Usi e consumi, ma senza abusi

Assemblea di Federvini. Export positivo nel 2022. Problemi con le etichette irlandesi, il ‘Balsamico’ di Slovenia e Cipro e il futuro packaging

 

Sul tavolo delle cantine alcune questioni, fra cui la decisione unilaterale dell’Irlanda di applicare sull’etichetta dal 2026, per sollecitazione del ministro della Salute di Dublino Stephen Donnelly, le avvertenze sul rischio di consumare alcol e nelle acetaie il confronto riguardante la protesta verso un paio di nazioni componenti dell’Unione Europea per il ‘Balsamico’, che vanta il marchio riconosciuto, tutelato e depositato, ‘di Modena’. Sulle spinose vicende, che secondo gli operatori del settore danneggiano il fatturato italiano e l’immagine, oltre alla tipicità dei prodotti e alla tradizionale competenza, sono intervenuti i ministri dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani. E l’Assemblea della Federvini è stata l’ideale palcoscenico per un ulteriore approfondimento sui temi.
Micaela Pallini, presidente della Federazione Italiana Industriali Produttori, Esportatori ed Importatori di Vini, Acquaviti, Liquori, Sciroppi, Aceti e Affini, ha ribadito l’impegno per salvaguardare l’attività delle aziende anche con il sostegno del Governo e di qualche sponda, soprattutto per l’etichettatura sulle bottiglie di vino, trovata in qualche paese europeo, che, evidentemente, ha la stessa sensibilità e simili interessi come, fra l’altro, la Francia, il Portogallo e la Spagna. L’appuntamento, promosso a Roma nelle Scuderie di Palazzo Altieri, è stata anche l’occasione per sottolineare come “il settore sia trainante per l’export con il vino in grado di superare gli 8 miliardi di euro, con una crescita del 12% rispetto al 2021 nonostante un lieve calo della quantità, 23 milioni di ettolitri, -0,9%. l’Italia è leader in Europa per DOP e IGP nell’agroalimentare e, infatti, i vini sono i più richiesti e rappresentano il 75% delle esportazioni con un trend in salita”. I prodotti italiani sono sempre più apprezzati e ricercati negli altri paesi. Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada e Svizzera sono i migliori clienti, mentre nel 2022 hanno mostrato una flessione i mercati di Brasile, Germania, Norvegia e Cina.
Lievitano anche le esportazioni degli spiriti con i liquori e gli amari che hanno segnato un +20% per un valore di 530 milioni di euro e la grappa un +16% per vendite da 60 milioni di euro. Stati Uniti, Germania, Gran Bretagna e Olanda i maggiori acquirenti. Il mercato tedesco, fra l’altro, assorbe il 59% delle esportazioni e l’Olanda ha registrato un aumento del 57% e del 39% rispettivamente per i liquori e gli amari e per le grappe. Un altro segnale confortante è arrivato dagli aceti, che hanno riportato un giro d’affari di 124 milioni di euro, per un +15% rispetto al 2021. Nel perimetro dell’Unione Europea è la Germania la più continua destinazione dell”Aceto Balsamico di Modena’, nel mercato extra, invece, predominio degli Stati Uniti.
L’annuale Report di Federvini ha analizzato anche l’andamento nazionale. Rilevata una ripresa dei consumi fuoricasa, comunque per lo più moderati e abbinati ad alimenti. La varietà dei cocktail e le molteplici combinazioni hanno sospinto le richieste anche se il vino rimane il più apprezzato. Il consumo è praticamente uniforme in tutte le aree della nostra penisola, mentre il sud è quello maggiormente interessato rispetto, alle altre regioni, agli amari e ai liquori tipici di finepasto e agli spiriti. Le difficoltà economiche delle famiglie italiane hanno condizionato gli acquisti per gli usi domestici, -1,8%. Solo gli spumanti, in particolare, hanno avuto una minore contrazione, -0,4%.
All’incontro hanno partecipato il ministro Francesco Lollobrigida, il presidente dell’Agenzia ICE Matteo Zoppas e quelli delle varie sezioni della Federazione, Albiera Antinori, Giuseppe D’Avino e Giacomo Ponti, rispettivamente dei ‘Vini’, degli ‘Spiriti’ e degli ‘Aceti’, oltre ai vicepresidenti. Aldo Davoli e Piero Mastroberardino. Il vertice della Federvini ha posto all’attenzione generale anche l’annunciata riforma della normativa sugli imballaggi, nella quale è stato inserito il termine “‘riuso’ al posto di ‘riciclo’, dove l’Italia ha raggiunto un target superiore all’80%. La standardizzazione degli imballaggi non considera la distintività dei prodotti”, ha rilevato Micaela Pallini, in quanto una confezione potrebbe anche essere reimmessa sul mercato, ma con un contenuto diverso. “E questo è un obiettivo ben lontano dai prefissati dall’Europa”.
La Federazione ha anche definito le ‘Linee Guida sull’Autoregolamentazione nella Comunicazione Commerciale e Promozionale di Bevande Alcoliche’, anche come replica alla disposizione irlandese. Una trentina di pagine per contenere i 13 capitoli e le numerose e particolareggiate precisazioni e per ribadire “il consumo consapevole e non certamente l’abuso” delle bevande alcoliche, in particolare del “vino, risultato di un processo fermentativo naturale”, ha ricordato il ministro Lollobrigida. “L’Italia ha sempre chiesto e proposto le etichette che forniscano informazioni dettagliate per una migliore scelta del consumatore al momento dell’acquisto. È opportuno evitare la standardizzazione dell’offerta da parte delle multinazionali, che puntano per abbassare i costi, contenere le misure a favore dell’ambiente e minimizzare il rispetto delle norme a tutela dei lavoratori. È necessario respingere queste aggressioni alle produzioni italiane”. Un po’ tutto il pianeta apprezza la cucina italiana, la ben nota ‘dieta mediterranea’. E proprio il nostro Paese registra la seconda estensione di vita al mondo dopo il Giappone.
A proposito del consumo di alcolici, gli studenti dell’Università romana del’La Sapienza’ hanno proposto una campagna di comunicazione sulla moderazione da parte dei coetanei, considerata la fascia maggiormente a rischio, che ha come slogan ‘Te la bevi’. L’iniziativa, pronta a essere replicata a Napoli e a Verona e in altri atenei, potrebbe coinvolgere anche il Comune di Roma.

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