Povertà energetica

Illustrato a Roma lo studio dell’OIPE realizzato in collaborazione con il Banco dell’Energia, che mostra una situazione per lo più critica con gli aumenti dei prezzi anche del gas

Nel nostro Paese sarebbero almeno 2 milioni le famiglie immerse nella cosiddetta ‘povertà energetica’, quasi il 7,7% del totale, con estreme oscillazioni: dall’allarmante 22,4% della Calabria al 4,5% delle Marche e della Toscana. La media nazionale è attestata sul 7,7%. Dieci le regioni al di là, Abruzzo, Trentino-Alto Adige, Valle d’Aosta, Sardegna, Campania, Sicilia, Basilicata, Puglia, Molise e, appunto, la Calabria, che ha registrato anche il maggiore aumento, 5,7%, rispetto alla precedente segnalazione. Il dato, riferito al 2022, è stato reso noto a Roma nel corso della ‘Presentazione dello studio OIPE’, in merito all”Evoluzione della povertà energetica in Italia’. L’OIPE, fra l’altro, ha elaborato i riferimenti raccolti dall’ISTAT.
A indicare cosa è inteso per ‘povertà energetica’ è stata Paola Valbonesi, presidente dell’OIPE, l’Osservatorio di ricercatori ed esperti appartenenti a università, centri di approfondimento e di elaborazione e di istituzioni italiane ed estere, fondato e considerato dal 2019. Energetica è la difficoltà di acquistare un paniere minimo di beni e servizi o, in alternativa, i temi di spesa o di reddito, superiore a un ‘valore normale’. Insomma una criticità con molte variabili, ma che alla conclusione, riguarda l’impossibilità di saldare i consumi per il riscaldamento, la refrigerazione e le altre opportunità domestiche. “Le variabili dei consumi coinvolgono il numero e l’età dei componenti del nucleo familiare e il tempo passato nelle rispettive abitazioni”.
Le temperature al di sopra delle medie storiche invernali hanno alleggerito e ammortizzato le spese e le richieste, ma non i rincari “rispetto al 2021, +50% per l’elettricità e +34,7% per il gas”. I provvedimenti varati dal Governo a sostegno dei nuclei familiari in difficoltà hanno alleviato la situazione, che, a guardare le cifre, rimane estremamente delicata. “Le spese per elettricità e gas sono lievitate del 35% a fronte di una quantità richiesta e utilizzata in chiara discesa, rispettivamente del 3,8% e del 14%”. La spesa del riscaldamento comprende ogni tipo di soluzione e materiale: dal metano al gas della bombola, dal centralizzato al teleriscaldamento, dal legname al carbone fino al pellet e a qualunque altro combustibile.
All’incontro romano ha partecipato, fra gli altri, il sottosegretario all’Economia e alle Finanze Lucia Albano, che ha sottolineato come “l’81% pensa di non riuscire a provvedere ai servizi, secondo l’Ipsos”, l’Istituto francese di sondaggi e ricerche di mercato “e la gran parte sono donne e il 27% ritiene di rischiare di non essere in grado di pagare le bollette. La dignità delle persone deve essere salvaguardata ed è per questo che sono state investite risorse per le famiglie e le imprese proprio per fronteggiare questa situazione”. Lucia Albano ha anche invitato gli esperti, gli operatori del settore e gli analisti a un continuo confronto per una proficua collaborazione.
Roberto Tasca, presidente del Banco dell’Energia, coinvolto nello studio dell’OIPE, ha ribadito che “la povertà energetica è parallela e conseguente alle difficoltà economiche degli italiani, aumentati nell’ultimo decennio come i facoltosi passati dal 44% al 53%” e ha richiamato l’attenzione sulla “responsabilità sociale delle Imprese”. Dopotutto non sarà possibile continuare a “intervenire con il debito pubblico per sostenere i disagi economici delle persone e delle imprese. E le previsioni non sono certamente positive”.
Paola Valbonesi, vertice dell’Osservatorio Italiano Povertà Energetica, è maggiormente cauta per il futuro, in quanto è complicato ipotizzare a causa dell’oscillazione dei mercati e della realtà geopolitica. Ufficialmente i dati relativi al 2023 arriveranno solo fra qualche mese dall’ISTAT, l’Istituto nazionale di Statistica, per poi essere elaborati e analizzati.
Roberto Malaman di ARERA, l’Autorità Regolazione per l’Energia, le Reti e l’Ambiente, ha ricordato che “i bonus sono scattati automaticamente ogni trimestre senza la necessità di ripresentare la richiesta”, mentre Alessandro Noce del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha rivolto l’attenzione sugli interventi di riqualificazione degli edifici per abbassare i consumi per il riscaldamento e il refrigeramento.
Alessio Borriello della Direzione Sviluppo Strategico e Comunicazione Acquirente Unico ha rilevato come “siano necessari interventi più incisivi, in quanto il bonus non sarebbe sufficiente. Un grande problema che coinvolge direttamente le persone”.
La ricerca è stata articolata in un paio di capitoli, uno sull”Evoluzione della domanda di energia, dei prezzi e della spesa’ e, l’altro, sulla ‘Povertà energetica nel 2022’. “I prezzi sono variati sensibilmente per le famiglie che hanno sottoscritto un nuovo contratto nel corso del 2022, quasi un/terzo del totale, +91,5% nel mercato tutelato e +219% in quello cosiddetto ‘libero’. Per il gas quote stabili nel tutelato, raddoppiate nel ‘libero'”. I benefici per le famiglie hanno riguardato la riduzione dell’IVA per il gas, dal 22% al 5%; bonus elettrico e innalzamento del limite ISEE per allargare la platea degli interessati.
L’Osservatorio è diretto da Paola Valbonesi dell’Università di Padova in collaborazione con Ivan Faiella e Luciano Lavecchia della Banca d’Italia e Raffaele Miniaci dell’ateneo di Brescia. È parte del Centro di Ricerca Levi-Cases di Economia e Tecnica dell’Energia dell’Università del capoluogo veneto e ha rapporti anche con enti e strutture del Terzo Settore. Il Banco dell’Energia ha l’obiettivo di raccogliere fondi per sostenere le persone e le famiglie in situazioni di vulnerabilità economica e sociale. Dal 2016 il Banco ha raccolto e ha donato oltre 10 milioni di euro e ha sostenuto almeno diecimila nuclei familiari.

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