Er maritozzo romano

Festa da ‘Eataly’ dell’Ostiense fino al 21 aprile, che è anche la giornata di celebrazioni per la Città Eterna per il compleanno numero 2777. Proposto sia nella versione classica, dolce con la panna, che con qualche variante

Acqua, farina, uova, miele, burro, sale, pinoli, uvetta sultanina e le scorzette di arancia candida sono i semplici ingredienti che opportunamente amalgamati e dopo un adeguato tempo di cottura diventano fra i più conosciuti, apprezzati e caratteristici prodotti della gastronomia o, meglio, della pasticceria romana. Il maritozzo o, con maggiore padronanza linguistica, uditiva e comprensiva, er maritozzo. E, poi, eventualmente, un taglio, una ‘ferita’ sul ‘dorso’, sulla lunghezza, avidamente, accuratamente e golosamente sanata con la dolce panna montata per completare la visione e soddisfare la gola, dopo, comunque, le papille. Una bontà. L’alternativa alla semplice proposta dal particolare sapore, che qualcuno azzarda ad arricchire con la crema gialla al posto della candida panna. Da un po’ il maritozzo ha avuto anche delle varianti che i puristi e i tradizionalisti non hanno particolarmente approvato, apprezzato e digerito. La versione salata, infarcita con carne, pesce o verdure per soddisfare le richieste nel resto della giornata e non solo quelle delle ore mattutine.
All”Eataly’ romano dell’Ostiense torna la Festa del Maritozzo, riproposta per l’undicesima stagione, che vedrà il 21 aprile forse il momento di maggiore celebrazione. Infatti ricorre anche il cosiddetto ‘Natale’ della Città Eterna, il duemilasettecentosettantasettesimo. In cifre, è il compleanno numero 2777. Molteplici le iniziative promosse e organizzate, che nel 2024 arriva proprio anche nella festività domenicale.
Nel riqualificato spazio multipiano ideato da Oscar Farinetti sono proposti anche dei carnet speciali per questa tre-giorni dedicata al maritozzo, che nella versione creativa può essere accompagnato da particolari cocktail, dai vini della fornita cantina o da quelli biologici dell’azienda ‘Tre botti’ della Tuscia o dalla birra artigianale. Insomma, classico, dolce o innovativo, salato sarà il dilemma che affiancherà la Festa promossa da ‘Eataly’.
Gli storici e gli appassionati hanno targato come romano il maritozzo. Le altre soluzioni riguardano chi soffre di intolleranze e sindromi repulsive verso alcuni alimenti che compongono il lavorato. Inevitabili, quindi, le proposte destinate ai vegani e ai preparati senza glutine.
L’interesse per il maritozzo risale al periodo compreso fra la seconda metà dell’Ottocento e l’alba del Novecento. E l’estensione per questo particolare dolce ha riguardato l’Abruzzo e, poi, anche le Marche. In Puglia e in Sicilia l’offerta è mescolata in altra maniera ed è rappresentata in modo differente, forse anche stravagante.
È curiosa, invece, la motivazione dell’indicazione ‘maritozzo’. Quel gustoso panetto, secondo Una ricostruzione, andava regalato dal fidanzato alla promessa sposa, probabilmente nel momento della richiesta o, comunque, come dono per buon auspicio. L’operazione coincideva per lo più con il primo venerdì del mese di marzo ed era l’equivalente dell’attuale festa di San Valentino, del 14 febbraio. Ed è mutato anche il tradizionale regalo: dal profumo e dal gusto del maritozzo a quello combinato con i colori dei fiori.

 

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