Convegno a Roma su un settore che vale complessivamente quasi un/quarto del PIL, ha ricordato il ministro Gianmarco Mazzi. La presidente della Federazione Marina Lalli chiede risorse, strategie e norme chiare
“Il settore è un pilastro, ormai riconosciuto, importante e fondamentale per la generale economia del nostro Paese con il 13% del Prodotto Interno Lordo, in grado di raggiungere anche il 27% considerando tutte le componenti e le attività collegate, come dire un valore di quasi 240 miliardi di euro. La spesa media di ogni visitatore della nostra penisola in hotel è di quasi il 30% e la stima è al ribasso”, ha rilevato il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, operativo da qualche settimana al posto della dimissionaria Daniela Santanchè. Il nuovo responsabile del dicastero di un settore che “vale quasi un/quarto del PIL, per cui estremamente strategico per i conti nazionali”, ha inaugurato la serie degli interventi previsti per il convegno, promosso a Palazzo Grazioli, riferimento della Stampa Estera, da Federturismo proprio sul tema, ‘Investire nel turismo. Capitali, strategie e prospettive di crescita’.
Mazzi ha ricordato come “il settore turistico sia stato quello che ha reagito meglio, prontamente, energicamente e velocemente al periodo del post temibile Covid-19”. Sull’andamento dei prossimi mesi e della stagione estiva il ministro
Mazzi ha espresso parere “positivo”, testimoniato, al momento, “dai dati confortanti, anche rispetto al 2025”.
Il nostro Paese è in grado di creare offerte per molteplici (sub)sezioni turistici, opportunità e attrattive di vario interesse, dalle tradizionali alle inedite fino ai circoscritti perimetri professionali. E, così, il qualificatoondeggiamento riguarda dalle proposte paesaggistiche e ambientali (monti, colline, mare, laghi e fiumi) a quelle congressuali e fieristiche; dai richiami culturali, cinematografici, teatrali e musicali agli sportivi, soprattutto con i grandi appuntamenti internazionali; dalle cadenze religiose, comprese le straordinarie, improvvise e impreviste alle termali; dalla frequentazione dei parchi di divertimento tematici all’invito alle degustazioni delle specialità enogastronomiche fino alla visita interessata di musei ed esposizioni e alle testimonianze storico-artistiche-architettoniche.
Marina Lalli, in una delle ultime apparizioni nel ruolo e nella funzione di massimo rappresentante di Federturismo, ramo della ‘famiglia’ di Confindustria, ha richiamato
l’attenzione sul tipo di offerta da proporre sulla nostra penisola per una graduale trasformazione con l’obiettivo di alzare la qualità soprattutto per evitare l’allargamento numerico del cosiddetto ‘mordi e fuggi’, di sollecitare la destagionalizzazione con interessi per gli ingressi, di sostenere l’attrazione per altre aree e non esclusivamente le assaltate Roma, Firenze, Napoli e Venezia. Marina Lalli, nonostante il continuo andamento positivo di visitatori che hanno preferito e prenotano le trasferte per il nostro Belpaese, ha rilevato come sia “complicato far diventare investimenti le risorse disponibili per realizzare i progetti”. Non solo. Le altre questioni poste dal vertice degli operatori del settore riguardano “i territori se il turismo rigenera o consuma, se sia opportuno un fenomeno centrale o distribuito e se l’aumento dell’affluenza genera valore per il Paese” e per la categoria.
Oltre le indicazioni e le relative scelte Marina Lalli ha individuato negli immancabili iter burocratici, nei tempi più o meno certi e nella solidità e nella chiarezza delle normative, “alcune addirittura ambigue, gli scogli da affrontare”. E, ha
ribadito, che “il turismo non è un settore spontaneo, ma una vera e propria industria”. Raggruppate, con estrema ed essenziale sintesi, in tre parti le mire: “visione e come raggiungere gli obiettivi e la disponibilità di risorse anche con l’attrazione per gli interessati investitori”. Riflettori sempre accesi sulla sostenibilità ambientale.
All’approfondimento, ‘Investire nel turismo italiano. Capitali, strategie e prospettive di crescita’, hanno offerto il rispettivo contributo, fra gli altri, Chiara Caruso, direttrice dei Fondi del settore CdP Real Asset SGR; Bernardo Mattarella, amministratore delegato di Invitalia; Anna Roscio di Intesa Sanpaolo; Stefano Sardo di EMEA Certares e Luca Staglianò di American Express. Gli interventi sono stati gestiti e coordinati dal giornalista Dario Maltese.
