L’arte con i metalli

‘Mannucci. Fuoco e genesi, è il riferimento della mostra promossa fino al 10 gennaio del 2027 a Fabriano e ad Arcevia in occasione del quarantesimo anniversario della scomparsa dello scultore marchigiano, che per alcuni anni è stato anche a Roma

Era un ‘figlio’ della terra marchigiana, in particolare di Fabriano dov’era nato il 10 giugno del 1904 e di Arcevia in cui è scomparso il 21 novembre del 1986, dopo aver trascorso un periodo anche a Roma. E proprio nella capitale è stato presentato l’omaggio per lo scultore Edgardo ‘Mannucci. Fuoco e genesi. Artisti informali in dialogo’, promosso nel quarantesimo anno dalla scomparsa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana e curato da Fabio Marcelli.
L’iniziativa sarà ospitata fino al prossimo 10 gennaio nel Polo Museale di Zona Conce di Fabriano e nel Centro Culturale ‘San Francesco’ di Arcevia. “Mannucci è stato uno dei più importanti scultori italiani dello scorso secolo specializzato nella lavorazione del metallo anche con una significativa espressione per l’evoluzione orafa”, ha sottolineato Fabio Marcelli, docente di Storia dell’Arte Moderna all’Università di Perugia.
Nel corso della presentazione negli spazi di un hotel di via Margutta, è stato ricordato come Mannucci “dalla formazione a Roma nel primo dopoguerra alla scelta del post-cubismo della fine degli anni Quaranta fino all’affermazione e alla consacrazione, sia stato fra i protagonisti della scultura informale italiana e internazionale”. All’appuntamento illustrativo hanno partecipato, fra gli altri, il presidente della Fondazione CARIFAC Rosa Rita Silva, il sindaco di Arcevia Marisa Abbondanzieri e il coordinatore dell’esposizione Fabio Marcelli.
L’interesse della Fondazione per lo scultore marchigiano è testimoniato dal”la costante e continua acquisizione delle lavorazioni di Mannucci allestite proprio a Zona Conce, che arricchisce e abbellisce l’area espositiva permanente”. Nel 2005 la Fondazione, costituita nel 2018, aveva sollecitato una mostra, ‘Mannucci e il Novecento. L’immaginario atomico e cosmico’, coordinata da Enrico Crispolti. Lo studioso, scomparso nel 2018, ha contribuito in modo determinante nell’approfondimento dell’attività di alcuni protagonisti marchigiani dell’arte, fra cui Edgardo Mannucci, Luigi Bartolini, Quirino Ruggeri, Roberto Stelluti e Giuseppe Uncini.
E, anche per queste richieste, le creazioni di Mannucci sono affiancate da disegni, dipinti e sculture griffate da una trentina di artisti, fra cui Alberto Burri, Mario Ceroli, Renato Guttuso, Arnaldo Pomodoro e Antonella Zazzera.
Il Museo Statale Tattile ‘Omero’ di Ancona, che ha collaborato con un paio di testimonianze, ha predisposto, in relazione con la Fondazione, uno speciale percorso di esplorazione sensoriale con contenuti adattati e didascalie in braille. La stessa Fondazione, in accordo con il Comune di Arcevia, dove Mannucci ha vissuto dopo l’esperienza nella capitale e operato nel laboratorio allestito nell’ex Chiesa di San Francesco di Paola, ha sospinto l’allestimento della Galleria d’Arte Moderna di Ruggeri, Mannucci, Bruno d’Arcevia nel Centro Culturale ‘San Francesco’. Catalogo delle opere e altre iniziative condivise con l’Archivio ‘Edgardo Mannucci’ di Ancona e lo stesso comune del capoluogo delle Marche, fra l’altro Capitale della Cultura nel 2028.
Porte aperte a Zona Conce di Fabriano dalle 15 alle 18 dal lunedì al venerdì, nel week-end anche dalle 10 alle 13. Al Centro Culturale ‘San Francesco’ di Arcevia ingresso consentito il mercoledì dalle 10 alle 12 e 30, dal giovedì alla domenica nella fascia oraria 15-18 e, nel fine settimana, anche dalle 10 alle 13.

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