Takeda all’Esquilino

Trasferita in viale Manzoni la base operativa dell’azienda farmaceutica giapponese leader mondiale nel settore. Oltre a Roma è presente con gli stabilimenti produttivi a Pisa e a Rieti dove sono occupate un migliaio di persone

Uno storico palazzo dell’Ottocento recuperato con i più aggiornati e innovativi sistemi per ammortizzare i consumi idrici, abbassare i livelli di emissioni inquinanti e contenere al minimo il ricorso alle fonti fossili per la produzione energetica è il nuovo riferimento di Takeda, l’ultrasecolare azienda farmaceutica giapponese. Tre piani, oltre a quello d’ingresso, in viale Manzoni, nella zona dell’Esquilino, che continua nella fase di riqualificazione e di rinascita, sono la base gestionale e di rappresentanza nel nostro Paese, maggiormente a contatto con le sedi istituzionali e gli uffici delle amministrazioni pubbliche utili all’attività produttiva. “Eravamo in una zona periferica”, ha rilevato la general manager di Takeda Italia Anna Maria Bencini, su dov’era il precedente quartiere operativo, all’EUR. Affermazione probabilmente intesa come chilometricamente distante dagli uffici di interesse professionale per l’azienda dell’Estremo Oriente.
Al tradizionale taglio del nastro erano presenti anche l’ambasciatore del Giappone in Italia Suzuki Satoshi, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e la responsabile della produzione Francesca Micheli.
Fondata nel giugno del 1781 da Chabei Takeda, che acquistava all’ingrosso per poi smerciare in un piccolo negozio di Osaka al dettaglio erbe medicinali, è diventata la più importante azienda farmaceutica del Giappone per fatturato e una delle maggiori a livello planetario, undicesima ed è fra le cento più sostenibili. Opera attivamente e attualmente in oltre ottanta paesi, fra cui in Italia dove è produttiva a Pisa e a Rieti. Il Lazio e la Toscana sono fra le prime tre regioni italiane per export farmaceutico e rappresentano distretti di assoluta eccellenza con oltre 110 aziende in grado di fatturare almeno 14 miliardi di euro occupando 25 mila dipendenti. Lo stabilimento della città sabina, visitato, fra l’altro, dal sottosegretario al dicastero della Salute Marcello Gemmato, contribuisce per oltre il 70% all’export di tutto il settore manifatturiero della provincia. La Takeda Pharmaceuticals è in Italia da oltre quarant’anni. A Rieti, in particolare dal 1982, impiega quasi 900 persone e a Pisa da una trentina di stagioni con l’assunzione di quasi 250 operatori.
Imponenti gli investimenti previsti dall’azienda sia nella ricerca che per migliorare le fasi produttive, la sostenibilità ambientale e sociale. 30 milioni di euro fino al 2025 per la digitalizzazione e l’automazione industriale avanzata in modo da aumentare l’efficenza produttiva e la sicurezza dei lavoratori, che nel quartier generale di viale Manzoni hanno l’obbligo di presenza per sole otto volte al mese. Previsto anche “un congedo parentale esteso a sedici settimane, completamente retribuito, al 100%, indipendentemente dal genere e dalla tipologia di famiglia”.
Il riferimento dell’Esquilino di 2.342 metri/quadrati con vista su San Giovanni, è comodamente allacciato al trasporto pubblico con la linea ‘A’ della metropolitana e sei collegamenti, fra bus e tram.
Il 10% del complessivo fatturato è destinato alla ricerca. “Takeda è da tempo leader nel settore del plasma ed è grado di soddisfare tutte le fasi, dal donatore al paziente”. Gastroenterologia e infiammazione, malattie rare, terapia plasma-derivate, oncologia e vaccini, sono i settori di massima competenza. La produzione dei farmaci generici e soprattutto di quelli ‘orfani’ è stata confermata anche dal sottosegretario Marcello Gemmato. “L’Italia è il secondo paese al mondo dopo gli Stati Unite e su 130 ‘orfani’ ben 122 sono stati approvati dall’AIFA,, l’Agenzia Italiana del Farmaco, di cui 80 sono completamente gratuiti e alcuni sono in contrattazione”. Il settore farmaceutico ha registrato un incremento produttivo nel 2023 del 7,6% e un livello occupazionale del 2,2%.
Sulla penisola “Takeda vuole essere esempio di come pubblico e privato possono avanzare velocemente se operano in collaborazione. Nella ricerca Takeda cerca di rispondere alle necessità che al momento non trovano soluzione. Due gli stabilimenti produttivi di plasma-derivato. Su una trentina quello di Rieti è al secondo posto per standard di produzione. E attualmente sono oltre duecento i progetti in corso con laboratori e centri di ricerca per lo sviluppo” di ogni tipo e settore.

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