Alimenti. Ieri, oggi e domani

Alcune soluzioni innovative sono state illustrate dagli artigiani del settore della CNA

Gli alimenti, nel nostro Paese, sia al naturale che trasformati, anche preparati, elaborati e cucinati, rappresentano tipicità, tradizione, cultura, sapori e profumi, oltre che la semplice, ma necessaria, nutrizione e sostanzialmente vitale. Garantire il Made in Italy, produzioni di eccellenza. “In alcuni ristoranti e pizzerie”, ha rilevato il segretario della CNA di Roma Stefano Di Niola, “dopo la carta dei vini, degli oli e delle acque minerali, fra l’altro, inizia ad apparire per la clientela anche quella dei pomodori, a dimostrazione di un allargamento e innalzamento dei prodotti coltivati e offerti”.
Approfondimento della CNA, la Confederazione Nazionale degli Artigiani, che in collaborazione con AgroCamera, l’azienda speciale della Camera di Commercio, su ‘Roma in Food’ per ampliare e individuare i futuri scenari e le soluzioni innovative per l’intero settore. In particolare, nell’area della Casa delle Imprese della capitale di via Guglielmo Massaia è stato allestito una specie di mercato delle idee, dell’innovazione e delle strategie a salvaguardia delle produzioni del territorio. Uno degli obiettivi è la creazione di opportunità fra gli agricoltori e gli altri protagonisti dell’intero settore. L’aumento del livello economico ed occupazionale è nell’interesse generale delle varie categorie professionali e produttive.
All’appuntamento romano, aperto dall’intervento del presidente della CNA romana Michelangelo Melchionno, hanno partecipano, fra gli altri, amministratori pubblici e rappresentanti di enti e strutture anche private, come Antonio Rosati e Niccolò Sacchetti, rispettivamente ai vertici dwll’ARSIAL e della locale Coldiretti; Simone Cargiani, editore delle pubblicazioni enogastronomiche delLa Pecora Nera e Carlo Hausmann, direttore di AgroCamera.
Hausmann ha ricordato l’importanza del consumo delle produzioni di stagione e possibilmente a ‘chilometro zero’. Un acquisto e un consumo alimentato dai mercati rionali o dalle vendite dirette. Fondamentale, quindi, eliminare i cosiddetti ‘sapori finti’ con ‘cibi sintetici’ e l’avvicinamento della città alla campagna o, anche, viceversa. I turisti, che apprezzano i piatti assaporati durante il soggiorno nel nostro Paese, dovrebbero avere l’opportunità di riprodurre i menu anche nelle rispettive abitazioni oltreconfine. Inevitabile,
quindi, la proposta di souvenir enogastronomici, come sughi pronti, vini, oli, mieli, snack proteici o con la tipica frutta nazionale.
I cambiamenti climatici potrebbero condizionare le coltivazioni future. A sentire gli esperti ogni grado in più sposta settentrionalmente il limite agricolo di ben 150 chilometri. Il cosiddetto ‘habitat della palma’ avanza continuamente anno-dopo-anno verso il nord del pianeta. La desertificazione non potrebbe essere solo agricola, ma anche economica, sociale ed occupazionale.

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