Sport ‘quattrostagioni’

A Roma, nel corso del convegno dell’ASC, sono state illustrate alcune iniziative per favorire l’attività fisica di ogni fascia di età

 

“La crisi pandemica, l’inflazione, i venti di guerra condizionano la vita quotidiana e hanno insegnato al confronto con inaspettate difficoltà e, a volte, con problematiche nuove, che i più ritenevano superate, ma hanno rafforzato il mondo dello sport, capace di dimostrare compattezza e solidarietà”. L’intervento del presidente dell’ASC, le Attività Sportive Confederate, Luca Stevanato ha aperto l’incontro sulle trasformazioni che “stanno attraversando l’intero movimento”. ‘Sport. Lavoro, presente’ e, naturalmente, ‘futuro’, sono stati gli argomenti al centro della giornata organizzata nella capitale in una sala della Confcommercio, alla quale sono intervenuti i massimi rappresentanti dell’attività agonistica e amatoriale del nostro Paese come i presidenti del CONI Giovanni Malagò e di Sport e Salute Vito Cozzoli e quelli di alcune federazioni.
Carlo Sangalli, presidente nazionale della Confcommercio, ha anticipato uno dei tre importanti temi all’ordine del giorno, quello che riguardava la condizione fisica. Il progetto, ‘La salute al centro’, ha come obiettivo di promuovere l’attività sportiva su tutto il territorio nazionale sostenendo un cambiamento dei rispettivi stili di vita. Le basi operative di questa annunciata trasformazione saranno i centri sportivi, che diventeranno “della salute” proponendo iniziative verso le categorie definite ‘vulnerabili’ per vari motivi, fra cui per la situazione socioeconomica; nel caso di minori fra i 6 e i 17 anni; per età, guardando gli anziani e per condizione patologica, in particolare quelle considerate dai sanitari croniche, non trasmissibili e stabilizzate. I centri sportivi ‘idonei’ saranno individuati attraverso una selezione in modo da garantire la qualità e la sicurezza degli interventi con azioni formative, condivisione dei valori etici e misure specifiche a sostegno della ripartenza dopo il Covid-19. Parallelamente è organizzato anche il ‘Tour della Salute’. Dieci le tappe previste nelle maggiori città della nostra penisola per una generale sensibilizzazione sulla pratica dell’attività fisica, motoria e sportiva. Nel 2022 sono state coinvolte 12 milioni di persone e effettuati almeno 12 mila screening.
Tre federazioni hanno unito le forze e le competenze per presentare il progetto ‘Porte aperte allo sport’ e riuscire ad ottenere il sostegno previsto di 5 milioni di euro. La Federazione Italiana Bocce e quelle di Atletica Leggera e di Danza Sportiva, rappresentate rispettivamente dai presidenti Mario Giunio De Sanctis, Stefano Mei e Laura Lunetta, hanno avuto il pass da Sport e Salute per attuare il piano, che prevede l’avvicinamento di famiglie, bambini e ragazzi all’attività attraverso le tre discipline. L’iniziativa coinvolgerà, naturalmente, gli istituti didattici di tutta Italia, mentre le tre federazioni, dopo aver sensibilizzato, pubblicizzato e sollecitato anche nelle strade e nelle piazze della nostra penisola, saranno impegnate ad organizzare gli specifici corsi gratuiti, in particolare nell’orario scolastico. 10 mila minori saranno coinvolti negli open-day, 150 le scuole che ospiteranno le attività a cui potrebbero partecipare almeno 150 mila alunni fra i 6 e i 17 anni. La novità ha trovato l’adesione anche dell’OPES, l’Organizzazione Per l’Educazione dello Sport, guidata da Juri Morico. Non mancherà, ovviamente, la collaborazione delle società sportive e dei tecnici delle tre discipline: atletica leggera, bocce e danza sportiva.
La terza protagonista della giornata promossa in piazza Giuseppe Gioacchino Belli ha riguardato la promozione della pratica sportiva come strumento strategico per migliorare il benessere psicofisico e l’inclusione sociale delle persone con disabilità con particolare riferimento a quelle con medio e alta funzionalità. La creazione di alcune sezioni ‘Sport for Special’ e la formazione di tecnici, soprattutto per il calcio riservato a persone con disabilità, sono fra gli obiettivi del progetto, ‘Insuperabili’, che è stato illustrato dal presidente dell’Associazione Davide Leonardi e dal project manager Ezio Dau. Attesa, quindi, per l’aumento del numero di persone con disabilità destinate alla pratica sportiva e a comportamenti quotidiani per migliorare la qualità della vita e contenere l’economia sociale e il carico socio-assistenziale pendente sui familiari. Una cinquantina le società di calcio individuate su tutta la nostra penisola, almeno un paio per regione; oltre dieci le persone con disagi vari iscritte alla singola squadra e tre fra tecnici e operatori sportivi per ogni realtà.

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