Il parco universitario

Illustrate in Campidoglio le iniziative progettuali all’Interno del Campus Bio-Medico di Roma per aumentare le disponibilità didattiche, sanitarie, sociali e ambientali a vantaggio dell’intera città

Un piano pluriennale di espansione per l’arricchimento culturale e sociale, dell’accoglienza e dell’ospitalità, dei servizi e delle opportunità. ‘Il Campus Bio-Medico coltiva il futuro al servizio di scienza e persone’ è lo slogan che ha accompagnato la presentazione del progetto promossa in Campidoglio, nella Sala ‘Laudato sì’, con la partecipazione del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, dell’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia e dei vertici del Campus rappresentati dal presidente Carlo Tosti e dal direttore Domenico Mastrolitto. Lo sviluppo sarà articolato e cadenzato da varie scadenze che procederanno fino ai primi anni Quaranta del Terzo Millennio. “È già un punto di aggregazione per i residenti dell’area di Trigoria, con la piazza e gli sportelli bancari e di PosteItaliane a disposizione”, ha sottolineato Titti Di Salvo, presidente del Nono Municipio. Una zona che deve sviluppare ancora completamente con il Campus a rappresentare un riferimento anche ambientale, in quanto praticamente confina con la Riserva Naturale di Decina-Malafede. “I fondi del PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, consentiranno di realizzare alcune necessarie infrastrutture, fra cui una piazza nella zona di Trigoria”.
Il Campus Bio-Medico è stato istituito nel 1993. La base operativa era a due passi dalla via Prenestina, comunque all’Interno del Raccordo Anulare, in via Longoni, poi dal 2008 è stata spostata a Trigoria sia per l’acquisizione che per la donazione, da parte dell’indimenticato Alberto Sordi e della relativa Fondazione, dei terreni, anche per realizzare la Casa per la Salute dell’Anziano. Un vasto perimetro in continua evoluzione strutturale e organizzativa, che, al momento, offre, fra l’altro, gli studi universitari di Medicina, Chirurgia, Ingegneria e Tecnologie per lo Sviluppo Sostenibile e ospita quasi tremila giovani per i quattordici corsi di laurea e il Policlinico ha registrato oltre 31 mila accessi al Pronto Soccorso e un milione e 400 mila visite ambulatoriali. Il Campus, inoltre, è impegnato nella ricerca, in particolare nei settori di biomedicina, di bioingegneria e di robotica all’Interno della ventina di laboratori dove operano quasi quattrocento specializzati.
Roberto Gualtieri ha rilevato come “il Campus sia un riferimento per i servizi socio-sanitari. È moderno, aperto al quartiere e mostra attenzione per i giovani ed è una risorsa per il territorio”. Carlo Tosti, invece, ha ribadito “l’utilità di un centro per le cure palliative, per la possibilità di spazi a favore degli anziani, per i servizi di assistenza alle persone bisognose ed è fra i primi atenei della regione per la presenza di studentesse”. Inoltre, “il Campus ospita medici stranieri per soddisfare le richieste sanitarie”. Nella fase “progettuale e realizzativa è importante e fondamentale la collaborazione con l’amministrazione di Roma Capitale” per l’allargamento e il rafforzamento di un vero e proprio ‘parco universitario’ con la “scienza che deve essere a sostegno delle persone” anche “per uno sviluppo della città”, ha ricordato l’assessore Veloccia.
L’iniziativa prevede, fra l’altro, “un’autosufficienza energetica attraverso le fonti rinnovabili e gli scarti vegetali saranno utili per la produzione di biogas. Programmato anche il recupero delle acque”. In questo contesto appare inevitabile un miglioramento dei collegamenti del trasporto pubblico con ‘corridoi’ riservati ai bus e, nel futuro, con il prolungamento della linea ‘B’ della metropolitana, dalla stazione di ‘Laurentina’ in direzione di Tor Pagnotta.
Il Campus, “di ispirazione cristiana”, è stato sollecitato dall’Opus Dei con l’obiettivo di favorire “il bene della persona nella sua integrità”. Il nome della strada dell’ingresso indica proprio il beato Alvaro Del Portillo, vescovo dell’Opus Dei, l’Opera di Dio, fondata nell’ottobre del 1928 da Josemaria Escrivà.

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