Il 21 e il 22 marzo il FAI, il Fondo per l’Ambiente Italiano, apre straordinariamente 780 luoghi di oltre 400 località di tutta la nostra penisola. Nella lunga lista, fra l’altro, palazzi, ville, monasteri, chiese, borghi, castelli, campanili e aree verdi e protette
780 straordinarie e suggestive bellezze, molte celate e velate alla vista e agli interessi generali, di oltre quattrocento località di tutte le regioni della nostra penisola. Nella sala ‘Giovanni Spadolini’ del Ministero della Cultura il FAI, il Fondo per l’Ambiente Italiano, ha scoperto le novità e le radicate tradizioni del programma delle Giornate di Primavera targate 2026.
Nel week-end del 21 e del 22 marzo apriranno le porte 210 luoghi di culto, 200 fra palazzi e ville, 35 borghi e 30 castelli, una trentina di abitazioni private, 24 beni in fase di restauro, 20 teatri, una decina fra campanili e torri, 9 prefetture, 8 mulini, 6 spazi dedicati e riservati alla ricerca e all’innovazione, 3 case-studio e altrettanti ipogei, 2 cimiteri monumentali e una coppia di orti botanici e, poi, un faro, un albero storico e 2 aeroporti. Non mancano i riferimenti all’ambiente, fra cui una sessantina di percorsi naturalistici, aree naturali e verdi e protette, 3 cascate e un bosco, al di là di un glicine secolare. Quaranta le pedalate sulle due ruote previste e organizzate dalla FIAB, la Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta.
Gli attesi visitatori di questa 34^ iniziativa del FAI avranno l’assistenza e il sostegno di almeno 7 mila e 500 volontari, operativi su tutto il nostro Paese e la guida di ben 17 mila, uno più-uno meno, di “apprendisti ciceroni”, che, poi, sarebbero giovani studenti preparati dai rispettivi docenti per descrivere e ricostruire la storia delle meraviglie italiane.
Il patrimonio di arte, cultura e natura è incalcolabile ed è inevitabile trovare le ineguagliabili testimonianze in ogni zolla di qualsiasi zona, di ampie e contenute dimensioni, popolose o di leggera densità abitative e di varia attitudine. Ognuna ha una storia, un affascinante passato, una immancabile tradizione fra realtà e fantasia, che sfiora la leggenda.
Il catalogo continua l’aggiornamento e le possibilità semestrali della scoperta e della riscoperta e della valutazione e della rivalutazione che alimentano l’attesa e l’interesse edizione-dopo-edizione. Il FAI, fra l’altro, gestisce 75 beni,
di cui 60 aperti al pubblico e 15 sottoposti a interventi migliorativi. Dal 1993 al 2025, sono stati aperti e valorizzati oltre 17 milioni e 500 mila luoghi che sono stati visitati da almeno 13 milioni e 500 mila appassionati o anche da semplici curiosi.
Le Giornate di Primavera del FAI, fra l’altro, saranno accompagnate da alcuni servizi speciali della Rai. In questo appuntamento saranno ricordati anche gli ottocento anni dalla scomparsa di San Francesco d’Assisi e le relative aree interessate. Il FAI continua a sottolineare l’importanza del sostegno attraverso un contributo sia senza particolari vincoli che, invece, costante nel tempo e nella quantità per favorire i restauri e per l’organizzazione delle molteplici iniziative, come ha ribadito Marco Magnifico, l’attuale vertice del Fondo per l’Ambiente Italiano.
