I diritti da difendere

Congresso nazionale dell’ARCI a Roma. Walter Massa è il nuovo presidente. È stato eletto a larga maggioranza

Genovese, cinquantenne, Walter Massa è il nuovo presidente nazionale dell’ARCI, l’Associazione Ricreativa e Culturale Italiana. È stato eletto a larga maggioranza alla conclusione del diciottesimo Congresso nazionale promosso a Roma, a cui hanno preso parte 454 delegati e un centinaio fra invitati e ospiti. Walter Massa subentra a Daniele Lorenzi, che ha guidato l’Associazione nel biennio 2021-2022. È il decimo presidente della storia dell’ARCI, fondata da Arrigo Diodati a Firenze il 26 maggio del 1957.
Appassionato di montagna, delle altre quote e del Genoa nel calcio, Massa vanta un lungo percorso all’interno dell’Associazione iniziato negli anni Novanta come socio e continuato fino all’importante incarico dirigenziale fra il 2000 e il 2008 e, in seguito alla grande crisi causata dal Covid-19, anche nel periodo 2021-2022. Dagli anni Duemila ha ricoperto alcune funzioni nazionali, fra cui come responsabile all’infanzia, all’adolescenza, all’immigrazione, all’inclusione e all’accoglienza dei rifugiati e i richiedenti asilo.
Quarantasette gli ordini del giorno approvati dall’assemblea congressuale su importanti temi, fra cui sulla difesa dei diritti, sulla pace, sul lavoro e sul mutualismo. ‘Per uscire da un incubo non basta svegliarsi, ma bisogna sognare più veloci’, è stato il riferimento che ha accompagnato le quattro giornate del Congresso organizzato all’Auditorium ‘Antonianum’ della capitale. La serie degli interventi è stata aperta dalla relazione del presidente uscente Daniele Lorenzi, che ha ricordato il ruolo, la funzione e le iniziative dell’ARCI in questo particolare periodo storico-economico. I saluti della città di Roma ai partecipanti del Congresso arrivati da tutta la nostra penisola sono stati espressi dall’assessore comunale alla Scuola, alla Formazione e al Lavoro Claudia Pratelli, con esperienza nelle attività dell’ARCI. Non sono mancate le presenze e le parole delle donne iraniane, che hanno portato le rispettive testimonianze e la richiesta di sostegno nella protesta per rivendicare nel proprio Paese maggiori diritti e libertà di espressione.
L’ARCI, attraverso gli oltre 4 mila e 400 circoli e associazioni locali, ha sempre sostenuto l’impegno a difendere o a richiedere il rispetto dei diritti per ogni essere umano. E, infatti, anche in questa occasione non è sfuggita l’opportunità per appoggiare la protesta delle donne in Iran e ribadire la solidarietà attiva alle ONG, le Organizzazioni Non Governative, coinvolte nei soccorsi nelle acque marine, per lo più salvavita.
“Dalla parte degli occupati, del lavoro, delle attività sociali e del cosiddetto Terzo Settore”, è stato più volte sottolineato nel corso degli interventi. “Lotta alla solitudine delle persone che produce paura, intolleranza e egoismo” con la creatività e la certezza del radicamento dell’Associazione sui territori. “L’ARCI non è stata ferma neanche nel periodo del lockdown con la serenità ritrovata in questi mesi e il coraggio che non è mai mancato” agli iscritti dell’Associazione di via dei Monti di Pietralata. A Roma e nelle migliaia di circoli sparsi su tutta la nostra penisola è ben presente il vessillo a sei strisce orizzontali colorate di bianco, giallo e nero per indicare le tonalità della pelle dell’umanità e, poi, di blu, rosso e verde.

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