Esposizione a Palazzo Bonaparte di Roma dell’arte del russo Vassily Kandinsky. Oltre settanta le opere che potranno essere ammirate fino al prossimo 14 febbraio. L’iniziativa è organizzata da Arthemisia in collaborazione con il Centre ‘Georges Pompidou’ e curata da Angela Lampe
Le tonalità cromatiche esaltate dall’effetto luminoso predisposto da Francesco Murano nell’esposizione dedicata e riservata a Vassily Kandinsky, il russo di Mosca che “ha ridefinito il linguaggio della pittura moderna trasformando colore, forma e segno in emozione”. La mostra, ‘Kandinsky’, promossa e organizzata da Arthemisia in collaborazione con il Centre ‘Georges Pompidou’ di Parigi e curata da Angela Lampe, è stata allestita a Palazzo Bonaparte, nella centralissima piazza Venezia, a Roma.
Oltre settanta le opere in arrivo anche da musei internazionali, fra cui quello francese, che conserva le testimonianze dell’artista russo, soprattutto dopo le donazioni da parte della moglie Nina, Nikolajevna Andreevskaja. La straordinaria produzione, suddivisa in cinque sezioni, tende a ricostruire l’attività di Kandinsky, nato il 4 dicembre del 1866 nella capitale russa e scomparso il 13 dicembre del 1944 in Francia, a Neuilly-sur-Seine.
Il tour proposto a Palazzo Bonaparte affronta e illustra i periodi delle prime opere figurative e quelli di Monaco e del Blaue Reiter, della Russia rivoluzionaria, dell’esperienza al Bauhaus e dell’ultimo a Parigi. Per l’artista russo, all’anagrafe trascritto come Vasilij Vasl’evic Kandinskij, secondo gli studiosi, i ricercatori e gli appassionati, i colori sarebbero esseri viventi dotati di una personalità propria, in grado di parlare direttamente all’anima e di evocare precisi suoni e melodie ed emozioni: la cosiddetta sinestesia. Una condizione per cui le funzioni e le caratteristiche dei sensi potrebbero mescolarsi. Come dire, ‘sentire’ i colori e ‘vedere’ i suoni.
Dall’iniziativa romana emergono anche le figure femminili, quelle fondamentali per Kandinsky: Nina, la moglie e custode della sua memoria e Gabriele Munter, compagna per oltre un decennio, che è stata (ri)scoperta attraverso
alcuni lavori, fra l’altro esposti, in questa occasione, per la prima volta a Palazzo Bonaparte.
Il percorso è arricchito e abbellito da approfondimenti riguardanti le teorie sul rapporto fra colore, forma e musica.
La mostra ha il sostegno dell’Ambasciata di Francia in Italia, della Regione Lazio e del Comune di Roma attraverso l’Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria.
La consulenza scientifica ed editoriale per i contenuti divulgativi ha coinvolto e riguardato Francesca Villanti.
Il catalogo, che affianca la mostra su ‘Kandinsky’, è stato stampato da Moebius.
