Plasticamente riciclabile

Ha festeggiato i venticinque anni di attività COREPLA, il Consorzio specializzato nella raccolta e nella lavorazione degli imballaggi. Raggiunto in anticipo i parametri europei

Ha superato il quarto di secolo di attività il COREPLA, il Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Plastica, impegnato dal 1997 sull’intera penisola a completare la cosiddetta ‘economia circolare’ e a raggiungere i target fissati dall’ Unione Europea per il futuro prossimo e per un po’ più lontano. Limiti, fra l’altro, già ampiamente raggiunti dal nostro Paese sfruttando una raccolta differenziata idonea, soprattutto in alcune aree e un’industria tecnologicamente adeguata.
Nel 2022 l’intero settore ha recuperato un milione 476 mila 865 tonnellate di imballaggi in plastica, un impercettibile aumento rispetto all’anno precedente dello 0,1%. Il 90,4% è risultato materiale conferito correttamente, l’altro è stato mischiato irregolarmente. La quota gestita dal Consorzio è stata di un milione 291 mila 850 tonnellate, di cui un milione 166 mila 479 tonnellate di imballaggi in plastica. La Lombardia è stata la regione maggiormente produttiva con 246 mila 36 tonnellate, poi Veneto con 148 mila 81 tonnellate e Campania con 140 mila 595 tonnellate a completare il podio. La variazione più evidente fra il 2021 e il 2022 è stata registrata in Basilicata con un balzo quasi sorprendente del 20,8%. Le flessioni da segnalare appartengono a Umbria e Valle d’Aosta, -8,6% e all’Emilia-Romagna e al Molise, rispettivamente -7,6% e -7,4%. Sardegna, Veneto e Umbria è il terzetto che ha mostrato il passo più ampio nel rapporto fra chili raccolti e gli abitanti.
L’andamento dell’azione del COREPLA, i progetti e, soprattutto, gli imminenti provvedimenti dell’Europa sono stati all’ordine del giorno dell’incontro promosso all’Acquario di Roma. ‘Il ruolo di COREPLA per la cultura della sostenibilità. Valore, prospettive e opportunità della filiera italiana’ è stato il comun denominatore degli interventi coordinati dal giornalista Sebastiano Barisoni. In serie hanno articolato le rispettive considerazioni Simona Bonafè, vicepresidente della Camera; Alberto Gusmeroli, presidente della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera; Laura D’Aprile del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica; Giovanni Cassuti, presidente del COREPLA; Marco Ravazzolo, direttore per le Politiche per l’Ambiente, l’Energia e la Mobilità della Confindustria; Andrea Moccia, direttore dell’Editoriale Geopop; Delia Di Monaco, responsabile di Supply Chain e della programmazione del Consorzio e Stefano Laporta, che guida l’ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.
La giornata è stata anche l’occasione per analizzare i dati emersi dal Rapporto di Sostenibilità di COREPLA riferito all’andamento del 2022, comunque considerati positivamente anche per una crescente sensibilità dei cittadini sulla questione-ambiente, per il maggiore coinvolgimento delle amministrazioni pubbliche locali con la disponibilità degli appositi contenitori e il generale migliore impegno per la differenziata. Entro il 2030 l’Agenda europea prevede una evidente riduzione dei rifiuti da destinare alla discarica. E, intanto, all’attenzione delle imprese italiane è comparso un Regolamento che sembra favorire il riuso invece del riciclo, in cui il nostro Paese è fra i leader. Infatti in ogni settore gli imprenditori hanno investito, hanno programmato, hanno organizzato la rispettiva attività e realizzato quello che in passato era l’indirizzo primario dell’Europa. Una giravolta che non sarebbe opportuna per le imprese anche italiane, peraltro senza sostenere concretamente l’ambiente, in quanto per il riuso sarebbero necessari interventi con dispersione di energia e carburanti e, quindi, di elementi inquinanti. Gli europarlamentari eletti nel nostro Paese sono impegnati almeno a contenere gli effetti del provvedimento con la flessibilità nel rispettare le misure indicate per quei paesi che hanno già raggiunto i parametri precedentemente fissati.
Il riciclo dei rifiuti da imballaggio in plastica ha portato a un risparmio di materia prima stimata in 523 mila 789 tonnellate e di energia di almeno 10 mila 946 GWh. Evitata, inoltre, la discarica per 35 milioni 653 mila 977 metri/cubi di rifiuti, in particolare della temibile e ‘immortale’ plastica e dell’emissione nell’aria di CO2 per 885 mila 406 tonnellate.
COREPLA rappresenta oltre 2 mila e 500 imprese nelle categorie produttori, trasformatori, autoproduttori, riciclatori e recuperatori e a dicembre 2022 i centri comprensoriali convenzionati erano 271. Lo scorso anno la struttura, inserita nel sistema CONAI, il Consorzio Nazionale Imballaggi, ha distribuito 731 milioni di euro. Il 52% è stato destinato alla pubblica amministrazione, fra comuni e convenzionati e l’altro ai fornitori. 909 le convenzioni per i 7.665 comuni, praticamente il 97%, dove abitano 58 milioni 377 mila 907 persone, il 99% del totale nazionale.

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