Il Mago dei colori

Ricordo di Nicola Navazio, nel dodicesimo anno dalla sua improvvisa scomparsa

 

Il Mago dei colori

di Gabriella Galeazzi

 

Caro Nicola,

oggi sono andata ad una galleria d’arte, che esponeva le opere di un mio amico. Alle pareti erano appesi molti dei suoi disegni, la maggior parte dei quali raffigurava volti che sembravano essere stati abbozzati in un lontano passato senza mai essere stati veramente completati, creazioni misteriose di un mondo sospeso tra i glifi dei Maya e le sculture dell’Isola di Pasqua.

In questa atmosfera fuori dal tempo mi ha accolto il mio amico, sorridendo, contento di vedermi e, allo stesso tempo, pudico e riservato: quelli che mostrava, del resto, erano i disegni della sua anima, le sue emozioni, che lui esponeva al pubblico per la prima volta.

Ho riconosciuto alcuni altri amici venuti a trovarlo, ma la gran parte dei visitatori era costituita da volti a me sconosciuti.

Eppure, a poco a poco, si è creata tra tutti una bellissima atmosfera: chi commentava, chi si fermava davanti ad un quadro che l’aveva colpito, chi si spingeva verso avventurosi paragoni. Tutti, comunque, si muovevano con rispetto, parlando a voce bassa. Avevano capito: erano lì per condividere un sentimento, un’immagine, un momento che l’artista aveva forse pensato per se stesso, ma che ora offriva pudicamente agli altri, senza imporlo, rispettando la sensibilità di ognuno.

Questo mi ha fatto pensare a te, Nicola, alle tue feste. Certo, l’occasione era la solita (di norma, il tuo compleanno, ma anche una partita importante), i partecipanti erano sicuramente diversi tra loro, ma tutti si sentivano “protetti” e coccolati, tutti sapevano di agire in un ambiente in cui ognuno poteva essere se stesso ed esprimersi liberamente. In una parola: condividere e sentirsi parte di un tutto.

Mentre dico questo ho in mente il quadro che aveva realizzato per te “il pittore”: personaggio eccentrico, spesso invitato alle tue feste, aveva rappresentato quei momenti raffigurando una stanza in cui non si vedevano i visi delle persone ma solo un’esplosione di tanti colori diversi. Tanti caratteri, tante sensibilità, ognuno chiamato ad essere una parte di un dipinto più grande, realizzato a più mani.

E’ questa tua magia che mi manca, caro Nicola.

Grazie, caro Amico mio, per quello che sei stato e che rappresenti ancora.

E, come al solito, ti aspetto e mi manchi.

 

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