La tutela della salute

‘La sanità che vorrei’ è stato il filo* conduttore del convegno promosso al Ministero di lungotevere Ripa anche per i molteplici rischi fra infezioni tropicali, specie animali aliene e cambiamenti climatici

AMR, una contrazione per indicare la resistenza agli antimicrobici. È la capacità dei microrganismi di resistere ai trattamenti medicinali. L’uso scorretto o l’abuso degli.antibiotici sono considerati le cause della crescita e della diffusione dei microrganismi resistenti all’azione dei farmaci con conseguente perdita di efficacia. La resistenza antimicrobica e le infezioni associate all’assistenza sanitaria sono definite dal Parlamento Europeo “gravi minacce per la salute” e, quindi, “necessitano di un intervento a livello della stessa Unione”. La delicata situazione è stata affrontata in un convegno promosso nell’aula ‘Cosimo Piccinno’ del Ministero di lungotevere Ripa, ‘La sanità che vorrei. La salute umana in un mondo che cambia. L’approccio ‘one health’ nella salute globale nel corso dell’epidemia da AMR’, a cui hanno partecipato medici e ricercatori e i rappresentanti delle istituzioni, della pubblica amministrazione locale e delle aziende del settore. L’appuntamento, inserito in un ciclo di approfondimenti, è stato sollecitato e organizzato, fra gli altri, dalla SIMIT, la Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali e coordinato e gestito dal giornalista Daniel Della Seta. La serie degli interventi è stata inaugurata dall’ex presidente della stessa SIMIT Claudio Mastroianni.
In Europa, annualmente, sono almeno 500 mila le persone coinvolte, fra cui quasi un/terzo in Italia, quindi, oltre 150 mila, al di là della media europea, con una risoluzione non sempre positiva. La situazione non riguarda solo l’aspetto sanitario, ma anche economico, sociale e ambientale. I cambiamenti climatici e le migrazioni contribuiscono in maniera determinate anche se i casi sono segnalati direttamente anche negli ospedali, “dove i pazienti dovrebbero essere assistiti e curati e non essere infettati”. Emanuele Monti, presidente della Commissione Sostenibilità, Casa e Famiglia della Regione Lombardia, ha provato a quantificare il gravio per le casse pubbliche, “quasi 800 milioni di euro l’anno per l’evenienza e l’emergenza”. Comuni e continui i richiami alla prevenzione, all’uso appropriato degli antibiotici, al sostegno alla ricerca, al possibile miglioramento degli interventi, delle cure, alla collaborazione internazionale e alla formazione dei sanitari, soprattutto dei medici del territorio e all’informazione ai cittadini sulle conseguenze di pratiche inappropriate e inopportune.
“Fenomeni da controllare con una investigazione clinica, ma anche con una sorveglianza veterinaria”, ha rilevato Claudio Mastroianni. Nel”one health’, infatti, è compresa “la salute degli umani, degli animali e dell’ambiente, inevitabilmente collegati”.
La vicepresidente del Senato e componente della Commissione Affari Sociali, Sanità, Previdenza Sociale e Lavoro Pubblico e Privato, Maria Domenica Castellone, ha ribadito la necessità di elevare la quota degli investimenti rispetto al Prodotto Interno Lordo nella ricerca, attualmente “all’1,4%, di cui lo 0,9% è dei privati” e di “superare il vincolo delle assunzioni nel settore sanitario”. Inoltre ha sottolineato l’importanza del “fascicolo sanitario elettronico, all’ordine del giorno da una quindicina d’anni, di centralizzare i dati, di rafforzare i presidi sul territorio con centri di primo intervento e di prossimità e con gli ospedali e di valorizzare le risorse presenti nel nostro Paese “prima che decidano di oltrepassare l confine per offrire le rispettive capacità e avere l’opportunità di maggiori gratificazioni economiche e professionali”. Ha anche lanciato un messaggio sull'”autonomia differenziata, da riesaminare per evitare di allargare ancora il divario già presente sulla nostra penisola, in particolare fra le condizioni nelle regioni meridionali e in quelle del nord” e per cercare di contenere le spiacevoli e mortificanti trasferte sanitarie alla ricerca di assistenza e cure.
Di “interconnessione” ha parlato Francesco Saverio Mennini, vertice del Dipartimento della Programmazione, dei Dispositivi Medici, del Farmaco e delle Politiche in favore del Servizio Sanitario Nazionale del Ministero della Salute. “Disagi correlati fra le condizioni umane, animali e ambientali. Necessario definire un Piano Sanitario Nazionale e ricordare che le spese per la salute sono investimenti, cercando anche di superare le forme di privacy per la conoscenza dei dati e di contenere i ricoveri con valutazioni multisettoriali e gli esborsi da parte del Servizio Sanitario Nazionale e delle famiglie”.
