Una stabile presidenza

A Roma, al termine del dodicesimo Congresso nazionale, è stato confermato il vertice di Legambiente, che sarà guidato ancora da Stefano Ciafani

“C’è un italiano, un argentino e una tedesca…”, anche se iscritta all’anagrafe belga di Ixelles, ma da tempo è di altra nazionalità. Il passaggio verbale dell’intervento di Stefano Ciafani, riconfermato alla guida di Legambiente, sembra l’inizio di una di quelle storielle dello scorso secolo, che, solitamente, erano concluse con una frase brillante strapparisate. Il riferimento di Ciafani, nel corso del Congresso nazionale dell’associazione ambientalista organizzato a Roma nei primi tre giorni di dicembre, invece, era per il nostro presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per Papa Francesco e per la responsabile della Commissione Europea Ursula von der Leyen, che hanno mostrato particolare attenzione alle attuali condizioni del pianeta e ai futuri panorami. Il Santo Padre con un paio di scritti, ‘Laudato si’ del 2015 sulla situazione ambientale e ‘Laudate Deum’ dello scorso ottobre e Ursula von der Leyen, che ha indicato immediatamente la strada ‘green’.
Ciafani ha sollecitato “una transizione ecologica veloce e ben fatta”, in modo da superare il continuo e costante utilizzo delle fonti fossili per destinare l’interesse, l’impegno e le risorse economiche verso “le rinnovabili” e qualunque altra produzione, anche innovativa, sviluppata dall’avanzata della tecnologia. “Il partito trasversale della lentezza dovrebbe essere annullato” da decisioni precise e rapide anche da parte del nostro Esecutivo, che, “invece, del cosiddetto ‘piano-Mattei’ dovrebbe seguire ed applicare quello ‘Bergoglio'”, in pratica ascoltare i suggerimenti e le ripetute citazioni del Pontefice con l’obiettivo di contenere le emissioni inquinanti, rallentare il riscaldamento globale, causa dei cambiamenti climatici, dello scioglimento dei ghiacci e del conseguente innalzamento delle acque degli oceani e dei mari.
Ciafani nella relazione del dodicesimo Congresso nazionale ha ricordato anche le esperienze promosse nell’ultimo quadriennio e i risultati ottenuti e raccolti in una cinquantina di pagine. ‘Ci siamo fatti in 4!’, lo slogan del movimento ambientalista nel quadriennio 2020-2024, che ha riguardato, fra l’altro, la crescita della presenza territoriale con 68 nuovi circoli con il totale arrivato a quota 480 nel 97% delle province della nostra penisola. È salito il numero degli iscritti, +40% e dei giovani fra i 16 e i 35 anni, +16%. Oltre 12 mila le iniziative promosse dai circoli. Le donazioni sono aumentate del 77% e i contributo del 5×1000 del 29%. E, poi, il lungo percorso condensato in ‘204 tappe da ricordare’.
‘L’Italia in cantiere’, è stata l’insegna che ha caratterizzato la quadriennale scadenza elettiva organizzata all’Auditorium del Massimo dell’EUR. 116 gli interventi segnalati e illustrati anche dai protagonisti per ‘innovare, includere e riconvertire’, alcuni, fra l’altro, visitati dagli esponenti di Legambiente in tutta la nostra penisola. Una mostra delle iniziative delle aziende e dei consorzi coinvolti nella raccolta differenziata e nella successiva trasformazione per offrire al mercato materie riciclate da riutilizzare è stata allestita negli spazi dell’Auditorium.
All’assemblea hanno portato il contributo, fra gli altri, i rappresentanti delle istituzioni, delle amministrazioni pubbliche locali, delle organizzazioni sindacali, delle associazioni, delle imprese, della ricerca e degli atenei. La tre-giorni è stata anche l’occasione per una generale immersione su alcuni importanti temi. Dieci, che sono stati affrontati in riunioni separate e distinte, in particolare su ‘Risoluzione energetica’, ‘Economia circolare’, ‘Mobilità sostenibile’, ‘Agroecologia’, ‘Adattamento alla crisi climatica’, ‘Inquinamento e riconversione industriale’, ‘Rigenerazione urbana e periferie’, ‘Giovani, università e scuola’, ‘Aree protette e biodiversità’ e ‘Lotta all’illegalità’.
Il benvenuto ai soci e ai delegati di Legambiente, oltre ottocento più un centinaio di ospiti, è stato dato dal presidente regionale del Lazio Roberto Scacchi. Legambiente è stata costruita a Roma nel marzo del 1980. Stefano Ciafani, originario della capitale, è il sesto presidente della storia dopo Chicco Testa, Ermete Realacci, Roberto Della Seta, Vittorio Cogliati Dezza e Rossella Muroni. Dall’83 i palcoscenici e i riflettori sono stati attrezzati a Urbino, a Perugia, a Siena, a Firenze, a Bari, a Milano, a Napoli (Petrarsa) e quattro volte a Roma, che, però, non ospitava il Congresso dal 2007. Oltre a Stefano Ciafani è stato polarizzato l’intero gruppo dirigente con Vanessa Pallucchi vicepresidente, Giorgio Zampetti direttore generale, Serena Carpentieri vice e Nunzio Cirino Groccia amministratore. Ciafani, proprio nella giornata inaugurale, ha ricordato, fra l’altro, Rita Tiberi, una ‘colonna portante’ di Legambiente scomparsa nel drammatico periodo del Covid-19.

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