Nel 2025 sono stati realizzati complessivamente 491.120 interventi incentivati dal ‘Bonus Casa’, in particolare per pompe di calore, installazione di impianti fotovoltaici, sostituzione di infissi e lavori sull’involucro edilizio.
La riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare pubblico è fra gli obiettivi dei prossimi anni anche da parte delle singole amministrazioni locali. “L’ENEA è chiamata a svolgere un ruolo di riferimento, affiancando istituzioni, imprese e cittadini con strumenti, qualificate competenze e supporti tecnico-scientifici per contribuire al raggiungimento degli obiettivi del nostro Paese in merito alla decarbonizzazione, alla sicurezza energetica e alla competitività”, ha ricordato Ilaria Bertini, responsabile del Dipartimento di Efficienza Energetica dell’Agenzia nazionale.
“Negli ultimi anni le famiglie, le imprese e le amministrazioni pubbliche hanno sperimentato direttamente quanto l’energia influisca sulla stabilità economica, la capacità di programmare il futuro, la competitività dei sistemi produttivi e, più in generale, sulla qualità della vita. Abbiamo assistito al rapido cambiamento di equilibri, che, per lungo tempo, avevamo considerato acquisti, riscoprendo come la sicurezza energetica, lo sviluppo economico e il benessere sociale siano aspetti profondamente collegati”, ha rilevato Francesca Mariotti, presidente dell’ENEA, come prologo della presentazione dei dati raccolti nel Rapporto annuale sull”Efficienza Energetica’, il quindicesimo della serie.
Lo studio dell’ENEA, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, è stato illustrato nella capitale, al ‘Metropolitano Urban Center Roma’ di viale Alessandro Manzoni. All’appuntamento hanno aderito i rappresentanti delle istituzioni, della pubblica amministrazione, ricercatori, esperti e osservatori del settore.
I dati, le considerazioni, le analisi e i nuovi obiettivi sono stati raccolti e stampati in una settantina di pagine, copertine comprese e articolate in cinque essenziali capitoli: ‘Contesto internazionale e nazionale’; ‘Domanda e impieghi finali di energia’; ‘Analisi del raggiungimento degli obiettivi nazionali’; ‘Efficienza energetica negli usi finali’ e ‘Efficienza energetica tra territorio e società’.
“Le tensioni geopolitiche e le continue escalation militari hanno prolungato una serie di restrizioni e di chiusure dei traffici attraverso lo Stretto di Hormuz”, hanno generato le crisi per gli interscambi di petrolio greggio e di gas naturale liquefatto. “Nel contesto europeo il periodo 2025-2026 è stato caratterizzato da un rafforzamento delle politiche a supporto della transizione energetica e della competitività industriale”.
Nella nostra penisola, fra il 2021 e il 2025, il risparmio energetico è stato di 5,08 Mtep, Milioni di tonnellate equivalente di petrolio, l’unità di misura utilizzata in economia e nel settore energetico per calcolare le quantità dei consumi di un paese
La flessione è maggiore nei consumi annuali elettrici di un paio di regioni industrialmente produttive come l’Emilia-Romagna e il Veneto. Il dato, fra l’altro, corrisponde all’85% dell’obiettivo intermedio del PNIEC, il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima, posto a 6 Mtep.
Il risultato complessivo, secondo le informazioni disponibili fino al 31 dicembre del 2025, è stato condizionato dal ricorso ai meccanismi della detrazione fiscale, agli incentivi, ai cosiddetti ‘Certificati Bianchi’, anche se hanno registrato un calo rispetto al periodo analizzato precedentemente e ai fondi coesione.
Il settore industriale nel 2024 ha consumato 22,9 Mtep di energia con un incremento dello 0,7% rispetto al 2023. I prodotti petroliferi sono in aumento del 6,2%, mentre il gas naturale e l’energia elettrica sono praticamente stabili. L’industria, comunque, nel biennio 2024-2025, ha limitato i consumi mediamente del 2,5%.
Il comparto dei trasporti ha elevato il fabbisogno del 3,1% e quelli dei servizi del 3,3% e residenziale dello 0,9%. Dall’approfondimento è emerso, fra l’altro, che le condizioni climatiche avrebbero condizionato forse meno del previsto per una compensazione fra i consumi per il riscaldamento con le temperature generalmente e mediamente relativamente miti considerando le passate stagioni.
