Le archeostazioni della metro

Boom di ingressi a ‘Porta Metronia’ e a ‘Colosseo-Fori Imperiali’ della linea ‘C’ lo scorso 13 dicembre. Quasi la metà sarebbero turisti, esperti, appassionati e anche semplici curiosi attirati dalle testimonianze dell’Antica Roma

Ventiquattro stazioni, terminali compresi, alcune altamente storico-archeologiche, dopo gli step e gli stop prima a ‘Parco di Centocelle’, poi a ‘Lodi’ e, quindi, a ‘San Giovanni’. La linea ‘C’ della metropolitana romana da una quarantina di giorni viaggia direttamente dal limite della periferia di ‘Pantano’, associato al comune di Montecompatri, fino all’altro capo, il centro della Città Eterna, ‘Colosseo-Fori Imperiali’, meta e attrazione continua e costante di turisti, nuovamente aumentati nel 2025 nel numero e nella partecipazione.
La coppia di banchine sotterranee a ‘Porta Metronia’, a due passi da via dell’Amba Aradam e dall’ospedale di San Giovanni e a ‘Colosseo-Fori Imperiali’ con lo stupefacente affaccio sul monumento e sulla suggestiva via, con collegamento diretto con l’altra linea della metropolitana, la ‘B’, che trasporta i viaggiatori da ‘Laurentina’ a ‘Rebibbia’ e viceversa, passando, fra l’altro, a ‘Termini, a Piramide’, come dire Ostiense, e all”EUR’, sono state inaugurate e aperte al pubblico a metà dello scorso dicembre. A visionare le altre esposizioni nelle stazioni, con i ritrovamenti delle testimonianze dell’Antica Roma emerse nel corso degli scavi, oltre al sindaco Roberto Gualtieri e al competente assessore Eugenio Patanè, c’erano anche i ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e della Cultura Alessandro Giuli.
Il prossimo febbraio dovrebbe essere allestita la caserma dei soldati romani rinvenuta nella zona della stazione di ‘Porta Metronia’. Fino a quel momento sono ultrasufficienti le migliaia di parti in bellamostra e dell’immensa storia diventata anche Impero. L’offerta delle cosiddette ‘stazioni museo’ potrebbe essere ulteriormente arricchita e abbellita da quella di piazza Venezia, in corso di realizzazione. Interventi importanti, delicati, unici al mondo, da élite ingegneristica, che arriveranno fino a ottantasei metri al di sotto dal livello stradale.
Intanto l’ATAC, l’Azienda che organizza e gestisce il trasporto pubblico nella cinta cittadina, ha reso noto alcuni dati sull’afflusso nelle due stazioni, che anche dall’informazione di oltreconfine, sono considerate “capolavoro di architettura, ingegneria e archeologia”. L’interesse di turisti e romani è avvalorato dai numeri: “420 mila persone hanno validato biglietti e abbonamenti ai tornelli di ingresso nelle due nuove stazioni”. Alle cifre di questa città imponente vanno aggiunti gli interessati ai ritrovamenti storico-archeologici e non al via-vai sul treno della metro senza macchinista a bordo.
E ben presto l’affluenza è lievitata fino a quota un milione, almeno secondo una stima dell’ATAC. Quasi la metà delle validazioni dei ticket e degli abbonati sono “concentrati statisticamente nei giorni delle festività natalizie. Il passaggio ai tornelli ha segnato un raddoppio rispetto al periodo lunedì-venerdì e ha confermato l’ipotesi che per molti residenti le stazioni sono da vedere, ammirare, studiare e approfondire al di là della semplice esigenza di spostamento”.
Per l’ATAC il varco sarebbe stato superato complessivamente da 427.748 persone: 63.897 a ‘Porta Metronia’ e 363.751 alla stazione di ‘Colosseo-Fori Imperiali’. Tessera di Roma e del Lazio alla mano sono entrati nella stazione di ‘Porta Metronia’ 37.138 abbonati e in quella di ‘Colosseo-Fori Imperiali’ 199.721 persone. L’apice è stato registrato domenica 28 dicembre con 22.565 passaggi alla stazione del capolinea e intorno al 50% erano abbonati, a dimostrazione che questi musei ferroviari sono straordinariamente graditi e sono diventati luoghi di cultura con le suggestive esposizioni dell’Antica Roma. Il pensiero va ad una immaginaria proposta: nel futuro potrebbero essere organizzati viaggi con tanto di visite guidate e tour plurifamiliari multilingue.
Gli habitué, che per motivi di lavoro, scolastici e anche turistici, annodano in una quarantacinquina di minuti le aree dell’hinterland e della periferia con il centro cittadino, segnalano ancora qualche disagio relativo, fra cui al generale alto minutaggio di transito dell’univagone e all’inaffidabilità delle infrastrutture, scale mobili e ascensori in alcune stazioni e alle conseguenti riparazioni e riattivazioni. I disservizi, in alcune occasioni, coinvolgono anche la regolare marcia dei treni con rallentamenti sulla linea forse dovuti al sofisticato ed evoluto sistema.

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