Lavoro, povertà e altro

Assemblea di Confcooperative a Roma con la presenza di alcuni rappresentanti del Governo per cercare soluzioni per la ripresa e lo sviluppo del Paese

 

L’ideologia riposta nel cassetto. Accanto all’annuale relazione che è stata rimandata all’aggiornamento dell’8 maggio del 2024 quando sono previsti “i rinnovi delle cariche”, ha rivelato il presidente Maurizio Gardini all’Assemblea nazionale di Confcooperative promossa a Roma, all’Auditorium-‘Parco della Musica’. ‘Abbiamo cura del Paese’ è il riferimento dell’appuntamento, che ha visto intervenire sette rappresentanti del Governo, di ministeri importanti per il sistema nazionale e, naturalmente, anche il sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri.
La Confederazione delle Cooperative italiane rappresenta 17 mila imprese, 3 milioni e 200 mila soci che occupano 540 mila persone, in grado di sviluppare un fatturato di 82 miliardi di euro. La cooperazione vale l’8% del Prodotto Interno Lordo con un giro d’affari di 162 miliardi di euro e un milione e 300 mila lavoratori. La Confederazione rappresenta quasi la metà dell’economia del settore cooperativo della nostra penisola. Nell’agroalimentare la produzione del Made in Italy incide quasi il 50% del totale, in particolare nel vino, nell’ortofrutta e nel lattiero-caseario. Nel sociale i 300 mila operatori sono impegnati nei servizi ad oltre 6 milioni di famiglie e le banche del Credito Cooperativo rappresentano poco meno del 20% degli sportelli sparsi sulla nostra penisola, che raccolgono 195 miliardi e 700 milioni di euro. Le donne sono il 61% delle persone occupate.
La quarantunesima Assemblea ha offerto notevoli dati elaborati anche in collaborazione con il Censis, da cui, fra l’altro emerge una realtà assolutamente delicata, se non proprio preoccupante. “Aumenta il PIL nazionale, ma anche le diseguaglianze con 3 milioni e 800 mila lavoratori ‘poveri’, che incassano una retribuzione annuale sui 6 mila euro e oltre 3 milioni di persone non regolarizzate. Le famiglie in stato di assoluta povertà sono un milione e 900 mila, come dire 5 milioni e 600 mila persone. Erano 800 mila nel 2005. Quella relativa riguarda, invece, 2 milioni e 900 mila nuclei domestici e 8 milioni e 800 mila individui”. Il capitolo sulla ‘povertà sanitaria’ è “drammatico, in quanto nel 2022 il 12% degli italiani non si sono curati, anche se necessario, per mancanza di disponibilità economica”. Non solo. “500 mila giovani, l’11%, nella fascia dai 18 ai 24 anni abbandonano i percorsi formativi senza aver conseguito un titolo di studio e 3 milioni di famiglie vivono in sovraffollamento, che è il principale motivo di tensione e di criticità per le rispettive condizioni personali”. La situazione riguarda “un milione e 800 mila famiglie che vivono in affitto e un altro milione proprietarie per il 15,2% del totale”.
Confcooperative, attraverso il presidente Gardini fra un intervento e l’altro coordinati dalla giornalista Manuela Moreno, ha richiesto alcuni provvedimenti per migliorare le condizioni dei lavoratori e delle imprese, come “la riduzione del cuneo fiscale; il Codice degli Appalti evgoi acquisti pubblici e il superamento del massimo ribasso nei bandi; l’allentamento della burocrazia, un macigno da 31: miliardi di euro e un impegno di oltre 6 settimane per i soli 14 adempimenti fiscali e una normativa sulle comunità energetiche e sulle cooperative di comunità”.
Una collaborazione per lo sviluppo del Paese chiedono un po’ tutti i rappresentanti dei dicasteri a chi ha ‘cura’, fra l’altro ribadito nello slogan assembleare. Il presidente Gardini è romagnolo, proprio del territorio maggiormente colpito dalle alluvioni delle scorse settimane. Il via-vai istituzionale è stato avviato da Raffaele Fitto, ministro per gli Affari Europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il PNRR, che ha rassicurato sull’arrivo delle varie e attese tranche previste nel Piano di Ripresa e Resilienza.
Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha annunciato “una normativa di una cinquantina di articoli proprio per perimetrare la qualità della produzione nazionale”. Le molteplici varietà dell’offerta “hanno portato gli altri paesi a osservare il modello-Italia caratterizzato da micro, piccole e medie imprese, da filiere corte, da artigiani e da un’importante quota di materiali provenienti dall’industria del riciclo”. Il nostro Paese “è leader o ai primi posti al mondo in quasi tutti i settori fondamentali, fra cui nell’enogastronomia, nel turismo, nella manifattura, nella cura della persona, nell’abbigliamento, nell’alimentazione, nell’arredamento e nella nautica”. Prossimamente sarà richiesto “il riconoscimento per l’artigianato con una apposita IGP per le storie secolari e, quindi, tipiche e tradizionali, insomma da salvaguardare”.
In un videomessaggio Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, ha ricordato che per “eliminare i pesticidi servono piante resistenti e produttive e meno idroesigenti”. Il sostegno della ricerca in questo particolare ambito è fondamentale.
Francesco Paolo Sisto, viceministro della Giustizia, ha ribadito la necessità di aumentare l’attenzione sulla “sicurezza sui posti di lavoro”.
“Dal prossimo 1° luglio entrerà in vigore il nuovo Codice degli Appalti”, ha confermato Matteo Salvini, responsabile del dicastero alle Infrastrutture e ai Trasporti, “con le previste novità e la fiduciosa apertura per i sindaci e gli imprenditori”. Saranno premiate le società e le ditte della zona e gli interventi con i materiali riciclati e a contenuto impatto ambientale e quelle che rispettano i criteri sindacali per i dipendenti”. Annunciate altre riforme, fra cui sui porti e del Codice della Strada con il probabile inasprimento per chi è responsabile di incidenti stradali mortali soprattutto sotto l’effetto di alcol o sostanze stupefacenti.
“Destagionalizzare l’afflusso turistico nel nostro Paese, in quanto l’Italia ha le potenzialità anche rivolgendo maggiore attenzione ai caratteristici borghi, che sono migliaia, carichi di ricchezze storiche, tipicità e tradizioni, ma anche di sorprendenti bellezze architettoniche e archeologiche”, ha rilevato Daniela Santanchè. E, poi, ha sottolineato gli “straordinari percorsi della Francigena” e degli altri “cammini religiosi”, in cui, però, “è complicato trovare dei punti di ristoro”. Quei centri sparsi sui vari tracciati, solitamente non inseriti dai tour operator, potrebbero approfittare per valorizzare i rispettivi territori e le caratteristiche produzioni enogastronomiche e artigianali e mostrare le ‘cartoline’ della zona. Destinati ai borghi investimenti di sostegno e per lo sviluppo.
“Il Terzo Settore e le cooperative sociali contrattualizzate sono una componente qualificata e importante per il nostro Paese”, ha riconosciuto Maria Teresa Bellucci, viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Ad ogni intervenuto Maurizio Gardini ha consegnato la t-shirt con l’ormai ben nota sollecitazione, ‘Tin Bota Romagna’ e un vaso di ceramica proveniente dalle aree alluvionate dell’Emilia-Romagna. In apertura Tosca ha interpretato l’Inno nazionale di Goffredo Mameli, ‘La cura’ di Franco Battiato e l’intramontabile ‘Bella Ciao’.

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