Il noleggio a lungo termine delle aziende

Bilancio positivo per il particolare comparto che ha visto aumentare le offerte e le richieste di auto. L’andamento è stato l’argomento principale dell’incontro fra gli operatori del settore promosso a Roma da Fleet&Mobility

Andamento positivo in alcune sezioni del capitolo ‘immatricolazioni delle auto in Italia’, che comunque, non riescono ad assorbire e a ribaltare completamente il dato generale relativo al 2025 di colore ancora pallido. Mostra soddisfazione il noleggio a lungo termine, comunemente l’NLT, alimentata dalle aziende e anche dai privati, ma non le vendite dei concessionari ancora poco sopra la quota fisiologica, peraltro aggiornata, del milione e 500 mila, precisamente un milione e 527 mila.
La ‘grandinata’ di percentuali e raffronti con l’andazzo dell’ultimo decennio, in alcuni casi anche oltre, ha inondato l’affollata Sala delle Statue di Palazzo Rospigliosi, a Roma, nel corso dell’incontro promosso da Fleet&Mobility nell’ambito del programma ‘La Capitale Automobile’ con lo sguardo rivolto nell’occasione all’aspetto del ‘Corporate’, ai comportamenti delle aziende.
A gestire e coordinare la serie degli interventi dei rappresentanti dei marchi automobilistici, delle compagnie assicurativa, delle società di noleggio e degli operatori del settore ha pensato Pier Luigi del Viscovo del Centro Studi di Fleet&Mobility. Fleet&Mobility, che, oltre a precisare come il valore del mercato è stato nel 2025 di 45 miliardi e 300 milioni di euro, ha rilevato un incremento della consistenza delle rispettive flotte da proporre ai clienti interessati. La maggior parte sono aziende, ma l’evoluzione dei richiedenti allarga le domande anche alla pubblica amministrazione e ai privati.
Alla prima parte mattutina hanno partecipato Elena Bellini di Targa Telematics, che ha ricordato il leggero “aumento dei listini e del mix di modelli”; Fabio Curtacci di Q8, il quale ha sottolineato “la maxi-anzianità del parco-auto circolante nel nostro Paese”, ma non è una novità, in quanto continua ad aumentare “l’età media delle quattroruote e parallelamente i costi”: Alessandro Palumbo di Fleet&Mobility, in grado di registrare una lievitazione del prezzo unitario, “da 18 mila e 700 nel 2013 a 31 mila 881 nel 2025” e degli “incentivi o degli sconti +11,5%” e Salvatore Saladino di DataForce, protagonista nel confermare il rallentamento degli acquisti da parte dei privati”, forse in attesa di altre iniziative di sostegno economico.
Il confronto in via XXIV Maggio, a due passi dal Palazzo presidenziale del Quirinale, ha confermato l’utilizzo dei prodotti petroliferi: +3,9%, 8 milioni e 900 mila tonnellate di benzina e -1,1%, 23 milioni e 300 mila tonnellate di gasolio. “Nell’ultimo quinquennio, però, hanno sospeso l’attività una cinquantina di raffinerie” e l’attuale situazione geopolitica non consente miglioramenti. Almeno al momento.
È aumentato il costo medio delle auto, “praticamente la fascia centrale è scomparsa, quella da 10 mila a 15 mila euro ed è in crescita il mercato delle case automobilistiche orientali, soprattutto cinesi,+8,5%” .
“Responsabilità” all’industria italiana sono state indicate e indirizzate da Paolo Ghinolfi di PosteGo sulla visione, sulle previsioni e sulla programmazione. La media del prezzo è balzato in alto nelle ultime stagioni nel segmento che “oscilla fra i 20 mila e i 35 mila euro”, 46%, ha ribadito Andrea Bartolomeo di MG ed è salita anche l’acquisizione di veicoli al di là dei 35 mila euro, 38%. “I brand cinesi non entreranno nel mercato occidentale solo con offerte di fascia bassa, ma anche medio-alta e con estrema decisione”.
Nonostante le novità e le tecnologie, continuamente immessa, il livello delle immatricolazioni, secondo le previsioni degli operatori del settore, non dovrebbero condizionare il responso di fine-2026, inferiore al milione e 600 mila.
Richiama al contenimento dei vincoli dei contratti per i noleggi Lorenzo Sistini di ItalRent. E nel settore molti servizi sono erogati esternamente con i tempi allungati e la qualità peggiorati, ha affermato Toni Purcaro di Dekra illustrando i dati di un sondaggio.
All’approfondimento romano ha preso parte anche Alessio Casonato di Agenzia Italia, che ha ammesso come “il ringiovanimento automobilistico nel nostro Paese è condizionato soprattutto dalla consistenza dei redditi”.
Alla giornata hanno offerto ilcontributo, fra gli altri, anche Italo Folonari di ANIASA, l’Associazione nazionale dell’industria dell’autonoleggio, della sharing mobility e dell’automotive digital e Massimo Federico Abriola di ARVAL.
Intanto nel primo semestre del 2026 le immatricolazioni sono aumentate del 10,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, come dire 146 mila 423. Complessivamente la quota è arrivata a 936 mila 783, sempre fra gennaio e giugno. A trainare il mercato sono state le auto cosiddette ‘ibride’. Da segnalare la flessione delle preferenze per il diesel, dovuta soprattutto alle limitazioni della circolazione nei perimetri cittadini e al costo dei rifornimenti nelle aree di servizio.

(Immagini: Fleet&Mobility)

 

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