L’archeostazione della metro

Via ai lavori sulla linea ‘C’ a piazza Venezia, che diventerà fra una decina d’anni anche un museo della storia di Roma. Tre le entrate-uscite

 

“È stata una progettazione complicata con molti condizionamenti, gli interventi saranno altrettanto delicati e impegnativi per raggiungere un traguardo straordinario e spettacolare, in quanto la stazione ‘Venezia’ della linea ‘C’della metropolitana romana sarà unica e la più caratteristica del pianeta, oltre/ che bella e con una visione suggestiva”, mozzafiato. Parole e considerazioni del sindaco Roberto Gualtieri, che, in compagnia, fra gli altri, del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, del commissario straordinario alla linea ‘C’ e alle realizzazioni tramviarie cittadine Maria Luisa Conti, dell’assessore comunale alla Mobilità Eugenio Patanè e di quello regionale Fabrizio Ghera e dei vertici di Roma Metropolitane e delle imprese coinvolte negli interventi, ha avviato ufficialmente i lavori per la realizzazione della stazione.
Un’opera imponente e senza riferimenti, in quanto realizzata nella zona ad alto livello storico-archeologico come l’investimento, sui 700 milioni di euro, quasi sei volte di quelli necessari per le altre strutture. Questa di piazza Venezia, però, è estremamente particolare, in grado di unire la necessità di mobilità soprattutto a contenuto impatto ambientale, lo sviluppo della rete del trasporto pubblico su rotaie e binari e a diventare uno snodo per turisti, residenti e visitatori e, praticamente, una maxiarea museale completa, al chiuso e a cielo aperto. La stazione sarà realizzata proprio al centro della piazza e avrà tre entrate-uscite, nelle zone di Palazzo Venezia, in quella del Vittoriano e nell’area dei Fori.
L’ambiziosa costruzione dovrebbe essere completata in “una decina d’anni”, ma l’obiettivo è di chiudere “almeno due anni prima, in otto”, ha rilevato il sindaco Gualtieri. E, fra l’altro, è stato finanziato l’intero percorso, per cui “i lavori procederanno simultaneamente e potremmo registrare anche un clamoroso risultato”. L’intera linea sarà caratterizzata da 29 stazioni. 22 sono già operative, da ‘Pantano-Montecompatri’ a ‘San Giovanni’ per favorire l’intreccio con la ‘A’, altre 3 sono in costruzione, ‘Porta Metronia’, ex ‘Amba Aradam’ e ‘Colosseo-Fori Imperiali’, in modo da incrociare la ‘B’ e, appunto, ‘Venezia’, per un futuro scambio con la ‘D’. Altre 4 sono in avanzata progettazione per gli interventi, che riguardano le stazioni di ‘Chiesa Nuova’, ‘San Pietro’, ‘Ottaviano’ per un altro contatto con la ‘A’ e, quindi, ‘Clodio-Mazzini’ per una estensione complessiva di 26 chilometri, di cui 17 sotterranei. Un collegamento che evita l’annuale emissione di 310 mila tonnellate di CO2 e sarà utile quotidianamente per 800 mila passeggeri. Le cosiddette ‘stazioni museo’ saranno quattro, almeno finora. Altre impressionanti cifre: più di 500 mila reperti rinvenuti, 585 mila metri/cubi di materiale archeologico, almeno 1.500 i fornitori coinvolti e minimo 500 le persone occupate. Una realizzazione, che al di là degli evidenti benefici per i cittadini della capitale, ha allargato le possibilità lavorative e favorito anche l’economia, il commercio e la generale produzione. Le imprese impegnate sono la Webuild; la Vianini Lavori SpA; il Consorzio Cooperative Costruzioni; la CMB, la Cooperativa Muratori e Braccianti di Carpi e la Hitachi-Inspire the next.
La ‘C’ è la prima linea automatizzata e senza conducente di Roma e la realizzazione ha generato aree verdi per quasi 98 mila metri/quadrati. Il superbo e affascinante scenario è anche utile per confermare l’appellativo di Città Eterna annunciato proprio con la stazione ‘Venezia’, che avrà le pareti perimetrali fino a 85 metri di profondità, 27 scale mobili, 6 ascensori, 230 metri di porte di banchina sviluppati su 8 livelli. Raggiunto il primo livello interrato i viaggiatori potranno accedere direttamente alle aree museali di Palazzo Venezia, ai resti dell’Ateneo di Adriano, al Parco Archeologico dei Fori Imperiali, al Vittoriano e, praticamente, al Palazzo delle Assicurazioni Generali con il Museo ‘Bonaparte’ e alla Chiesa di Santa Maria di Loreto al Foro Traiano, proprio sotto il Campidoglio e ai Musei Capitolini. Altra stazione espositiva con i ritrovamenti previsti, ma anche sorprendenti, per continuare nella ricostruzione di Roma, che sono affiorati a più strati diversificando, così, le epoche. Intanto in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggi i reperti storici dovrebbero essere riposti nella stessa area della scoperta. Lungo l’allora iniziale tracciato originale della via Flaminia saranno ricollocati la facciata di un edificio con ‘tabernae’, punto di incontro per le attività commerciali e le grandi aule rettangolari che compongono gli ‘auditoria’ di Adriano. Previsto l’allestimento di teche visionabili accompagnate dai pannelli informativi per un opportuno aggiornamento sia delle rivelazioni storiche dell’Antica Roma che delle fasi delle scoperte. Non è escluso che nel sottosuolo multistrato emergano altre e sconvolgenti testimonianze anche di diverse epoche. Un vero e proprio tesoro storico e archeologico per secoli rimasto interrato che, attraverso questi lavori, riemerge per la soddisfazione degli studiosi, della comunità scientifica, degli interessati e anche dei semplici curiosi italiani e stranieri, i quali potrebbero essere calamitati da Roma per ammirare e scrivere, ma non completare ancora, le pagine delle civiltà antiche.
“L’ingegneria al servizio della cultura”, hanno ribadito gli intervenuti. Altre rivelazioni sono attese soprattutto grattando verso la stazione di ‘Chiesa Nuova’.
Un pozzo di accesso per i Vigili del Fuoco, dal diametro di 12 metri, sarà realizzato nei pressi del Vittoriano con uno scavo di quasi 38 metri, che sarà collegato alla galleria dei binari. I treni dovrebbero transitare a una quota di -45 metri dal livello stradale con un dislivello massimo del tre-per-mille.
Un collegamento per avvicinare e integrare maggiormente la vasta periferia della capitale e i comuni dell’hinterland al centro cittadino. “È importante, se non fondamentale, che i cantieri siano riattivati in modo da realizzare le grandi, ma anche le altre opere, di cui il nostro Paese ha estremamente necessità per risollevare le varie situazioni, infrastrutturali, produttive ed economiche”, ha affermato il ministro Matteo Salvini. “Le opere pubbliche non sono mai troppo costose se servono alle persone e alle città, progettate dall’ingegneria italiana e realizzate con la maestria nazionale dimostrando che se volessimo saremmo in grado”. Nel periodo dei lavori la piazza e le vie del centro cittadino non saranno chiuse alla circolazione veicolare e dei mezzi di trasporto pubblico.

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