Podio africano

‘ACEA Run Rome The Marathon’. Maxiscrizioni di stranieri. Oltre trentamila complessivamente i partecipanti

 

Podio tutto africano come previsto alla vigilia dell”ACEA Run Rome The Marathon’ anche se non con tutti gli interpreti e soprattutto l’ordine pronosticato. Sul traguardo di via del Fori Imperiali ha vinto il marocchino Taoufik Allam con 2 ore 7 minuti e 43 secondi non lontano dal limite dello scorso anno segnato dall’etiope Bekele Fikre Tefera. Il trentaduenne magrebino ha aumentato la cadenza in via del Corso staccando gli altri fuggitivi, i kenyani Wilfred Kigen, secondo e Rogers Keror, terzo e l’etiope Berhanu Heye. Per Taoufik Allam anche il primato personale. Abbattuto il precedente, che era stato realizzato lo scorso ottobre a Dublino, 2 ore 11 minuti e 30 secondi. Le note liete sono arrivate dagli azzurri, tre nei primi dieci, anzi nei nove. Sesto Nekagent Crippa dell’Esercito, ottavo Stefano La Rosa dei Carabinieri e nono Alessandro Giacobazzi dell’Aeronautica Militare. Tutti compresi fra le 2 ore 12 minuti e 10 secondi e le 2 ore 22 minuti e 13 secondi.
Nella gara femminile successo di Benny Chepkwony del Kenya in 2 ore 23 minuti e un secondo. Podio completato dalle etiopi Fozya Jemal Adid e Zinach Getachew. Per la ventinovenne vincitrice anche il nuovo record personale. Cancellato a Roma quello realizzato a Istanbul nel 2021 di 2 ore 30 minuti e 28 secondi. Nel finale erano quattro le etiopi in fuga. Oltre alla coppia salita sul podio c’erano Molugojam Ambi e Jemila Shure, che a dodici chilometri dal traguardo ha cercato l’affondo decisivo, risultato azzardato. Betty Chepkwony è risalita dalla quinta posizione e quasi in volata ha prevalso sulle rivali. Arianna Lutteri è stata la prima delle italiane al traguardo. La trentaduenne trentina di Rovereto ha concluso ottava in 2 ore 47 minuti e 8 secondi.
I 42 chilometri e 185 metri sono stati completati da 11.249 podisti. Oltre la metà degli iscritti era straniero, “a conferma dell’ormai crescente internazionalizzazione dell’appuntamento romano. Ed erano molti anche gli iscritti alla cosiddetta ‘Stracittadina’”, ha ricordato l’assessore ai Grandi Eventi, al Turismo, allo Sport e alla Moda del Comune di Roma Alessandro Onorato. Complessivamente i partecipanti sono stati oltre 30 mila. Spettacolare l’avvio con l’esibizione del tenore Carlo Assogna, che ha intonato prima l’Inno nazionale e poi il ‘Nessun Dorma’, la romanza della ‘Turandot’ di Giacomo Puccini e con il passaggio delle ‘Frecce Tricolori’ anche per celebrare i cento anni dell’Aeronautica Militare e con la simbolica apparizione del Gruppo Storico Legione Romana.
La staffetta ha sostenuto una quindicina di associazioni impegnate nella solidarietà e nell’assistenza. La squadra dell’Aeronautica Militare ha preso il via nonostante il lutto per la scomparsa nella tragedia di Guidonia del colonnello Giuseppe Cipriano.
Il passaggio alla metà del percorso è stato di un’ora 3 minuti e 23 secondi per i podisti e di un’ora 11 minuti e 3 secondi per le atlete, leggermente più veloce rispetto alla seconda parte della gara. La ‘Coppa degli Ultimi’ è stata consegnata a Romano Dessì, 79 anni, della Podistica Solidarietà, che è transitato in fondo al gruppone in piazza Pio XII, a due passi da piazza San Pietro. Il trofeo è stato realizzato da Erwin Bendfeldt Rosada, l’originario del Guatemala ospite della Caritas Diocesana di Ponte Casilino, a Roma. L’iniziativa è stata promossa dall’Athletica Vaticana e dall’Osservatore Romano. Il riconoscimento era stato benedetto qualche giorno prima da Papa Francesco.
“Oltre trentamila persone hanno” colorato e arricchito “la Maratona più bella del mondo e regalato una giornata unica di sport all’insegna della solidarietà e della pace”, ha sottolineato il sindaco Roberto Gualtieri. Ampia anche l’adesione alla ‘Stracanina’ per chi ha voluto essere accompagnato, fra le straordinarie testimonianze storico-architettoniche dell’Antica Roma, dal fido ‘amico’ a quattrozampe. E gli organizzatori sono già coinvolti nell’edizione del 2024, in calendario il 19 marzo.

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