La lettera di D’Annunzio

Restituito alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma lo scritto scomparso una decina di anni fa. L’aveva un collezionista del viterbese

 

Scovata, sequestrata e riconsegnata. I Carabinieri della Sezione Antiquariato del Reparto Operativo per la Tutela del Patrimonio Culturale hanno recuperato la lettera autografa di Gabriele D’Annunzio sparita da oltre dieci anni. Era in possesso di un collezionista del viterbese che aveva cercato la cessione dopo averla acquisita in un mercato dell’antiquariato della capitale.
Il prezioso scritto è stato restituito alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. Il manoscritto riporta la data del 18 novembre 1936. Tre fogli di carta avorio dalle misure di centimetri 32,5-per-centimetri 24,5, tutti intestati con il logo ‘Sqvadra di San Marco-TI con NV, NV con TI’.
Il poeta, scrittore e anche ex deputato del Regno d’Italia, nato a Pescara il 12 marzo del 1863 e scomparso a 75 anni a Gardone Riviera, in provincia di Brescia, il 1° marzo del 1938, secondo la ricostruzione dei militari coordinati dal tenente Martina De Vizio, avrebbe rivolto l’attenzione ‘Al caro amico’, probabilmente Giovanni Rizzo. La busta, però, non è stata ritrovata.
Il documento è stato consegnato direttamente al responsabile della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma Stefano Campagnolo. Gli esperti avrebbero rilevato e riscontrato tracce di abrasioni dei timbri a inchiostro apposti sulle carte di D’Annunzio e altre, oltre alle cancellature della numerazione dell’inventario riportata su ogni pagina.
È stato l’attento e quasi maniacale controllo da parte dei militari impegnati nella Tutela del Patrimonio Culturale a risalire e a ricostruire la vicenda. La segnalazione della vendita sul web è stata la svolta per sbloccare la situazione ed evitare un’ulteriore dispersione delle tracce del manoscritto, che probabilmente sarebbe stato trafugato prima del 2012.
Soddisfazione, naturalmente, da parte del ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano per l’esito positivo dell’operazione. “Importante è tenere sempre alto il livello di attenzione e deve anche aumentare la percezione da parte dell’opinione pubblica che questi siano reati contro la collettività e contro il patrimonio di tutti. I Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale sono una vera e propria eccellenza del nostro Paese invidiati da tutto il mondo” anche per l’imponente ‘banca-dati dei beni culturali illecitamente sottratti’. Sono milioni i beni culturali, fra dipinti, sculture e oggetti, censiti e digitalizzati osservati quotidianamente dai Carabinieri guidati dal generale Vincenzo Molinese.

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