Le suore per il pianeta

L’Unione delle Superiore Generali impegnata negli incontri con le istituzioni e gli esperti per salvaguardare l’ambiente e per il Forum di novembre

 

“Il pianeta casa comune. I comportamenti di ognuno possono condizionare le quotidianità dell’altro”. L’ambiente è da difendere anche e soprattutto per le future generazioni. L’esortazione di Papa Francesco per un generale cambiamento dei comportamenti era arrivata nel maggio del 2015 con la pubblicazione dell’enciclica ‘Laudato si’, nella quale la cura dell’ambiente naturale e delle persone è particolarmente evidenziato. La visione del Santo Padre è ampliata con il rapporto fra Dio, gli esseri umani, gli altri viventi e la Terra. È il passo verso una pubblica e dichiarata consapevolezza di come l’uomo metta in pericolo sia la stessa sopravvivenza che la natura, il proprio habitat, a causa dello sfruttamento sconsiderato delle risorse, le quali, come da tempo è stato accertato e compreso, non sono infinite. Ecologia integrale quella di Papa Francesco, è stato più volte commentato, anche per affrontare importanti questioni, quali la pace, il lavoro, il rispetto e la conservazione delle casa comune.
La sollecitazione del Santo Padre è stata raccolta dall’Unione Internazionale delle Superiore Generali, in particolare da Maamalifar Poreku, suora missionaria ghanese di Nostra Signora d’Africa e cosegretaria esecutiva dell’Ufficio per la Giustizia, la Pace e l’Integrità del Creato della stessa UISG. Maamalifar Poreku ha promosso e organizzato l’iniziativa, Sister Advocating Globally, che prevede una serie di incontri da considerare preparatori per il Forum in programma il prossimo novembre a Roma. E nella capitale italiana è stato avviato il ‘Dialogue on the Environment’ proprio dalle suore con la partecipazione dei rappresentanti delle istituzioni, del panorama ambientalista, della ricerca, della didattica e, naturalmente, degli esponenti della scienza e della religione. A qualcuno sembrerebbe una contraddizione, che in realtà non è, in quanto l’obiettivo è comune: di pensare, intanto, a questo mondo. Alla cura, al miglioramento, al salvataggio.
Gli intervenuti, gestiti da Catalina Hinojosa Lopez, che amministra il progetto ‘Seminando speranza per il pianeta’, hanno sottolineato la necessità di una inversione di tendenza nei comuni comportanti, come fra l’altro emerso dagli importanti appuntamenti internazionali delle varie Cop. Maamalifar Poreku ha rilevato che “le suore sono consapevoli di poter essere determinanti nello scenario planetario dove gli impegni sul cambiamento climatico sono costantemente disattesi e le persone e i paesi con meno risorse sono sempre più a rischio, minacciati e colpiti”. In quest’ultimo periodo una cinquantina di suore hanno realizzato, presentato e illustrato alcuni progetti che vorrebbero concretizzare come quello “per i bambini del Ghana” dove la siccità ha condizionato la produzione dei necessari, vitali e insostituibili alimenti agricoli. L’ambiente è determinante per le comunità, per la condizione sociale delle persone. La richiesta e l’obiettivo è di operare piccole azioni, che potrebbero diventare determinanti, in quanto “chi è in alto non riesce a comprendere l’attuale effetto dell’accaduto. La spinta sarà di coloro che stanno soffrendo e sopportando il peso del cambiamento climatico e della perdita della biodiversità”.
L’appuntamento è stato calendarizzato proprio alla vigilia della Giornata Internazionale della Terra fissata per il 22 aprile. L’UISG riunisce quasi duemila Superiore Generali di 97 paesi in rappresentanza di oltre 600 mila suore impegnate nel mondo.
Alla giornata di approfondimento ha portato il saluto Patrizia Murray, la segretaria esecutiva dell’International Union Superiors General. Presenze, praticamente, dai cinque continenti, fra cui dell’ambasciatore e capo delegazione dell’Unione Europea presso la Santa Sede, Alexandra Valkenburg. Per l’Italia hanno partecipato Andrea Benzo, inviato speciale per la libertà di religione e di dialogo interreligioso del Ministero degli Affari Esteri; Giuseppe Onufrio di Greenpeace; Fabio Petito dell’Università inglese del Sussex e dell’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale e responsabile, in particolare, delle Religioni e delle Relazioni Internazionali; Simona Rossetti, direttore dell’Istituto di Ricerca sulle Acque del CNR; Lucia Sorrentino, coordinatrice delle organizzazioni associate al movimento ‘Laudato si’. Quattro le sessioni che hanno caratterizzato il confronto e hanno riguardato ‘Le risposte ai cambiamenti climatici e alla perdita della biodiversità’; ‘La cura per le persone e il nostro pianeta’; ‘La vulnerabilità nella leadership e nel processo decisionale’ e ‘Il comune cammino verso il Forum dell’International Union Superiors General’.

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