La scomparsa del Cavaliere

Addio a Silvio Berlusconi. Aveva 86 anni. Ha caratterizzato i settori economici, televisivi, sportivi e politici. È stato quattro volte alla guida del Governo

 

La notizia è arrivata in una mattinata di quasi metà giugno e riguardava Silvio Berlusconi, che si era spento all’ospedale ‘San Raffaele’ di Milano dove era stato nuovamente ricoverato da alcuni giorni. Aveva 86 anni. Infatti, era nato nel capoluogo lombardo il 29 settembre del 1936.
Berlusconi ha caratterizzato molti settori del nostro Paese per quasi quarant’anni: nella politica, nell’economia e nella finanza, nel commercio, nel cinema, nell’informazione e nell’emittenza radiotelevisiva e nello sport. Aveva iniziato da imprenditore immobiliare, poi nel 1975 la costituzione della società Fininvest con le prime televisioni private che hanno conquistato la diretta diventando alternative all’allora monopolio della Rai e l’esportazione dell’esperienza soprattutto in Spagna.
Ha inciso sulle programmazioni delle emittenti televisive, che, poi, sono diventate mode, di tendenza o, in altri momenti, casi da seguire e anche da imitare. Canale5, Italia1 e Rete4 le attuali televisioni del Gruppo.
Il primo ingresso in Parlamento risale al 1994 con Forza Italia fondata solo da pochi mesi. È stato in quattro occasioni alla guida di un Governo. Un poker di incarichi per 3.339 giorni a Palazzo Chigi sempre nella coalizione di centro-destra.
Il Cavaliere, nominato nel 1977 per ‘Merito del lavoro’, è stato più volte coinvolto in vicende giudiziarie, che nel 2013 è costata la perdita del seggio a Palazzo Madama per la condanna definitiva a quattro anni e la metà di interdizione dai pubblici uffici per frode fiscale. Dopo quasi vent’anni è uscito dal Parlamento, dall’aprile del 1994 al novembre del 2013. È stato rieletto all’aula europea nel 2019 e il 25 settembre del 2022 l’ha spuntata nel collegio uninominale di Monza ritornando, anche se non personalmente, nella squadra di Governo guidato per la prima volta da una donna, Giorgia Meloni. Era stato lo stesso Berlusconi a ‘sdoganare’ i partiti rappresentanti della cosiddetta ‘destra’ nei ruoli e nelle funzioni istituzionali.
Ha lasciato la sua orma anche nello sport. Pallacanestro, un battito di ciglia; pallavolo, pochissimo; rugby, poco più e calcio, tanto, comunque e dovunque. E, soprattutto, vincente, stravincente. Il Milan preso sgonfio l’ha issato sulla cima del mondo calcistico dopo aver trionfato in campionato, in coppe e coppette e in quella dei Campioni e nell’Intercontinentale. Vantava una conoscenza e una competenza del calcio e vedendo i risultati ottenuti e i trofei conquistati poteva anche essere creduto. Fatto sta che coraggiosamente ha affidato la panchina dei rossoneri a un allenatore ‘rivoluzionario’ e poco noto come Arrigo Sacchi da Fusignano, che nei nei professionisti aveva gestito solo lo spogliatoio del Parma. Negli anni il movimento della disciplina sportiva, però, ha cambiato dimensioni soprattutto economiche. E dopo aver lasciato la presidenza e la proprietà dell’amato Milan è ritornato in quel mondo con il fidato amico Adriano Galliani. Nel Monza, salito dalla serie C al gotha del massimo campionato, concluso da neopromossa a metà classifica.
Editore di radio e televisioni, di pubblicazioni, quotidiani e periodici. E l’informazione e la comunicazione è sempre stata pronta a seguire, dai vari versanti ideologici, la variegata attività di Berlusconi, politica, giudiziaria, imprenditoriale e sportiva. Alcune volte mixate come le ‘frequentazioni’ o le ‘amicizie’ con alcuni influenti potenti del pianeta, fra cui del passato, il colonnello libico Gheddafi e attuali, il presidente russo Vladimir Putin. Un obiettivo, anche dichiarato, era di andare un giorno al Quirinale come Presidente della Repubblica.
A leggere le stime della pubblicazione americana ‘Forbes’ il patrimonio sarebbe di quasi 8 miliardi di euro, la sesta persona più danarosa del nostro Paese, ma sarebbe stata anche la dodicesima più potente o ininfluente del pianeta. Nel prossimo futuro dovranno essere ridisegnate le strategie di Forza Italia, in politica e delle molteplici attività imprenditoriali.
Il feretro dal ‘San Raffaele’ è stato trasferito a Villa San Martino. I funerali di Stato saranno officiati il prossimo 14 giugno alle ore 15 al Duomo di Milano dall’Arcivescovo Mario Delpini. I lavori parlamentari sono stati sospesi per un paio di giorni e Palazzo Chigi ha già posto la bandiera a mezz’asta. Per mercoledì prossimo, giorno delle esequie, è stato proclamato il lutto nazionale.

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