Il Lazio al ‘Vinitaly’

Presentato il Padiglione regionale che sarà allestito a VeronaFiere dal 14 al 17 aprile. 53 le aziende presenti con le migliori etichette per un rilancio della produzione e della commercializzazione

Cinquantatrè aziende del Lazio con il campionario delle migliori etichette saranno presenti dal 14 al 17 aprile a VeronaFiere per l’ormai tradizionale vetrina del ‘Vinitaly’ la più importante e partecipata del settore. Il Padiglione con i produttori della regione sarà posto proprio all’ingresso del percorso fieristico, in particolare nella ‘Tensostruttura A’, caratterizzato da un originale allestimento scenico. Da un lato dei 2.000 metri/quadrati dell’entrata ‘Cangrande’ la visione rievocativa, ingegneristica, geometrica e ondulante degli acquedotti romani, un po’ simbolo dell’intero territorio regionale, dall’altra una mappa geografica con la cornice riservata agli stand delle varie aziende pronte a raccontare il rispettivo prodotto, a descrivere i territori e a offrire adeguate degustazioni. Il ‘Modello Lazio’ sarà accompagnato da un programma di animazioni, incontri e confronti professionali, specializzati e conviviali.
‘Il Vigneto del Lazio’ vanta un patrimonio forse ai più insospettato e sottovalutato con 18 mila ettari di superficie coltivata per una produzione annuale di almeno 800 mila ettolitri; 450 cantine, di cui una cinquantina medio-piccole in centri dell’entroterra e di contenute dimensioni estensive; 37 vigneti autoctoni; 3 vini di Denominazione di Origine Controllata e Garantita; 27 DOC e 6 IGT, Indicazione Geografica Tipica. La maggior parte della produzione è destinata ai vini bianchi, 75%, il resto ai rossi. Il valore stagionale di questo impegno è di oltre 230 milioni di euro, 67 milioni di euro derivanti dalle varie denominazioni. Le esportazioni fra il 2020 e il 2022 hanno registrato una fermentazione del 25%, mentre lo scorso anno è stata evidenziata una flessione che ha interessato l’intero settore.
Le iniziative al ‘Vinitaly’ sono state illustrate nella capitale, nel suggestivo scenario del Tempio di Vibia Sabina e Adriano di piazza di Pietra alla presenza del vertice della Regione Lazio Francesco Rocca; dell’assessore al Bilancio, all’Agricoltura e alla Sovranità Alimentare Giancarlo Righini; del responsabile della locale Camera di Commercio Lorenzo Tagliavanti; del commissario straordinario dell’ARSiAL, l’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio Massimiliano Raffa; del presidente della Fondazione Italiana Sommelier e di Bibenda Editrice Franco Maria Ricci e del cerimoniere di stato ed esperto di vini Alessandro Scorsone. All’appuntamento romano ha partecipato anche il presidente di VeronaFiere Federico Bricolo, il quale ha ricordato che “in questa 56^ edizione saranno presenti oltre 4 mila espositori in rappresentanza di 65 paesi ed è previsto l’interessamento di almeno 30 mila operatori del settore di quasi 140 mercati, di cui 1.200 considerati top, il 20% in più rispetto al recente passato”. VeronaFiere, oltre alle aziende vitivinicole, ospiterà anche i produttori di olio extravergine di oliva e di birra artigianale. “È la più importante fiera del vino ed è stato rilevato come l’ingresso sui mercati apre la possibilità, entro un paio d’anni, anche agli altri prodotti dell’agroalimentare”. Vino come apripista alla diffusione e alla commercializzazione anche internazionale. A Verona sarà predisposta l”Arena delle Eccellenze’, nella quale tutte le aziende del Lazio saranno rappresentate da una sola etichetta e una degustazione anonima e segreta di cinque produzioni sarà utile a scoprire e a valutare l’apprezzamento degli esperti e il livello qualità. ‘Lazio. All roads lead to taste’, come dire, ‘Lazio. Tutte le strade portano al gusto’.
Oltre 180 aziende hanno iniziato la spumantizzazione. Nel 2009 erano 72. Quasi duecento etichette per una produzione annuale media di 2 milioni di bottiglie. Il valore oscilla sui 20 milioni di euro. La maggiore attività è stata registrata a Roma, 47%, poi a Viterbo, 21%, a Latina, 18%, a Frosinone, 13% e, quindi, a Rieti, 1%.
È aumentato anche l’interesse per l’enoturismo, che associa la scoperta delle bottiglie e le visite nelle aziende agricole a quella per i borghi, con testimonianze storiche e architettoniche e per i territori dall’orizzonte ambientale e naturalistico variegato. Alcune realtà, fra l’altro, sono al di fuori dei tradizionali percorsi solitamente disegnati dai tour operator.
Ogni degustazione a VeronaFiere sarà accompagnata dalle specialità regionali indicate da Slow Food. Nel corso degli interventi è stata ribadita la necessità di un maggior coinvolgimento da parte dei ristoratori, soprattutto della capitale, per la commercializzazione delle etichette del Lazio. In molti locali e anche nelle aree di accoglienza degli hotel e degli alberghi le produzioni locali sono quasi ignorate sulla ‘Carta dei vini’ e, “invece, non mancano le eccellenze nel Lazio. Una maggiore promozione e alcune frequenti sollecitazioni ai clienti sarebbero opportune per un ulteriore miglioramento della generale situazione e, in particolare, per le aziende vitivinicole”.
La partecipazione della Regione Lazio a ‘Vinitaly’, in collaborazione con l’ARSIAL, è sostenuta dalla Camera di Commercio, Industria, Agricoltura e Artigianato e dal coinvolgimento di Olio Roma IGP e da Acqua Filette.
Spazio anche alla solidarietà. Il presidente dell’istituto Poligrafico e Zecca dello Stato Paolo Perrone ha annunciato l’emissione di una medaglia. Il ricavato delle vendite sarà devoluto a un ospedale ucraino che accoglie i bambini colpiti dallo scontro armato con la Russia.

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