Cause e soluzioni

Approfondimento a Roma. L’attenzione da parte della sanità sull’antimicrobico-resistenza, che annualmente è responsabile di infezioni e anche di decessi

Il contributo degli antibiotici, dalla seconda metà del Ventesimo secolo, è stato straordinario, fondamentale ed essenziale, alla medicina e al contrasto alle infezioni. L’aumento progressivo dell’antimicrobico-resistenza, che causa annualmente 4 milioni e 300 mila infezioni e almeno 70 mila decessi nei 36 paesi dell’OCSE, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, grava sulla sanità per quasi 29 miliardi di dollari e sfiora i 37 miliardi di dollari in relazione alla produttività. E fino al 2050 potrebbe annullare le conquiste per l’aumentato utilizzo improprio dei farmaci e non solo da parte degli umani, ma anche nel settore della zootecnia e nelle coltivazioni agricole. Il risultato è una maggiore diffusione delle infezioni e dei microrganismi antibiotico resistenti anche per la globalizzazione. A leggere i dati dell’OCSE, prima del 2035, senza decisi interventi, sarà possibile raggiungere anche il 90% per alcune specifiche infezioni. Dodici le principali combinazioni patogeno-antibiotico che riguardano il 20% nelle stesse aree esaminate.
Nella capitale la situazione è stata affrontata nel corso di un convegno promosso da The European House-Ambrosetti con la collaborazione non condizionante di Shionogi. ‘Valore e sostenibilità degli antibiotici quali strumenti indispensabili per il sistema sanitario e la salute delle persone’ è stato il comun denominatore approfondito degli intervenuti, fra cui alcuni rappresentanti delle istituzioni, della ricerca e della medicina, coordinati da Elisa Milani di The European House-Anbrosetti.
I segmenti hanno riguardato ,’La fotografia, le cause e l’impatto socio-economico dell’antibiotico-resistenza in Italia e in Europa’; ‘La prevenzione, la ricerca e lo sviluppo e l’innovazione per contrastare l’antimicrobico-resistenza’ e ‘Le prospettive e le priorità di azione per un accesso sostenibile ai nuovi antibiotici’. L’antimicrobico-resistenza, l’AMR, deve essere affrontato con una strategia unitaria e multidimensionale, che includa la sensibilizzazione della popolazione e dei professionisti della salute sulla gestione appropriata delle prescrizioni antibiotiche, ma anche con l’avvio di iniziative e incentivi finalizzati a favorire la ricerca e lo sviluppo di altre soluzioni, le quali, comunque, sono estremamente complesse.
Dal 2017, infatti, sono stati approvati solo una dozzina di nuovi antibiotici, una decina vantano già una resistenza antimicrobica. Perl’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, lo sviluppo di nuovi trattamenti antibatterici risulta inadeguato per affrontare la realtà globale dell’AMR, l’antimicrobico-resistenza.
Indispensabile, quindi, anche nel nostro Paese il varo di una normativa che sostenga l’innovazione e promuova la ricerca, in modo da affrontare efficacemente il problema della resistenza e valorizzi i nuovi antibiotici. Un interesse, che è stato ricordato alla Sala ‘Capranichetta’ dell”Hotel ‘Nazionale’, riguardi, da una parte la natura clinica e regolatoria e, dall’altra, l’aspetto economico-finanziario per sostenere le aziende, le quali, altrimenti, non sarebbero in grado di affrontare la ricerca e lo sviluppo di antibiotici di elevata qualità. La coppia di settori saranno promossi in maniera complementare. Infatti rivestono un’importanza delicata e nevralgica per garantire il valore e la sostenibilità degli antibiotici nel medio e lungo periodo.

 

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