RAEE, le miniere urbane

A Roma l’incontro promosso dal Centro di Coordinamento per la raccolta e la gestione dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche per cercare di migliorare la situazione

L’ultimo flash è stato scattato alla fine del 2022 e riguarda proprio l’annuale andamento del recupero, dell’avviamento al riciclo e dell’eventuale riutilizzo dei materiali contenuti nei RAEE, i Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. A ben guardare, poi, gli scarti sono trasformati in una risorsa utile, se non fondamentale, per un paese come l’Italia che non ha in dotazione una grande disponibilità di materia prima. Quel paese, però, è diventato leader nella raccolta differenziata e nell’offrire al mercato quantità di materia prima seconda per essere nuovamente lavorata e rifinire nuovamente in commercio.
‘Rifiuti elettronici. Istituzione e filiera a confronto per incrementare la raccolta’, è stato il riferimento dell’incontro promosso nella capitale dal Centro di Coordinamento RAEE, la struttura impegnata a sensibilizzare, sostenere e organizzare il ritiro e la gestione di ogni apparecchiatura. Nel 2022 sulla nostra penisola sono stati recuperati 361 mila 381 tonnellate di materiale, quasi 24 mila tonnellate in meno rispetto all’anno precedente. Nel 2021, infatti, la quantità raccolta oscillava sulle 385 mila tonnellate e la quota comprendeva anche quella dei consorzi. La flessione è stata generalizzata come la dispersione, in pratica il differenziale fra le stime del commercializzato e l’effettivo recuperato, mediamente del 6,2%.
All’appuntamento romano hanno partecipato i rappresentanti delle strutture coinvolte nell’intero percorso di vera e prima economia circolare; l’ANCI, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani; AssoAmbiente; AssoRAEE; Confindustria; FederDistribuzione e Utilitalia. All’ordine del giorno le possibili iniziative per poter alimentare la quota del recupero, cercare di soddisfare i target europei e migliorare i percorsi burocratici con alcune semplificazioni di carattere amministrativo.
I dati immagazzinati riguardanti il 2023, ancora parziali, mostrano una ripresa della raccolta dopo il calo dello scorso anno, -6,2%. Il primo dopo otto anni di continua e costante lievitazione. Il parametro fissato dall’Unione Europea è del 65% e al raggiungimento sarebbe mancante ancora un peso notevole. Iter e binario doppio per informare e sensibilizzare i produttori, i distributori, i venditori e i cittadini sull’importanza per il nostro Paese di recuperare gli apparecchi: uno riguarda i piccoli elettrodomestici come batterie, transistor e sveglie, che possono essere consegnate al commerciante senza l’obbligo di acquisto, l’altro coinvolge i grandi, fra cui lavatrici, schermi televisivi e di computer, impianti radio, lavastoviglie, asciugatrici, ma anche aspirapolveri, ventilatori e ferri da stiro riconsegnabili con la sostituzione del nuovo. Il cosiddetto obbligatorio ‘1:1’ previsto dall’attuale normativa.
“I RAEE sono una vera miniera urbana ed essenziale fonte per l’economia industriale e la produzione nazionale, il cui obiettivo è un progressivo alleggerimento dalla dipendenza estera sfruttando proprio il settore della differenziata e del recupero dei materiali per il conseguente e successivo riutilizzo”, ha rilevato Alberto Canni Ferrari, presidente del Centro di Coordinamento RAEE. Il Centro è gestito e coordinato con la supervisione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e di quello delle Imprese e del Made in Italy. È costituito dai Sistemi Collettivi dei produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche con il compito di garantire sull’intero territorio nazionale un’adeguata gestione dei RAEE recuperati con la raccolta differenziata.
L’Accordo di Programma, che stabilisce le condizioni di ritiro dei rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche dai centri di raccolta comunali, è stato sottoscritto, fra gli altri, dall’ANCI, da AssoAmbiente, da AssoRAEE, dalla Confindustria, da FederDistribuzione e da Utilitalia.

 

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