a corsi, stage e seminari.
Le musiche dello spettacolo in cartellone all”Olimpico’ sono tutte di Astor Piazzolla, fra cui la commovente ‘Adios Nonino’ scritta per la scomparsa del padre Vicente Piazzolla. In programma le migliori composizioni del repertorio del musicista sudamericano che per il tango, originato nei barrios di Buenos Aires, ha saputo ricercare suoni e tonalità particolari. Zotto, fra l’altro, ha anche rivelato che parte dello spettacolo sarà inserito in un docufilm con le immagini girate anche nella capitale argentina sul percorso anche comune con Astor Pantaléon Piazzolla.
Al di là della musica e del tango, che da passione con il passare del tempo è diventata professione, i due avevano in comune le vicende degli avi, originari del meridione italiano, Piazzolla della Puglia e Zotto, che in realtà “originariamente era con la ‘a’ finale, ma nel dialetto lucano”, in particolare di Campomaggiore, “non è pronunciata”. E, poi, gli inizi, “nell’edilizia, come imbianchini”, prima di trovare le migliori note e i giusti passi. “Quando sono andato a vedere dove avevano vissuto i miei familiari in Basilicata ho notato la straordinaria somiglianza con i lineamenti del viso e il naso, inconfondibile”, ha ammesso sorridendo in uno slang italo-argentino.
Giovedì 18 e venerdì 19 maggio l’inizio dello spettacolo è previsto per le ore 20 e 30. Doppio appuntamento per sabato 20 maggio, alle ore 17 e alle ore 20 e 30. Domenica 21 maggio il sipario sarà sollevato alle ore 18.

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