L’industria della carta

Assemblea annuale dell’Associazione del settore, che, comunque, mostra segnali confortanti nonostante l’alto costo dell’energia

 

“Rinnovabile, compostabile, riciclabile. Il settore rappresenta la parte più significativa del generale andamento nazionale, che, in pratica, ha già raggiunto il target fissato dall’Europa”, ha rilevato Lorenzo Poli, il presidente di Assocarta, l’Associazione nazionale fra gli industriali della carta, cartoni e paste per carta, che rappresenta l’80% della produzione italiana del settore con 119 imprese, 154 stabilimenti e oltre 19 mila operatori e altrettanti contati nell’indotto, nel corso dell’annuale Assemblea. L’Associazione, fondata l’11 maggio del 1988 con l’obiettivo e la responsabilità di “tutelare l’industria e il commercio cartaceo italiano”, promuove la competitività e afferma la sostenibilità dell’industria cartaria nel rapporto con gli interlocutori
istituzionali nazionali, comunitari e internazionali e con le strutture economiche, sociali e politiche del territorio.
Nel periodo preso in esame la produzione è stata di 8 milioni e 700 mila tonnellate, che ha confermato l’Italia al secondo posto in Europa, dopo la solita Germania, nonostante una flessione in tutti i comparti. Ha evitato il segno negativo solo il comparto delle carte per usi igienico-sanitari, +0,3%. Il fatturato, comunque, è stato di 11 miliardi e 150 milioni di euro con un aumento di oltre il 37% rispetto al valore del 2021, che già aveva mostrato una risalita sull’anno precedente del 27,9% condizionato soprattutto dal Coronavirus e dalle relative disposizioni restrittive per la mobilità compresa quella produttiva e commerciale.
“Nel 2022, in pratica, è stato superato il livello produttivo del 2020”. Le imprese del settore sono sempre gravate dall’alto costo dell’energia, in particolare del gas, che lo scorso anno è balzato in alto di ben tre volte guardando quello relativo al 2021 e di ben dodici a ricordare le tariffe del 2020. L’incidenza del costo del gas sul fatturato del settore è salito dal 4,2% del 2020 al 30,2% nel 2022. Il ‘peso’ dell’elettrico continua ad essere una zavorra per la competitività con i paesi dell’Unione. In particolare, con la Germania il raffronto è quasi imbarazzante, visto che riesce a trasferire nel prezzo la maggiore economicità delle fonti rinnovabili.
Per la produzione le imprese hanno utilizzato l’80% di carta e cartone riciclato proveniente dagli imballaggi. Il 62% della fibra impiegata è proveniente dalla differenziata e quella vergine è certificata. Nel 2022 il consumo di carta da riciclare è stato di quasi 5 milioni e 400 mila tonnellate, che ha segnato un contenimento dell’11% rispetto alle 6 milioni di tonnellate registrate nella stagione-record del 2021. Le esportazioni hanno recuperato lo spazio e il dato positivo con un milione e 500 mila tonnellate. Il recupero ha sfiorato il 10%. I progetti collegati alle risorse del PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, dovrebbe migliorare la situazione anche nelle aree del centro-sud della nostra penisola dove ancora è evidente l’insufficienza della raccolta differenziata nonostante il Comieco, il Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi a base cellulosa.
Assocarta con Assografici e ACIMGA, l’Associazione dei Costruttori Italiani di Macchine per l’industria Grafica, cartotecnica e cartaria, di trasformazione e Affini, il cui fatturato è stato di 31 miliardi e 400 di euro con una crescita del 24,4%. Positivo anche il differenziale dell’export per oltre 4 miliardi di euro. La Federazione rappresenta l’1,4% del PIL, il Prodotto Interno Lordo. Il presidente Poli ha commentato che il PNIEC, il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima, “è un’ottima occasione per decarbonizzare l’industria cartaria attraverso alcune alternative, fra cui il biometano, la cogenerazione, il fotovoltaico, l’idrogeno, i bioliquidi e i rifiuti della stessa industria cartaria”. L’autorecupero “energetico degli scarti è attivato in tutta Europa, con la migliore tecnica disponibile, ma non in Italia”.
Il settore sta perdendo competitività in confronto ad altre aree come gli Stati Uniti e alcuni paesi asiatici. “In queste zone il caro-energia è stato avvertito in maniera ridotta come per le sanzioni varate nei confronti della Russia. In Francia sfruttano il nucleare e in Germania è attivo il dibattito sulla tariffa unica e anche nel nostro Paese dovremmo avere una situazione per poter competere in modo paritario con le imprese delle altre realtà, almeno europee”.
Nel corso dell’appuntamento annuale promosso a Roma sono intervenuti per un confronto sulla situazione e le prospettive del settore Gilberto Dialuce, presidente dell’ENEA, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile; Massimo Beccariello, responsabile del Coordinamento Ambiente ed Energia di Confindustria; Stefano Ciafani, presidente di Legambiente; Jori Ringman, direttore generale della CEPI, la Confederazione Europea dell’industria Cartaria e la filologa spagnola Irene Vallejo, autrice di ‘Papyrus’, stampato da Bompiani, che ricostruisce la storia della carta anche in funzione delle pubblicazioni quotidiane e periodiche e soprattutto dell’editoria. Gli interventi sono stati coordinati dalla giornalista televisiva Monica D’Ambrosio e dall’autore e conduttore radiofonico Matteo Caccia.

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