Il futuro della sanità pubblica

Convention a Roma per i venticinque panni di FIASO, la Federazione Italiana Aziende Sanitarie Ospedaliere, con la partecipazione anche del ministro della Salute Orazio Schillaci

Sostenere e rivitalizzare il Servizio Sanitario Nazionale; contenere l’emorragia del personale medico, infermieristico e assistenziale; mostrare particolare attenzione all’evoluzione farmaceutica; salvaguardare la coesione sociale con la garanzia di soccorso e cure per tutti; favorire l’ingresso nella realtà dei nosocomi di altro personale di ogni ruolo e funzione; indirizzare, per quanto possibile, l’iscrizione degli universitari alle facoltà in difficoltà numerica; sollecitare l’avvio di un programma generale e, poi, particolareggiato sull’edilizia sia per la manutenzione che per la costruzione delle strutture utili al miglioramento della salute pubblica e sviluppare, anche attraverso opportuni stanziamenti, la ricerca nel nostro Paese. Questi i principali argomenti affrontati nel corso della tre-giorni promossa nella capitale da FIASO in occasione della celebrazione del venticinquesimo anniversario della Federazione italiana Aziende Sanitarie Ospedaliere.
L’anniversario del quarto di secolo è stato più volte sottolineato al Palazzo dei Congressi dal presidente Giovanni Migliore, che ha ricordato gli inizi “sospinti da una trentina di direttori generali. Ritenevano la sanità pubblica italiana una macchina complessa bisognosa di maggiore organizzazione e managerialità. Erano convinti, dopo la riforma che aveva istituito le aziende sanitarie locali, ASL, con l’incarico e le responsabilità ai manager sull’utilizzo efficiente delle risorse per la tutela della salute, qualora ci fosse necessità di essere sostenuta”.
Nelle stagioni successive l’andamento della situazione non è stato sempre lineare, come ha ricostruito Migliore, anche se è stata continuamente difesa “l’autonomia manageriale”. E, quindi, l’obiettivo “prioritario” ha sempre riguardato “la qualità, il miglioramento e lo sviluppo del sistema sanitario pubblico”. Nel 2023, fra l’altro, FIASO ha segnato il primato di aziende associate, 157 e ha consolidato, così, la funzione e “il ruolo di interlocutore competente, affidabile ed equilibrato dai decisori istituzionali”.
Alla Convention FIASO25 sono intervenuti esponenti del Governo, parlamentari, responsabili di aziende sanitarie pubbliche, rappresentanti di imprese, della medicina, delle università, della ricerca, dell’economia, delle associazioni, delle organizzazioni sindacali e numerosi operatori del settore. L’Esecutivo è stato presente, fra gli altri, con il ministro della Salute Orazio Schillaci, che oltre all’assicurazione delle risorse per la sanità ha garantito l’interesse e l’intervento per evitare la crisi di presenze di specialisti nelle corsie ospedaliere. I problemi nel sistema sono molteplici, come i tempi di attesa per le visite appesantite anche dal lookdown nel periodo del Covid-19, quando le sospensioni e i rinvii sono stati in serie accanto alle rinunce dei pazienti coinvolti dal timore di uscire dalla propria abitazione per evitare eventuali e pericolosi contagi. Schillaci ipotizza un “ridisegno dell’organizzazione dell’intero sistema” anche allargando l’impegno della cosiddetta “‘medicina di prossimità”‘ per evitare intasamenti “ai pronto soccorso”. Un’altra importante, se non fondamentale questione, riguarda ancora l’evidente differenza di offerte di assistenza fra le regioni e il conseguente dilagante ‘turismo sanitario’, quelle sconcertanti e sconvolgenti trasfusioni da un’area all’altra del nostro Paese alla ricerca di una appropriata e idonea soluzione per affrontare e soddisfare le rispettive esigenze superando le linee geografiche e amministrative dei confini.
Il convegno è stato sezionato in alcuni approfondimenti che hanno riguardato, in particolare, ‘La ricerca e la sperimentazione clinica, le prospettive e le opportunità per investire nello sviluppo del SSN’; ‘Il ruolo delle direzioni generali nella ricerca clinica in Italia’; ‘La persona al centro della cura e della tecnologia’; ‘La tutela della salute in epoca post Covid-19’; ‘L’ospedale del futuro’; ‘La sfida del cambiamento tra opportunità e incertezze’; ‘Digitalizzazione e innovazione’; la ‘Casa della Comunità’; ‘Il capitale umano del SSN’; ‘Dispositivi medici e grandi attrezzature’; ‘Gestione integrata del rischio e profili assicurativi’; ‘La realizzazione del Green Hospital in Italia. Il ruolo delle aziende sanitarie’ e ‘Una riforma per gli anziani’.
“Il miglior modo di cura è la casa” è stato evidenziato anche per sostenere i compiti del medico di famiglia, le strutture territoriali e l’innovativa telemedicina. “La popolazione italiana è sempre più anziana e bisognosa di assistenza non solo sanitaria”, ha sottolineato monsignor Vincenzo Paglia. Lo stesso Arcivescovo ha pubblicato un volume su ‘L’orizzonte politico e culturale della nuova legge delega per la popolazione anziana’. Nell’ultima giornata della Convention al Palazzo dei Congressi dell’EUR era presente anche Albano, che nel periodo del Covid-19 è stato protagonista con l’inconfondibile tonalità canora per omaggiare il personale sanitario dello straordinario impegno nei confronti di chi era stato contagiato dal temibile virus.

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