Tax Free Day

254 giorni per le imposte. Dopo le imprese di Roma solo quelle di Bologna e di Reggio Calabria

Liberi. O liberati. Finalmente. Da ogni imposizione fiscale di qualsiasi natura e livello. Dopo 254 giorni dell’anno dedicati alle contribuzioni statale, regionale e locale le risorse della produttività può essere destinata allo sviluppo e al rafforzamento dell’azienda, all’eventuale formazione professionale dei dipendenti e anche ai rispettivi nuclei familiari. A questo aspetto sono riservati solo 111 giorni del 2018. Il presidente della CNA romana Michelangelo Melchionno ha tagliato i fili per far volare le cifre che ricordano le quotidianità dei titolari delle varie attività da sfruttare per le relative esigenze programmate.
Al ‘Tax Free Day. Le imprese romane oltre l’ostacolo delle tasse’, nella Casa della CNA di via Guglielmo Massaia, l’assessore allo Sviluppo Economico, Turismo e Lavoro Carlo Cafarotti; il segretario della Confederazione Stefano Di Niola e il responsabile nazionale del Dipartimento Politiche Fiscali e Societarie Claudio Carpentieri hanno ricordato la scadenza sempre più lontana dall’inizio dell’anno e maggiormente pesante e “s
ovrabbondante”, come più volte ha sottolineato Melchionno. E qualche anno fa la torta era ‘tagliata’ prima della pausa estiva di agosto.
IRPEF, IMU e TARI incidono sui bilanci delle rispettive attività. Roma è la terzultima città italiana slegata dalle fibbie delle molteplici imposte fiscali che gravano per oltre il 61%. In pratica le varie casse delle amministrazioni pubbliche sono le “azioniste di maggioranza” delle attività produttive. Roma è sul gradino più basso del non invidiabile podio. Dopo la capitale i ‘festeggiamenti’ saranno organizzati a Bologna e a Reggio Calabria. Ancora qualche lungo giorno di attesa, in quanto il peso fiscale supera il 70%. Una evidente enormità. Oltre i due/terzi.
“Insostenibile” e per gli imprenditori ormai “insopportabile”. L’Osservatorio Permanente della Tassazione delle Piccole e Medie Imprese ha continuamente registrato l’andamento nazionale, che muta per il gravio delle aliquote regionali e comunali, fra l’altro condizionate anche dalle aree di produzione dei rifiuti speciali, i quali sono smaltiti dalle rispettive strutture produttive. ‘Comune che vai, fisco che trovi’, è lo slogan che accompagna l’andamento della serie di simulazioni e approfondimenti del settore. I calcoli della CNA sono stati elaborati su 137 comuni, che disegnano 95 province. Roma è nella posizione numero 135. A leggere e sentire le cifre della ricerca l’area più fiscalmente leggera è quella di Cuneo.
Altre preoccupazioni per gli imprenditori e gli artigiani riguardano l’ormai prossima fatturazione elettronica e l’interesse, invece, le richieste presentate dalla Confederazione relative, fra l’altro, alla detassazione degli utili investiti nelle aziende e la completa applicazione della normativa sulle aree per i rifiuti speciali. Non è mancato il richiamo anche all’eventualità di gratificare con un alleggerimento fiscale per le attività più efficaci ed efficienti e maggiormente produttive.

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