Paesi per il Paese

Assemblea nella capitale di UNCEM, l’Unione Nazionale dei Comuni, delle Comunità e degli Enti Montani, che lo scorso anno ha festeggiato i settant’anni di operatività

Una legge per le aree montane, comunque da ripopolare, che preveda, fra l’altro, incentivi fiscali; opportunità occupazionali, anche collegate ai territori da salvaguardare e valorizzare e l’offerta di servizi, almeno quelli essenziali, come l’istruzione, la sanità, i trasporti, la connessione on-line e uno sportello più postale che bancario per le operazioni economico-finanziarie e le eventuali spedizioni e corrispondenze. Queste sono solo alcune delle proposte ufficializzate nella capitale nel corso dell’Assemblea di UNCEM, l’Unione Nazionale dei Comuni, delle Comunità e degli Enti Montani, a cui hanno partecipato amministratori pubblici e i rappresentanti delle istituzioni, dei Carabinieri Forestali, delle università e delle associazioni ambientaliste.
L’estensione delle zone di bosco e foresta del nostro Paese sono stimate in 12 milioni di ettari, il 66% del territorio nazionale, ben oltre la media dell’Unione Europea. Almeno quattromila i comuni presenti nelle aree d’altura o anche solo collinari. A preoccupare è soprattutto l’abbandono di quelle zone e la relativa mancata attenzione e il conseguente intervento nella cura con l’inevitabile avanzamento incontrollato della vegetazione e il rischio, maggiore, idrogeologico.
Il periodico incontro è stato aperto dall’intervento audiovideo del presidente di Confcooperative Maurizio Gardini, che ha confermato “le risorse del PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, a favore delle zone interne e decentrate della nostra penisola, economicamente chiamate ‘marginali'”.
Marco Bussone, che guida l’UNCEM, ha ricordato “le persone colpite dai terremoti e dagli effetti delle alluvioni e delle frane e anche la tragedia del Vajont e la scomparsa, lo scorso autunno, di Diego Bertocchi, sindaco di Selvino”, a soli 35 anni. Bussone ha rimarcato l’importanza dell’innovazione, della formazione, della specializzazione in altre competenze per professioni, servizi e impegni occupazionali che le aree montane e dell’entroterra possono offrire.
A questo proposito il ministro dell’Ambiente e della Transizione Ecologica Gilberto Pichetto Fratin, in collegamento da Dubai dove partecipa alla COP28, ha confermato il sostegno alle iniziative promosse e organizzate “per una montagna abitata” come è sempre stato nella tradizione e nella cultura italiana.
La senatrice Paola Ambrosio ha rivelato l’utilità di aggiornare la normativa che “risale al 1994”. Sul provvedimento è coinvolto Roberto Calderoli. “L’obiettivo è la salvaguardia dei territori, la valorizzazione delle colture agricole e dei pascoli con la relativa esaltazione della produzione tipica del Made in Italy. Un patrimonio, quello della montagna, che deve tornare attrattivo e nuovamente popolato. Una calamita per i futuri residenti, ma anche per il movimento turistico destagionalizzato. Un modo utile per controllare i perimetri e i panorami con una manutenzione ordinaria e sistematica, in modo, fra l’altro, da evitare anche i roghi diventati una puntuale caratteristica estiva.
“L’Italia importa quasi l’80% del legno poi lavorato per diventare il terzo paese costruttore di case e leader nel settore dell’industria dell’arredamento non solo domestico”, ha rilevato Fabio Renzi, segretario generale della Fondazione Symbola. E, allora, sarebbe opportuno sfruttare anche questa opportunità e, in particolare, la capacità delle nostre aziende. Gli scarti, fra l’altro, sono utilizzati per creare calore ed energia.
Proposta sostenuta anche dal riconfermato presidente di Legambiente Stefano Ciafani, che ha affermato come “in alcune zone il problema della neve potrebbe diventare costante a causa dei cambiamenti climatici, per cui sarebbe opportuno una alternativa rappresentata, ad esempio, da una bioriforestazione”.
“Nel 2017 PosteItaliane ha deciso di non chiudere gli uffici postali nei minicomuni, indipendentemente dal numero dei residenti”, ha rivelato Luigi Antonio Madeo, responsabile dei rapporti con le istituzioni centrali e locali di PosteItaliane. Gli sportelli, in alcuni casi, sono l’unica possibilità per effettuare operazioni economiche, ma nel futuro potrebbero sostituire anche le amministrazioni pubbliche locali per il rilascio di certificati e documenti. “Oltre 8.700.sono gli uffici di PosteItaliane operativi in località che contano meno di 15.000 abitanti, più di 4.000 in zone mediamente montane e 785 in quelle di quote maggiori”.
Al Palazzo delle Confcooperative di via Torino, Giovanni Vetritto dell’Ufficio per le Politiche Urbane e della Montagna alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha comunicato che “450 amministrazioni pubbliche hanno unito gli interessi per una attiva collaborazione” pur rimanendo con la propria identità. “Alcuni comuni hanno gli statuti del 1200 o del 1300”.
Marco Bussone ha ammesso che “quasi duecento comuni non hanno negozi commerciali”. Rianimare il turismo sarebbe “un benessere che cambia il territorio “e le condizioni di chi risiede e invoglia altri ad andare e a restare per qualsiasi interesse, anche lavorativo”.
All’incontro, ‘Comunità, Istituzioni, Territori. Paesi per il Paese. Autonomie in dialogo nella dimensione comunitaria’, ha offerto il contributo anche l’ex ministro Maria Stella Gelmini, che sospinge “una aggiornata e adeguata legge per chi vive nelle zone montane e per chi potrebbe mostrare l’eventuale possibilità di essere un prossimo residente con la garanzia, almeno, di avere disponibili i servizi e le facilitazioni fiscali”.
Di un “patto fra i cittadini, le imprese e le istituzioni” ha parlato Giovanni Cannata, rettore dell’Università Mercatorum e responsabile del Parco Nazionale d’Abruzzo. Presenti al confronto anche il senatore Enrico Borghi e il commissario straordinario del Governo per la ricostruzione relativa al terremoto nel centro Italia del 2016 Guido Castelli.
L’Unione Nazionale dei Comuni, delle Comunità e degli Enti Montani è stata istituita nel 1952 e lo scorso anno ha festeggiato i settant’anni con un francobollo celebrativo emesso e commercializzato su tutta la nostra penisola da PosteItaliane.

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