“Le condizioni di salute non hanno colore politico”, ha ammesso Ylenia Lucaselli, componente della Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione della Camera, mentre Francesco Ciancitto, della Commissione Affari Sociali di Montecitorio, ha ricordato che “la politica dovrebbe mettere nelle migliori condizioni i medici per analizzare i dati e i ricercatori nel rispettivo impegno” e ha mostrato disponibilità per un incontro allargato alle varie associazioni e società coinvolte e interessate nel settore.
La questione migratoria, “le strutture di accoglienza e ospitalità per i più disagiati coinvolgono direttamente le amministrazioni pubbliche locali”, ha ribadito Mariarca Viscovo, assessore, fra l’altro, alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, impegnata nell’informare la cittadinanza sul corretto uso degli antibiotici.
Sulle generali condizioni dell’ambiente l’allarmante ‘fotografia’ è stata illustrata da Sandro Fuzzi del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna, i cui risultati, fra l’altro, sono ben emersi quasi quotidianamente. “Effetti diretti dimostrati dai fenomeni estremi che vanno dalla siccità alle alluvioni con intense e violente piogge causa di produzioni agricole diradate e, quindi, di migrazioni forzate e di casi di denutrizione”. Per Fuzzi l’andamento è ormai irreversibile, in quanto il limite del consumo delle risorse disponibili è ogni anno anticipato”.
“Ogni eventuale provvedimento riparatorio avrebbe effetti a lungo termine, ipotizzabile in un periodo fra i dieci o i quindici anni”. Le stime sono ancora più sconvolgenti con “almeno 500 milioni di persone esposte ai rischi di patologie fatali per un surplus di spesa di 12 miliardi e 500 milioni di dollari nel settore sanitario”. Una delle prime mosse, per una inversione di tendenza, sarebbe di evitare l’erogazione di contributi per le fonti fossili, da riversare, semmai, sulle rinnovabili.
L’innalzamento generale delle temperature con la linea climatica dell’equatore spostata sempre più in alto, ha portato al trasferimento di specie aliene di animali, soprattutto insetti, a cui “le città sono impreparate a fronteggiare, almeno inizialmente” e al ritorno “di malattie che sembravano definitivamente scomparse”. Segnalati “virus insospettabili”, ha sottolineato Paolo Fazii, coordinatore dell’AMCLI, l’Associazione Microbiologica Clinici Italiani. “L’impreparazione e l’immobilismo maturano dei costi” di vite ed economici, ha ricordato Paolo Piscitelli, vicepresidente di SIMA, la Società Italiana Medicina Ambientale. “La riduzione dell’uso degli antibiotici nel comparto zootecnico” è stato ribadito da Antonio Sorice, presidente di SIMeVeP, la Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva.
Alla giornata di approfondimento hanno offerto il contributo anche i rappresentanti delle industrie farmaceutiche ‘in un mondo sempre più minacciato dai microrganismi molto resistenti e da calamità naturali’, fra cui Damiano De Felice di Carbon-X, Marica Nobile di Federchimica Assobiotec e Mauro Racaniello di Farmaindustria. De Felice ha rivelato che “per la ricerca le aziende impegnano annualmente almeno 100 milioni di euro, anche se i pazienti coinvolti nello stesso periodo sarebbero un milione”. I problemi, però, riguardano la carenza di ricercatori. Racaniello, invece, ha lamentato i tempi per la disponibilità e la commercializzazione dei farmaci e “alcuni sono assenti nel nostro Paese per mancanza di mercato”. Marica Nobile ha ammesso il peggioramento della situazione in Italia, che “è un paese di frontiera anche per le migrazioni”.
Miriam Lichtner, docente di Malattie Infettive al’La Sapienza’ di Roma, ha valutato l’importanza della “conoscenza del comportamento del paziente” per situazioni che un po’ tutti “pensavano di aver superato”.
Di “etica” ha parlato don Mauro Cozzoli, professore emerito di Teologia Morale alla Pontificia Università Lateranense. “Il primo dei beni è la vita, quindi la salute, che è esposta alle malattie, poi diventate epidemie e poi pandemie per la globalizzazione e la tropicalizzazione del clima sulla Terra”. Al cospetto di questa realtà sarebbe opportuna una profonda “riflessione” e azioni decise, decisive e “concrete”.

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