Il festival del gelato

Appuntamenti in quattro città italiane, ma condizionati dai provvedimenti per il Coronavirus. Attesa per le novità

Firenze, Roma, Milano e Torino. In ordine seguendo il calendario. Quattro città della nostra penisola che annualmente ospitano lo show di colori, gusti e sapori nel programma del Gelato Festival arrivato all’undicesima stagionalità. Nella capitale, per la seconda tappa nazionale, erano presenti, in seguito ad accurata selezione, la Gelateria Alpi, quella Mamò e Pinguino Goloso e L’Officina Gelato& Bakery. Un modo anche per scoprire e valorizzare la produzione artigianale locale e le immancabili originali proposte. In tutti gli appuntamenti, a causa del Coronavirus, sono stati messi al bando gli stand e le relative frequentazioni dei sempre numerosi visitatori, fra appassionati, curiosi e operatori del settore. I particolari e le indicazioni, infatti, arrivano sfruttando le nuove tecnologie.
A Roma, nelle ultime annate, gli organizzatori avevano trovato l’habitat ideale per la kermesse e il tour degustativo dei partecipanti all’interno di Villa Borghese, il grande ‘polmone verde’ cittadino. E anche a Firenze, Milano e Torino gli scenari delle location individuate erano assolutamente suggestivi. Per l’occasione la giuria era composta dal food blogger Luca Sessa, dalla fondatrice di Food Confidential Nerina Di Nunzio e dall’esperto del ristorante pluristellato ‘La Pergola’ dell’hotel Rome Cavalieri Dario Nuti.
La rassegna è promossa da Italian Exhibition Group in collaborazione con Carpigiani Gelato Universty e SIGEP, la fiera professionale maggiormente rappresentativa al mondo dedicata e riservata al gelato artigianale. Alla vigilia della periodica manifestazione è inevitabile la fremente crescita dell’attesa per le novità presentate dai vari maestri per un gelato originale nella composizione utilizzando nuovi ingredienti e nella lavorazione per la ricerca di altre tonalità e sapori da immettere nei rispettivi menù. Un mix fra il classico e il futuribile anche attraverso una più accurata selezione delle materie e un attento accostamento. Uno sguardo interessato è rivolto al livello delle calorie e agli ormai molteplici condizionamenti alimentari. Da sottolineare, fra l’altro, che il gelato, soprattutto nei mesi confortevoli dallo spessore climatico, diventa il vero e proprio riferimento del break di metà giornata. E probabilmente anche un rilassante e opportuno sollievo.
Il poker di appuntamenti nel nostro Paese del Gelato Festival è sovrapposto al World Master, la competizione fra i migliori specialisti sul pianeta del gelato artigianale. La prima edizione del Gelato Festival risale al 2010. Quasi inevitabile lo scenario di Firenze per omaggiare la ricetta apripista del settore, altro fiore all’occhiello del nostro Paese. Da quel 2010 il cartellone degli incontri è stato allungato e allargato, prima in Italia e, poi, in Europa e negli Stati Uniti, fra l’altro a Los Angeles. Raggiunta, al momento, la quota di 64 festival.
Quella soluzione che ha alimentato e sviluppato la categoria professionale via-via elevando la qualità della preparazione e della produzione risale a metà del 1500, in particolare con Bernardo Buontalenti, in realtà Bernardo Timante Buonacorsi. Originario di Firenze, l’architetto-sculture-pittore-scenografo-ingegnere militare, ha sviluppato la passione per la cucina e anche nella preparazione di dessert ghiacciati. Erano a base di zabaione e frutta e ottenuto il successo, forse anche inaspettato, ha assimilato e aggiornato le competenze con l’innegabile ingegno multiforme. La crema fiorentina e il gelato Buontalenti sono ancora richieste e offerte nel capoluogo toscano. Buontalenti era nato alla fine del 1531 a Firenze dove è scomparso a metà del 1608.

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