XIV anniversario della scomparsa del fondatore di FocusRoma Nicola Navazio
Il viaggio
di Gabriella Galeazzi
Caro Nicola,
sono giorni che mi ritrovo ad ascoltare un brano di Mina, “Raso”. Il testo è stupendo ma mi colpiscono in particolare questi versi:
La notte fredda sarà,
sotto un parato di stelle.
La luna imbiancherà
gocce che rigano il viso,
le raccoglierai
lucide e chiare.
Un mare senza onde è tanto grande, navigando senza vele
Mi hanno fatto pensare a te.
Anche se questa è una canzone d’amore, l’amicizia non è una sua forma altissima? Questi versi rendono bene il senso dell’abbandono che si può provare anche per la perdita di un amico, di un affetto importante.
Tutto sembra fermarsi e si resta soli, pensando alle persone che non ci sono più (le nostre stelle) che, sicuramente, ci avrebbero consigliato il miglior percorso da seguire. O forse no, ma lo avremmo comunque condiviso con loro.
In questo mare grande mi accompagna il ricordo, fatto di lacrime trattenute e di sorrisi forzati, di inizi e di allontanamenti. Questa può essere l’onda che aspetto che mi aiuti a navigare. Anche se ci sono momenti – ad essere sincera – in cui le tue orme sulla sabbia mi sembra di non vederle più, tanto i miei occhi sono pieni di lacrime.
Grazie, Nicola, grandissimo amico mio.
Perché, come dice sempre il brano di Mina, “… Io so che ci sei anche se non ci vediamo …”.
