Andamento positivo lo scorso anno nella raccolta e nella trasformazione per il riutilizzo, che ha toccato oltre il 98% del materiale immesso sul mercato. Con il CONOU l’Italia è capofila in Europa, che mediamente è al 61%
Una leadership confermata e consolidata per esaltare il metodo italiano ormai diventato un riferimento anche nel contesto del Vecchio Continente. Il CONOU, il Consorzio nazionale per la gestione, la raccolta e il trattamento degli oli minerali usati, ha mostrato nella capitale i risultati ottenuti nel 2025, che hanno portato all’ennesimo limite: 194 mila 500 le tonnellate raccolte, praticamente oltre il 51% dell’immesso sul mercato. La rigenerazione di quel quantitativo è stata superiore al 98%, ben al di là della media europea stabile intorno al 61%.
Carillon e lustrini per il settore che coinvolge e impiega quasi duemila operatori, a conferma, fra l’altro, dell’importanza sia per l’economia che per l’occupazione. “La sostenibilità non è solo uno slogan”, ha orgogliosamente rilevato il presidente del Consorzio Riccardo Piunti illustrando i positivi esiti dello scorso anno nonostante “la complessità per il settore del riciclo dovuto alla situazione dei mercati” e alle generali condizioni geopolitiche ed economiche.
“Quasi un/terzo del fabbisogno di lubrificanti in Italia è servito dalla trasformazione dell’olio raccolto e questo favorisce anche il commercio e l’economia soprattutto nei periodi critici”.
Il sistema-CONOU vanta una sessantina di concessionari, un paio di imprese con tre impianti di rigenerazione. 688 gli automezzi a disposizione, che annualmente percorrono oltre 23 milioni di chilometri per completare il giro previsto.
Da oltre quarant’anni il Consorzio coordina e gestisce l’attività degli oli minerali usati. Un sistema condiviso fra produttori, raccoglitori e rigeneratori, in grado di garantire e registrare alti standard ed efficienza, trasparenza e controllo per una cosiddetta ‘economia’ sempre più ‘circolare’. I positivi responsi consentono di alimentare i benefici ambientali, economici e sociali e di contenere il consumo di materia prima soprattutto con una flessione della quantità di importazioni.
(Immagini: Sito internet CONOU)
