Risorse per il welfare

Rapporto su ‘Il PNRR, le politiche sociali e il Terzo Settore’ e approfondimento, in particolare, sulla situazione di disabili, anziani e senza fissa dimora

 

Il PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, rappresenta una importante e forse irripetibile occasione per il nostro Paese, che potrebbe approfittare coinvolgendo le realtà operative e di volontariato per accorciare, se non proprio annullare, gli evidenti gap più volte rilevati sulla penisola. Nel PNRR sono inseriti numerosi interventi, con alcune scadenze già determinate per essere realizzati, soprattutto entro il 2026. Nelle molteplici iniziative il Terzo Settore avrebbe potuto avere un ruolo fondamentale visti i comparti indicati. E, invece, questo non sarebbe completamente avvenuto, almeno a quanto riportato nel Rapporto, in alcuni interventi. ‘Il PNRR, le politiche sociali e il Terzo Settore’, è stato presentato ed illustrato nella capitale con la partecipazione, fra gli altri, di alcuni rappresentanti del Forum Nazionale.
La pubblicazione è stata curata dalla Fondazione Openpolis e dal Forum Nazionale del Terzo Settore, l’associazione di enti maggiormente rappresentativa in Italia, che ha come principale obiettivo la valorizzazione delle attività e delle esperienze dei cittadini autonomamente organizzati sui rispettivi territori per migliorare la qualità della vita. Le iniziative coinvolgono anche le comunità attraverso percorsi innovativi che partono dall’equità, dalla giustizia sociale, dalla sussidiarietà e dallo sviluppo sostenibile.
Dall’approfondimento emerge che “ammontano ad oltre 40 miliardi di euro le risorse del PNRR previste per attuare le proposte di interesse per il Terzo Settore”. La maggior parte riguardano la rigenerazione urbana, l’istruzione e la povertà educativa, la salute e le politiche del lavoro. E, poi, l’ambiente e la transizione energetica, la cultura, il turismo e la digitalizzazione. Alcuni interventi sono finalizzati al supporto agli anziani, in particolare non autosufficienti, alle persone con disabilità e a quelle senza fissa dimora. La Lombardia dovrebbe essere la regione con il maggior numero di progetti finanziati.
Maurizio Mumolo, direttore del Forum Nazionale del Terzo Settore, ha aperto la serie degli interventi, che sono stati coordinati dal giornalista Nicola Perrone. All’incontro hanno portato il rispettivo contributo i vertici dell’AUSER, la onlus per l’Autogestione dei Servizi e della FISH, la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap. Il presidente Vincenzo Falabella ha sottolineato “come i dati del report confermano la spaccatura del nostro Paese e del relativo sistema, in quanto a livello nazionale è stata attiva la collaborazione del movimento associativo per la definizione del PNRR, ma non localmente, sui territori”. Il riferimento è agli enti locali che “non sembrano avere questa capacità culturale da essere allineati con le politiche nazionali e internazionali creando forti limitazioni”. Falabella ha anche ricordato come “il Terzo Settore ha dimostrato di essere centrale soprattutto durante la pandemia, in quanto ha offerto sostegno e risposte ai cittadini”. Il Terzo Settore “dovrebbe essere fondamentale nella programmazione anche a livello territoriale e le risorse utilizzate non esclusivamente per la ristrutturazione di passate strutture, in modo da evitare le costruzioni di opere che poi resterebbero incompiute in un deserto di povertà culturale”.
Agnese Ciulla, responsabile per i rapporti con gli enti locali e le regioni dell’Associazione FIO.PSD, la Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza fissa Dimora, ha rilevato come “sia un momento in cui tutte le città, ma anche il Terzo Settore, vivono un grande fermento, soprattutto quelli che hanno attivato percorsi di progettazione. Il maggiore impegno sarà di includere il percorso del PNRR all’interno di una programmazione più ampia in modo da garantire continuità nel tempo, sostenibilità e coinvolgimento delle comunità”.
Il Rapporto analizza ogni componente del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza in relazione soprattutto alle proposte e alle esigenze del Terzo Settore e alle risorse destinate ad alcuni settori che riguardano, fra gli altri, le persone vulnerabili, con disabilità e senza fissa dimora. Nella realizzazione del Rapporto, però, le maggiori difficoltà sono state riscontrate nella raccolta dei dati riguardanti sia i progetti che le risorse destinate. E questo ha portato a diverse considerazioni anche per la sensazione che l’attuale ‘Monitoraggio delle riforme e degli investimenti del PNRR’ non sembra mostrare ancora uno scenario definitivo.
Il Rapporto segnala alcune importanti cifre, in particolare gli oltre 222 miliardi di euro complessivi assegnati all’Italia e le 58 misure del PNRR che possono avere il diretto coinvolgimento del Terzo Settore. Alla Lombardia andranno la maggiore quantità di risorse, quasi 200 milioni di euro; poi al Lazio, 152 milioni e 500 mila euro e alla Campania, 123 milioni e 500 mila euro. Alle regioni meridionali è destinato poco più di un/terzo delle risorse. 2.036 dovrebbero essere i progetti sostenuti finanziariamente, che sarebbero 89 in meno di quelli inizialmente previsti. Oltre 501 milioni di euro dovrebbero essere riservati per il sostegno alle persone fragili e agli anziani, 401 milioni di euro per l’autonomia dei portatori di handicap e 405 milioni di euro per i senza fissa dimora. La Lombardia, in tutti i casi, è la regione che dovrebbe ottenere la maggior parte delle risorse, poi il Lazio, la Campania e l’Emilia-Romagna. Mediamente al sud sarebbe destinato sempre intorno al 33% della disponibilità.
Il nostro è il secondo paese al mondo per lunghezza di vita dopo il Giappone, ma non proprio e sempre per qualità. Oltre un milione e 600 mila saranno gli over 65 nel 2030, secondo le previsioni elaborate dall’ISTAT, che classifica il 5% della popolazione come “disabile grave”. Le persone senza tetto nel 2021 in Italia erano quasi centomila, ma, nel frattempo, il numero potrebbe essere aumentato. E, infine, il condensato riportato sul Rapporto, indica in 585 gli ATS, gli Ambiti Territoriali Sociali, che hanno la determinante funzione nella gestione dei fondi del PNRR per il welfare del settore a sostegno dei più disagiati e vulnerabili.

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