Allagamenti e siccità

Quinto Forum sull’acqua promosso da Legambiente. È ancora eievata la dispersione di quella piovana e dalle condutture. È protagonista nei cambiamenti climatici

Nelle ultime stagioni l’acqua è stata ancor di più protagonista delle vicende sul pianeta e, in particolare, sulla nostra penisola, oscillando fra pericolosi surplus caratterizzati da grandinate, violenti scrosci ed esondazioni che hanno causato smottamenti, frane e allagamenti e una drammatica carenza, fotografia di desertificazione e siccità. La preziosa risorsa, fondamentale per ogni forma di vita sul pianeta, è stata la vedette nel quinto Forum promosso a Roma da Legambiente con il sostegno di Utilitalia e la collaborazione, fra gli altri, di Assocarta, con all’ordine del giorno ‘La transizione ecologica dell’acqua’ e tre eloquenti riferimenti relativi alla ‘conoscenza’, alla ‘qualità’ e all”integrazione’.
All’ormai tradizionale appuntamento hanno partecipato i rappresentanti delle istituzioni, di alcune associazioni e delle strutture che gestiscono la conservazione e la distribuzione, oltre a docenti universitari, ricercatori ed esperti del settore. L’Italia utilizza annualmente una ventina di miliardi di metri/cubi di acqua, poco più della metà nel settore agricolo, ma è anche leader nelle vendite e nel consumo di confezioni industriali di bottiglie. “Ai più appare un paradosso anche per i controlli e la qualità di quella che esce quotidianamente dai rubinetti domestici”. Lo stesso Paese, l’Italia, non sfrutta le acque reflue, ha pochi impianti di desalinizzazione e per il recupero di quella piovana e una quota, oltre la media europea, di dispersione nelle condutture nonostante i continui e periodici annunci di finanziamenti e di interventi per alleggerire l’attuale situazione.
“Ritardo nell’adeguamento infrastrutturale”, ha rilevato la parlamentare Chiara Braga, che ha proposto “l’istituzione di una cabina di regia per coordinare il settore” e, ha rilanciato la vicepresidente della Commissione Ambiente alla Camera Patty L’Abbate, “un maggior utilizzo delle acque anche reflue”. Intanto il nostro Paese continua ancora a versare l’importo della sanzione all’Europa per la mancanza di impianti di depurazione in quasi trecento comuni. Nel 2023.
La frammentazione delle competenze è stata sottolineata in più occasioni, soprattutto dai responsabili delle Autorità di Bacino, dei consorzi di Bonifica e dai commissari straordinari per la Ricostruzione di Ischia e per gli interventi urgenti in relazione alla scarsità idrica. I cambiamenti climatici hanno trasformato le morfologie e le geografie dei territori e dei ruscelli e dei bacini, scesi al minimo storico e generato grandinate, allagamenti e esondazioni martoriando alcune aree della nostra penisola come l’Emilia-Romagna, dove sono stati registrati migliaia di nuovi smottamenti causati anche dallo spopolamento con la conseguente mancata manutenzione, dagli interventi necessari forse progettati ma mai iniziati o completati e dalla fragilità dei suoli.
Dal 2010, ad esempio, a Roma, sono stati segnalati una settantina di episodi climatici estremi ed è stata fra le grandi città una delle più colpite. Oltre il 9% del perimetro è stato coinvolto in alluvioni, dove solitamente abitano quasi 96 mila e 600 persone in almeno 11 mila e 390 edifici e operano 9 mila e 650 imprese. Eventi preoccupanti, che anche in passato erano registrati, ma non con questa frequenza e, forse, intensità. Nella capitale le zone più coinvolte sono state quelle di Acilia, di Casalpalocco, di Corso Francia, dell’EUR, dell’Infernetto, di Labaro, della Prenestina, della Salaria, di Settebagni, della Tiberina, della Tiburtina, di Tor di Valle, del Torrino e del Villaggio Olimpico.
“La potabilità dell’acqua è stato uno straordinario salvavita nel lontano passato dove le tragedie infantili erano frequenti”. Marcello Rainò delle Reti e Impianti dell’Acquedotto Pugliese ha rivelato la realizzazione di una “nuova e importante conduttura per la regione”. Un messaggio all’assemblea e ai vertici di Legambiente è stato inviato da Francesco Paolo Figliuolo, attualmente commissario alla Ricostruzione dopo l’alluvione che ha tragicamente devastato l’Emilia-Romagna e, in parte, le Marche e la Toscana.
Evocata da qualche intervenuto anche la cosiddetta ‘legge-Galli’, che risale all’inizio di gennaio del 1994. La normativa stabiliva il principio che tutte le acque superficiali e sotterranee sono pubbliche e il consumo umano è prioritario rispetto agli altri usi, comunque concessi quando la risorsa è sufficiente e se le condizioni non peggiorino la qualità.
Nelle conclusioni, affidate al presidente nazionale dell’associazione ambientalista Stefano Ciafani, è stato ribadito l’impegno per il controllo delle acque anche del mare e dei laghi con Goletta Verde e dei fiumi e delle aree montane con la Carovana dei Ghiacciai. “Oltre alla qualità adesso è opportuno verificare anche la quantità” e “ormai è impossibile ignorare e non coinvolgere la scienza”. Per qualsiasi decisione, come, fra l’altro, l’istituzione di una cabina di regia, è inevitabile il contributo anche del settore agricolo, utilizzatore del prezioso liquido per le coltivazioni di alimenti per le necessità umane e degli animali.

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