L’arte boomerang

Altri sessanta reperti archeologici trafugati e venduti illecitamente sono stati riconsegnati dagli Stati Uniti al nostro Paese

 

Sono state poste in bellamostra nell’ampio salone del Ministero della Cultura dedicato a Giovanni Spadolini le sessanta testimonianze della storia del nostro Paese scoperte e razziate dai cosiddetti ‘tombaroli’ nel corso di scavi illeciti e smerciate sul mercato internazionale da intermediari senza scrupoli. Sono state recuperate negli Stati Uniti su indicazione anche dei Carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale, che, praticamente, monitorano in maniera continua e quasi maniacale l’imponente e aggiornata banca-dati dei reperti archeologici spariti negli anni del patrimonio storico del nostro Paese.
Ad illustrare le fasi dell’operazione nel salone ‘Giovanni Spadolini’, mentre sui maxischermi scorrevano le immagini dell’arrivo in Italia delle casse con i preziosi oggetti, sono stati il comandante del Nucleo, generale Vincenzo Molinese; il procuratore aggiunto presso il Tribunale di Roma Angeloantonio Racanelli e il viceprocuratore del District Attorney’s Office di Manhattan, Matthew Bogdanos, alla presenza, fra gli altri, del ministro Gennaro Sangiuliano, del sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi, del consigliere per gli Affari Pubblici all’Ambasciata degli Stati Uniti a Roma Christina Tomlinson e dell’archeologa del Ministero di via del Collegio Romano Federica Pitzalis. E proprio la studiosa ha indicato alcuni dei più significativi ritorni, fra cui l”Ercole fanciullo con il serpente’ del I secolo dopo Cristo, probabilmente trovato nell’area campana di Pompei ed Ercolano; la testa marmorea di Athena; un busto in metallo oscillante fra il I secolo avanti Cristo e il I secolo dopo Cristo, che dovrà avere l’attenzione dei restauratori e un vaso di ceramica forse emerso dagli scavi in Sicilia e risalente al V o al VI secolo avanti Cristo.
I sequestri nella città americana sono scattati soprattutto fra i collezionisti, ma anche nei poli museali e nelle gallerie d’arte. I reperti, che sarebbero risalenti fra il VII secolo avanti Cristo e il I secolo dopo Cristo, saranno analizzati dagli esperti ed, eventualmente, restaurati per essere poi consegnati a chi l’aveva in custodia o nella zona dei ritrovamenti. È stato confermato che la stragrande maggioranza è di altissima qualità artistica e artigianale per un valore stimato in una ventina di milioni di dollari. Bogdanos ha ricordato che da quando è “alla Procura di Manhattan sono stati complessivamente recuperati oltre 4.500 oggetti per un valore di almeno 300 milioni di dollari, che hanno coinvolto venticinque paesi del pianeta”. Non tutti, però, hanno siglato accordi con gli Stati Uniti. Nelle 75 perquisizioni sono state rinvenute più di cinquecento antichità italiane per una stima che supera i 55 milioni di dollari.
“I Carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale sono una eccellenza del nostro Paese, per competenza, esperienza e professionalità, peraltro riconosciuta in tutto il mondo e negli anni sono stati in grado di scoprire e recuperare numerose opere illegalmente trafugate”, ha sottolineato il Ministro aprendo la serie degli interventi. “Indagini, un software evoluto e continuamente aggiornato, un elenco affiancato per lo più da immagini per incrociare i dati coinvolgendo musei, case d’asta, gallerie d’arte, collezionisti e restauratori, in quanto il mercato parallelo a quello legale ha un giro d’affari stratosferico”, ha rilevato il generale Molinese. “Alcune volte i Carabinieri recuperano reperti scomparsi in altri paesi, che, puntualmente, poi, l’Italia provvede a restituire”. Rispetto reciproco, garanzia di civiltà e salvaguardia dell’arte, della cultura. E sono molte le nazioni che hanno sottoscritto intese e trattati per evitare le esportazioni e la conseguente dispersione di questi importanti patrimoni nazionali all’estero.
“Alcune volte non c’è la collaborazione e il coordinamento con gli altri paesi. importante l’adeguamento delle norme per i responsabili dell’attività illecita di scavo e per l’altrettanto illegale fare di compravendita anche internazionale”, ha ribadito Angeloantonio Racanelli della Procura di Roma.
“I saccheggi sono alimentati dai trafficanti senza scrupoli di opere d’arte. Lo scorso anno a New York sono state scovate e recuperate alcune opere al ‘Metropolitan Museum of Art'”. Nel corso dell’operazione sono stati anche arrestati i responsabili. A settembre 2022 la restituzione all’Italia di quasi duecento fra vasi, dipinti, busti in marmo, ceramiche e piccole sculture, sempre da parte degli Stati Uniti. Presenti in quell’occasione, fra gli altri, il generale Roberto Riccardi, comandante dei Carabinieri TPC e l’Executive Sssistent District Attorney di New York County Lisa Del Pizzo. Il valore era intorno ai 10 milioni di dollari. Qualche mese prima, sempre nella città americana, altra operazione con il sequestro di 142 opere, che sono state restituite all’Italia. Valore stimato, 14 milioni di dollari.

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