Quel ‘Colosso’ di Costantino

È stata collocata al Giardino di Villa Caffarelli l’imponente ricostruzione realizzata con sistemi innovativi e il sostegno della tecnologia. Alcuni resti dell’originale sono esposti ai Musei Capitolini

Imponente. Maestoso. Mastodontico. La statua di Costantino domina nel Giardino di Villa Caffarelli. Quasi 13 metri di altezza ricostruiti con le migliori e innovative tecnologie. Affermare che sia stato alzato il velo sull’enorme composizione è inadeguato e imbarazzante, poco reale su una riproposizione 1:1 di quello originale, di cui sono state recuperate solo poche parti e che possono essere ammirate nel cortile del Palazzo dei Conservatori dei Musei Capitolini: la testa, il braccio, il polso, la mano, il ginocchio e il piede destro oltre a quello sinistro. I marmi erano stati ritrovati nel 1486 all’interno dell’abside di un edificio che all’epoca era ipotizzato essere il Tempio della Pace di Vespasiano poi identificato all’inizio dell’Ottocento come la Basilica di Massenzio lungo la Via Sacra. Un’altra parte, il torace, è stata trovata nel 1951 e dal Parco Archeologico del Colosseo dovrebbe essere trasferita in Campidoglio per essere posta accanto alle altre. In passato sembrava appartenessero a una statua dell’Imperatore Commodo e solo alla fine dell’Ottocento sono state catalogate come ritratto colossale di Costantino.
All’ufficiale presentazione del ‘fratello-gemello-adottato’ ha partecipato il sindaco Roberto Gualtieri, l’assessore alla Cultura Miguel Gotor, il sovrintendente Claudio Parise Presicce, l’esponente del Comitato della Fondazione Prada Salvatore Settis e della Factum Foundation for Digital Technology in Preservation Adam Lowe. L’iniziativa, promossa dal Comune di Roma attraverso l’Assessorato alla Cultura e la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è stata realizzata in collaborazione con la Fondazione Prada. È stata vista dal 17 novembre del 2022 al 27 febbraio del 2023 a Milano in occasione della mostra, ‘Recycling Beauty’, curata da Salvatore Settis e Anna Anguissola con Denise La Monica.
Resina e poliuretano con polvere di marmo, foglia d’oro e gesso, la statua potrà essere ammirata gratuitamente tutti i giorni dalle 9 e 30 alle 18 e 30. All’interno è stato inserito un supporto in alluminio. Operazione semplice per l’assemblaggio e la successiva rimozione. La parte interna dell’originale sembra fosse composto da mattoni, legno e barre di metallo.
Le fasi della ricostituzione è iniziata da una accurata analisi archeologica, storica e funzionale dei resti ritrovati con un minuzioso approfondimento delle fonti letterarie ed epigrafiche risultato di un’intesa fra la Fondazione Prada, che ha sostenuto economicamente il progetto e la Factum Foundation for Digital Technology in Preservation, organizzazione no profit fondata a Madrid nel 2009 da Adam Lowe. La tecnologia ha valorizzato l’intervento della leader nel settore della digitalizzazione di opere d’arte. Scansione dei resti recuperati dall’originale e ricostruzione in 3D della statua dell’Imperatore Claudio come Giove, posta all’Ara Pacis, per alcuni particolari. Poi la stampa, il calco e l’intervento per caratterizzare l’effetto marmoreo.
Il Giardino di Villa Caffarelli è in parte sull’area occupata dal Tempio di Giove Ottimo Massimo, che in passato ha ospitato la statua di Giove, la quale, forse, è stata l’ispirazione, o semplicemente la derivazione, del ‘Colosso’. Nel 312 dopo Cristo, in seguito alla vittoria su Massenzio a Ponte Milvio, Costantino era diventato l’assoluto protagonista dell’Impero. E intorno a questo periodo sarebbe collocata la realizzazione della maxi-statua.
Complessa, naturalmente, la ricostituzione, che vede Costantino seduto con la parte del corpo scoperta e il mantello adagiato sulla spalla, il braccio destro impugnare lo scettro ad asta lunga e la mano sinistra sorreggere il globo.

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