Visite e occhiali

Primo Bilancio Sociale della Fondazione OneSight EssilorLuxottica, che, fra l’altro, in undici città italiane i sanitari hanno controllato gratuitamente oltre 8.000 persone in difficoltà economiche e consegnato quasi 18.000 paia di lenti

È stata finalmente inserita ufficialmente nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite la vista, uno dei sensi principali per consentire al genere umano un rapporto diretto con l’ambiente. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha sottolineato come “tutte le società sono basate sulla capacità di vedere, che contribuisce all’espletamento di qualsiasi attività e consente di prosperare in ogni momento della vita”. Eppure gli esperti prevedono che entro il 2050 quasi la metà della popolazione mondiale avrà difficoltà visive e almeno in 2 miliardi e 700 milioni non potranno risolvere con visite specialistiche, con interventi medici o, semplicemente, con un paio di occhiali per motivi economici o in quanto residenti in aree del pianeta prive o carenti di assistenza oculistica.
Le preoccupanti osservazioni sono state rilevate da Andrea Rendina, segretario generale della Fondazione OneSight EssilorLuxottica, nel corso della presentazione e della relativa pubblicazione del primo Bilancio Sociale, proprio in occasione del Congresso Nazionale della SISO, la Società Italiana di Scienze Oftalmiche. È stato anche tracciato un resoconto sulla funzione e sull’attività della Fondazione e della situazione italiana, assolutamente critica e allarmante per le condizioni economiche e anche organizzative dei servizi sanitari nazionali. L’oftalmologia, dopo il periodo del temibile Covid-19, è in difficoltà “per il passaggio da una organizzazione ospedale-centrica all’altra, territoriale. Le conseguenze per i pazienti sono le lunghe liste di attesa sia per le visite ambulatoriale che per la chirurgia”. E questo scenario colpisce soprattutto “le categorie più fragili, che hanno altre esigenze quotidiane, imprescindibili e improrogabili”. In senso pratico c’è una parte della popolazione che evita le cure per motivi economici e se non può ricorrere al sistema pubblico è tanto più impossibilitato a rivolgere l’interesse alle disponibilità dei laboratori privati.
Negli ampi spazi dell”Ergife Palace Hotel’ di Roma Andrea Rendina, con il sostegno del presidente della Società Italiana di Scienze Oftalmologiche e direttore della Clinica Oculistica dell’Università di Catania Teresio Avitabile e del responsabile del Comitato Scientifico della Fondazione Lucio Buratto, ha ricordato le molteplici Iniziative promosse e organizzate nel 2023. L’ambizioso obiettivo, peraltro dichiarato, è la risoluzione del “problema dei difetti visivi curabili entro una generazione, il 2050”. La Fondazione OneSight Essilor Luxottica “è impegnata ad assistere i più bisognosi, senza tetto, rifugiati, persone in difficoltà economica e in stato di povertà”.
‘Vedere meglio e vivere meglio’ è lo slogan che accompagna l’azione della Fondazione caratterizzata da visite oculistiche e donazioni di occhiali. Lo scorso anno ‘Le Giornate della Vista’ hanno interessato undici città, praticamente una sosta sociosanitaria al mese, in particolare a Bari, Belluno, Catania, Genova, Milano, Napoli, Parma, Pescara, Roma, Torino e Verona. Complessivamente sono state visitate gratuitamente 1.451 persone e consegnati 1.076 occhiali graduati. Inoltre sono state individuate 333 patologie oculari dai numerosi specialisti sanitari volontari. Nel 2024 il tour medico dovrebbe riguardare Belluno, Cagliari, Catanzaro, Firenze, Milano, Palermo, Pescara, Roma, Torino e Trieste, associato alle parole ‘coerenza’, ‘collaborazione’, ‘consolidamento’ e ‘continuità’. A ‘Le Giornate della Vista’, sostenute dalla Presidenza della Camera dei Deputati e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, collaborano oltre quaranta associazioni e almeno quattrocento professionisti del particolare settore sanitario e altrettanti volontari. Un altro progetto è stato promosso in un’area della capitale. ‘Ci vediamo a Corviale, realizzato con l’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità, le università del’La Sapienza’ e di Tor Vergata, il Policlinico ‘Umberto I’ e la Fondazione Giambattista Bietti, ha garantito screening e consegna di occhiali alle persone svantaggiate. Inaugurato anche un punto ospedaliero al ‘San Gallicano’ di Roma gestito dalla Comunità di Sant’Egidio. Il centro, visitato anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha garantito, solo nel primo trimestre del 2024, 135 controlli e la donazione di 93 paia di occhiali. Il piano della Fondazione, naturalmente, coinvolge adulti e bambini, uomini e donne, italiani e stranieri e anche chi è all’interno degli istituti di pena.
Le varie iniziative hanno consentito di verificare le condizioni di oltre 8.500 persone, individuando quasi 1.900 casi da approfondire e offrire almeno 18.000 paia di occhiali, fra cui anche ad alcune associazioni impegnate nell’assistenza ai bisognosi assicurata da più di 800 fra sanitari specialisti e volontari.
La Fondazione ha anche pubblicato un volume, stampato da Fabiano Editore, che raccoglie e analizza i dati dell’impegno su tutto il territorio nazionale, curato dall’oftalmologo Filippo Cruciani, componente del Comitato Scientifico di OneSight EssilorLuxottica. Nelle eleganti e patinate 130 pagine “emerge”, fra l’altro, “come gli individui in condizioni di povertà assoluta siano più numerosi al sud e che il divario con il settentrione tende ad aumentare. La regione con la più alta percentuale di povertà assoluta è la Calabria con il 14,9% in rapporto alla popolazione, ma anche la Sicilia, l’Abruzzo, la Campania, la Basilicata, la Puglia e il Molise, viaggiano con risultati a due cifre. La minore quota è della Toscana, 7%. La media nazionale è del.9,4%”. 694.000 sarebbero le persone con limitazione della vista in situazione di difficoltà economica in Campania, leader nella non invidiabile classifica. La minore concentrazione è stimata in Valle d’Aosta. Lo studio della Fondazione ha riguardato anche i senza tetto, raccogliendo il censimento dell’ISTAT, che sono a maggioranza maschile e di nazionalità italiana. Nelle regioni del meridione, Abruzzo e Molise comprese e senza la Sardegna, le situazioni più critiche.
Lo scorso anno, in collaborazione con la Federazione Italiana Sport Paralimpici per Ipovedenti e Ciechi, la Fondazione ha avviato il programma ‘Judo Academy’ a Belluno, Milano e Torino, per consentire la pratica sportiva nonostante i problemi visivi. Un modo per contribuire a migliorare l’integrazione sociale e, quindi, la stessa quotidianità attraverso l’attività sportiva.

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