Laboratori e ricercatori

Bilancio del primo anno di impegno del Distretto Tecnologico dei Beni e delle Attività Culturali del Lazio

Nell’innovativo progetto sono attivamente coinvolte cinque università statali e un tris fra istituti e centri di ricerca. Era stato ufficializzato quasi alla fine di ottobre dello scorso anno. Dopo praticamente dodici mesi è stato opportuno tracciare un primo bilancio sull’iniziativa, fra l’altro sostenuta economicamente da fonti ministeriali e della Regione Lazio.
Primo convegno annuale con all’ordine del giorno i risultati dell’impegno del Centro di Eccellenza del Distretto Tecnologico dei Beni e delle Attività Culturali della regione Lazio. “Almeno 700 i ricercatori operativi nei 140 laboratori o
pportunamente attrezzati”, ha rivelato Eugenio Gaudio, rettore del’La Sapienza’, uno degli atenei inseriti nel piano con quelli di Tor Vergata, RomaTre, di Cassino e del Lazio Meridionale e della Tuscia. All’iniziativa collaborano il CNR, il Consiglio Nazionale delle Ricerche; l’ENEA, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile e l’INFN, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.
Nel corso dei numerosi interventi è stata sottolineata l’importanza di allestire questo tipo di strutture in ogni area della nostra penisola. Un modo anche per creare nuove professioni, altamente specializzate. Il programma del progetto prevede approfondimenti e fasi di sviluppo in numerosi settori, come quelli tecnologici, economici, diagnostici, di progettazione e restauro.
Variegati gli argomenti affrontati con l’illustrazione delle esperienze rilevate
nelle rispettive aree di ricerca. Si è parlato, fra l’altro, di ‘Tecnologie digitali e digitalizzazione’; di ‘Catalogazione’; di ‘Progettazione e gestione delle risorse’; di ‘Diagnostica per il restauro, la conservazione e il monitoraggio strutturale degli edifici storici e dei beni culturali”.
Nell’Aula Magna dell’Università del’La Sapienza’ di Roma è intervenuta, fra l’altro, Elena Bonetti, ministro delle Pari Opportunità, che era stata coinvolta nel progetto già prima dell’ingresso nell’attuale Governo. Annunciate dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo altre risorse, una cinquantina di milioni di euro, per la digitalizzazione e la catalogazione e la diminuzione del divario fra le zone del nord con quelle del meridione della nostra penisola.

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