Idee per la ripresa

Rapporto di Federculture. Nel 2021 registrata una crisi della partecipazione in cinema, teatri, musei, concerti e librerie

 

Lo choc. Dai numeri. Dalle negative percentuali sopportate nell’ultimo biennio dagli articolati settori racchiusi nella vasta platea della cultura. La partecipazione ha mostrato un vero e proprio crollo, drammatico per gli operatori, per i bilanci e per l’occupazione, causato soprattutto dai provvedimenti restrittivi decisi per cercare di contenere il numero dei contagi da Covid-19. Proiezioni nelle sale di film sospese, palcoscenici deserti, sipari serrati, programmazioni stracciare, esposizioni rimandate e strumenti musicali riposti opportunamente nelle rispettive custodie in attesa di momenti migliori. Il distanziamento fra gli esseri umani, a sentire gli esperti sanitari, era necessario per scongiurare l’avanzata e l’allargamento del temibile virus. A intermittenza solo le librerie hanno alzato le serrande e sbloccato le serrature anche se la clientela locale e d’importazione non ha frequentato assiduamente gli scaffali dei vari negozi.
Impietoso il bilancio contenuto nel diciottesimo Rapporto di Federculture illustrato nella capitale, nella sala ‘Giovanni Spadolini’ del Ministero di via del Collegio Romano. Gli allontanamenti dalle attività culturali sembrano una fossa, in cui il teatro ha segnato un meno 85%, i concerti musicali un meno 82%, il cinema un meno 81% e i musei un meno 72%. L’irrefrenabile ruzzolata ha inevitabilmente coinvolto il ripiano occupazionale, che ha registrato un meno 11%. “Nonostante i numerosi e i rilevanti interventi del Governo e, in particolare del Ministero della Cultura, che hanno salvato alcune imprese, non è stato possibile riportare le comunità ad una periodicità adeguata, anzi il problema di chi non partecipa è ancora più evidente”, ha rilevato Andrea Cancellato, presidente di Federculture.
Lo tsunami provocato dal virus ha stravolto immancabilmente il movimento turistico, anche se, guardando oltre la soglia del dicembre del 2021, gli arrivi e le presenze sulla nostra penisola sono triplicate nel periodo gennaio-marzo di quest’anno, con un benaugurante +41% e +39%. Il periodo fosco sembra riguardare il biennio gestito più dal micidiale virus e dalle relative decisioni che dalle preferenze generali dei cittadini. L’uniforme crollo in tutte le aree del Paese confermano l’impossibilità di scegliere, in quanto le difficoltà erano strettamente collegate alla razionata mobilità per garantire il distanziamento da persona-a-persona.
Inversione di tendenza nel primo tris di mesi del 2022 confermata, ad esempio, dalle domeniche a ingresso gratuito nei musei; dal cosiddetto ‘bonus cultura’ per i giovani da consumare per concerti, musica, cinema e volumi e dalla partecipazione al Salone del Libro di Torino con il record di oltre 168 mila ingressi. Il periodo funesto per l’intero comparto ha lasciato appiedati almeno 55 mila occupati, il 12,6% fra gli under 35.
Il presidente Cancellato, comunque, per sollevare maggiormente ogni parte del ventaglio culturale ha proposto “la defiscalizzazione del ‘consumo’ nei vari settori come accade per le spese mediche e farmaceutiche, l’abbassamento e l’equiparazione dell’IVA, la validità dell”ArtBonus’ per favorire il sostegno economico dei privati anche per il sistema pubblico e la realizzazione di uno Statuto dei Diritti dei Lavoratori della Cultura”. Gli operatori censiti sarebbero “quasi 770 mila nei molteplici ambiti”. Cancellato ha lanciato anche l’idea di varare “un Fondo di Garanzia per la Cultura con la partecipazione dell’Istituto per il Credito Sportivo guidato attualmente da Andrea Abodi”.
Intanto Federculture ha accolto l’adesione, fra gli altri, dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, dell’Acquario Romano, dell’Associazione Dimore Storiche Italiane, della Fondazione Museo del Violino di Cremona e di comuni come Siracusa e Viterbo.
Le 328 pagine del Rapporto annuale, ‘Impresa Cultura. Lavoro e innovazione. Le strategie per crescere’, sono arricchite dagli scritti di amministratori pubblici, docenti, osservatori ed esperti del settore. Il volume è stato stampato da Gangemi Editore.

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